Facce de Zena 

L’ultimo saluto al Paolo Aldo Rossi, studioso e professore di generazioni di genovesi: funerali lunedì a San Siro

Si è spento venerdì scorso a 79 anni il professore di Storia del Pensiero Scientifico dell’Università di Genova, in pensione da alcuni anni, ma ampiamente ricordato dalla comunità accademica e dai suoi studenti. Lascia la moglie Ida Li Vigni e la figlia Fiorenza. Il ricordo dell’assessore e ormai collega Giacomo Montanari

È morto venerdì scorso Paolo Aldo Rossi. Aveva 79 anni. Lascia la figlia Fiorenza e la moglie Ida Li Vigni, che è stata prima sua allieva, poi assistente, infine compagna di 40 anni di vita, curandolo amorevolmente fino all’ultimo. Una storia, la loro, fatta di amore, condivisione e affinità di pensiero non comuni.

I funerali si terranno lunedì 19 gennaio alle 8:30 presso la Basilica di San Siro, in centro storico.

Il ricordo

L’assessore alla Cultura del Comune di Genova e professore universitario Giacomo Montanari lo ha ricordato con parole intime e riconoscenti: «Forse tu avresti detto più “arrivederci” che “addio”. Forse avresti invitato a scegliere di guardare la cosa da un altro punto di vista. Non scontato, non banale, neppure semplicemente anticonformista, ma forse soltanto più articolato. Io voglio dirti grazie per l’ascolto e per l’accoglienza, da cui è derivato tanto del mio percorso di studi. Quando scrivevo la tesi neppure potevo immaginarlo, ma i semi piantati dai maestri germogliano anche più avanti, nel tempo. Professore, amico, maestro. Ave atque vale».

Curriculum e percorso di studi

Rossi frequenta le scuole secondarie presso il Ginnasio-Liceo Classico “Santa Maria” di Verbania. Iscritto all’Università Cattolica di Milano, ha come maestri Gustavo Bontadini e Sofia Vanni Rovighi e come relatore di tesi di laurea Evandro Agazzi. Diventa assistente volontario di Filosofia e si reca all’estero per studiare; rientrato in Italia per svolgere il servizio militare, studia Matematica a Milano (Macchine di Turing, problem solving, teoria dei giochi).

Diventerà prima borsista, contrattista e ricercatore presso la cattedra di Filosofia della Scienza tenuta da Evandro Agazzi, e nel 1977 professore incaricato di Storia del pensiero scientifico in età moderna presso l’Università di Genova. In questi anni trascorre periodi di studio in Europa e negli Stati Uniti, ma sceglie di passare dagli studi matematico-filosofici sul problema mente-corpo per dedicarsi completamente alla storia della scienza: dapprima contemporanea (cibernetica e teoria dell’informazione), mettendo a frutto i propri studi matematici, poi in età moderna indirizzandosi alla storia della matematica prima e della medicina poi.

Nel 1980 diventa professore titolare della cattedra di Storia del pensiero scientifico presso la Facoltà di Filosofia dell’Università di Genova, approfondendo le sue ricerche nel campo della scienza della salute e delle medicine “altre”, con particolare attenzione ai rapporti tra scienza e magia nel medioevo e nel rinascimento, temi di cui da allora in poi si occuperà principalmente.

Dal 1982 è professore associato e dal 1999 professore ordinario di Storia del pensiero scientifico presso l’Università di Genova. Ha inoltre svolto diversi anni di supplenza per le cattedre di Filosofia della Scienza, Storia delle matematiche, Storia del pensiero scientifico in età moderna. È stato membro del corpo docente di scuole di perfezionamento in Filosofia e del dottorato di ricerca in Filosofia della Scienza.

È stato professore universitario ordinario del settore scientifico disciplinare M STO/05 – Storia della scienza e delle tecniche. Titolare della cattedra di Storia del pensiero scientifico e di Storia del pensiero medico e biologico presso il Dipartimento di Filosofia (settore epistemologico) dell’Università degli Studi di Genova e docente di Storia e comunicazioni scientifiche presso il corso di laurea interfacoltà in Editoria e giornalismo.

La laurea che lo fece finire sulle pagine di quotidiani e rotocalchi di tutta Italia

Nel 2014, Paolo Aldo Rossi concesse la tesi a uno studente che inevitabilmente gli conquistò l’attenzione dei media nazionali: il l’oggi plurilaureato (di lauree nel frattempo ha conseguite ben 6, compresa quella in Filosofia) Marco Belelli, noto al grande pubblico come “Mago Otelma“. La tesi: un tomo da oltre 250 pagine, per una buona metà in latino, riguardava lo studio approfondito del primo, grande apologeta della divinità ovvero Agostino d’Ippona, santo nonché padre della Chiesa, e del suo “De Civitate Dei”. Il titolo: “Nec verum illum atque onnipotentem summum deum curare opinatur ista terrena – Dei, angeli e demoni nel pensiero di Agostino d’Ippona”. «Una tesi eccellente – aveva detto il professor Paolo Aldo Rossi-, di grande interesse scientifico. Forse uno studioso agostiniano potrebbe trovare qualche neo ma sinceramente la tesi è molto curata e molto ben fatta».

Ma, a parte quell’episodio che finì sulle pagine di quotidiani e rotocalchi, Paolo Aldo Rossi è stato il formatore di moltissime persone che oggi sono professori anche universitari e di nomi noti nell’ambito della Cultura.

Il professore lascia moltissime pubblicazioni scientifiche, ma anche testi alla portata di semplici appassionati.

Costretto da diversi anni sulla sedia a rotelle con la quale, sempre scortato da Ida, girava per il centro storico, Paolo Aldo Rossi era diventato anche il paladino della mobilità dei disabili nella città vecchia e non solo.

Il legame con Offagna e le Feste medievali

A ricordarlo anche l’amministrazione comunale di Offagna, nelle Marche, insieme agli amici della Pro Loco, dell’Accademia della Crescia e del Comitato Feste. Nel necrologio diffuso, ricorda come sia stato «una figura centrale per il rilancio culturale delle Feste medievali: nel 1990 entra a far parte del Comitato scientifico della manifestazione, contribuendo a rafforzarne il fondamento culturale e scientifico e a elevarne il profilo tra le rievocazioni storiche più apprezzate e conosciute in Italia e all’estero. Cofondatore e primo presidente dell’Accademia della Crescia, è stato anche gran maestro dei cavalieri nominati nella cerimonia di investitura durante l’ultima sera delle Feste medievali. “Amico e innamorato di Offagna», viene ricordato come presenza costante di ogni estate, insieme ai suoi amici di Genova.


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