Cronaca 

Incendio in una baracca-deposito a San Bartolomeo del Fossato: fiamme “anomale” oltre gli 800 gradi a causa di una misteriosa sostanza – VIDEO

Proseguono da questa mattina le operazioni di spegnimento di un incendio in una baracca-deposito in via San Bartolomeo del Fossato: a complicare tutto una sostanza non identificata che, a contatto con acqua e schiumogeno, generava fiammate violentissime senza spegnersi. Scelta la strategia del soffocamento con calce e sabbia, con presidio di sicurezza ancora in corso

Non è stato un incendio “normale”, di quelli che si domano con getti d’acqua e schiuma fino a vedere il fumo assottigliarsi. Qui, ogni tentativo di spegnimento sembrava innescare il contrario: una reazione violenta, improvvisa, quasi come se il fuoco si alimentasse proprio nel momento in cui lo si cercava di fermare. È per questo che, da questa mattina, continuano le operazioni per mettere definitivamente in sicurezza l’area dopo il rogo sviluppatosi in una baracca-deposito in via San Bartolomeo del Fossato.

A rendere tutto più complesso è stata la presenza di una sostanza non identificata che, a contatto con l’acqua e con il liquido schiumogeno, avrebbe prodotto una fiammata intensissima, con temperature stimate oltre gli 800 gradi, senza dare segni di cedimento. Una situazione che cambia completamente lo scenario: non si tratta più soltanto di spegnere, ma di capire come farlo senza peggiorare la reazione e senza mettere a rischio chi sta operando.

Da qui la decisione di cambiare strategia: niente più tentativi “diretti”, ma spegnimento per soffocamento, coprendo l’area con calce e sabbia. Una scelta che, in casi particolari, permette di togliere ossigeno al fuoco e bloccare l’innesco continuo delle fiammate, puntando a “chiudere” l’incendio invece che combatterlo frontalmente.

Le operazioni, però, non si esauriscono con la copertura: resta un presidio di sicurezza ancora attivo, perché in situazioni del genere il rischio non è solo quello delle fiamme visibili, ma anche di riprese improvvise, reazioni residue e surriscaldamenti nascosti sotto gli strati di materiale.

È uno di quei roghi che lasciano addosso una sensazione inquieta: non tanto per la scena delle fiamme, quanto per l’idea che dentro quel deposito ci fosse qualcosa capace di trasformare lo spegnimento in un pericolo ulteriore. E quando succede, la prudenza diventa la prima arma: spegnere sì, ma senza dare al fuoco un nuovo motivo per rialzarsi.


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