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Staglieno profuma di rose: la mostra che racconta la rinascita della Valpolcevera arriva nel cimitero monumentale

Inaugurata a Staglieno “La via delle rose”, il progetto fotografico dedicato al roseto di Murta e alla comunità che lo ha salvato dall’abbandono. In programma anche una tavola rotonda sul turismo nei cimiteri monumentali, con la presenza degli assessori Lodi e Robotti

C’è un’idea di bellezza che non ha bisogno di grandi palchi né di luci: a volte nasce in silenzio, in un luogo che pochi guardano davvero. È l’idea che oggi prende forma a Staglieno, dove è stata inaugurata la mostra fotografica “La via delle rose. Una storia di bellezza per la Valpolcevera”, curata da Stefania Perrone e ospitata nella sala espositiva del cimitero monumentale.

Dopo la tappa a Palazzo Tursi dello scorso autunno, la mostra cambia scenario, ma non cambia cuore: racconta la storia del cimitero di Murta e del suo roseto, un piccolo gioiello recuperato dall’abbandono grazie a una comunità di volontari che, anziché arrendersi, ha scelto di prendersi cura di un luogo fragile e trasformarlo in una promessa. La mostra sarà visitabile dal 17 gennaio al 6 febbraio.

Tavola rotonda: “Scommettere sulla bellezza”

Per accompagnare l’inaugurazione, la Direzione Servizi cimiteriali del Comune e l’associazione QuellicheaTrastacistannobene (che si occupa della cura del cimitero di Murta e del roseto) hanno organizzato una tavola rotonda dal titolo “Scommettere sulla bellezza: il potenziale turistico dei cimiteri monumentali per i territori che li ospitano”, con la partecipazione dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, dell’assessore Emilio Robotti e del consigliere Enrico Vassallo.

Lodi e Robotti hanno sottolineato il valore del progetto e del lavoro dei volontari con queste parole: «Il cimitero di Murta e il suo roseto – dichiarano gli assessori Lodi e Robotti – sono tra i luoghi che genovesi e turisti dovrebbero scoprire o riscoprire. Avevamo già accolto questa mostra a Palazzo Tursi, ma siamo felici che possa essere visitata anche a Staglieno, perché è una testimonianza preziosa non solo della bellezza che possiamo trovare in luoghi inaspettati, ma lo è anche dell’impegno di una comunità e dei volontari che in questi anni hanno svolto un lavoro esemplare nella cura del roseto. Invitiamo non solo a visitare la mostra, ma anche a raggiungere il cimitero di Murta per poter ammirare di persona la bellezza del suo roseto».

Un roseto unico e una comunità che non ha mollato

Il piccolo cimitero di Murta e il suo roseto, considerati un gioiello del patrimonio storico genovese, sono stati recuperati grazie al lavoro dell’associazione QuellicheaTrastacistannobene Associazione di Promozione Sociale, che ha recentemente celebrato i 190 anni dall’apertura del camposanto. Intorno a quel luogo ruota il progetto “La via delle rose”, pensato per riqualificare l’area di Trasta e Murta nel nome della storia, della natura e della bellezza.

Ed è proprio dentro quel percorso che si inserisce la mostra fotografica: le immagini raccontano una Valpolcevera che, partendo dalle rose, prova a riscrivere la propria narrazione. Non solo scatti “belli”, ma una storia collettiva fatta di visite guidate, pomeriggi alle Scuderie di Villa Paola, appuntamenti all’ora del tè con tavole apparecchiate con porcellane e ricette della tradizione: piccoli riti che trasformano un luogo in un’esperienza.

Un invito a salire “La via delle rose”

La mostra vuole essere anche un invito pratico: andare al Roseto di Murta – Giuseppe Maria Rissone, percorrendo “La via delle rose” che da Trasta sale a Murta. Perché lì, dentro un cimitero recuperato dopo anni di abbandono, è custodita una collezione botanica rarissima: Rose chinensis in 80 varietà, un percorso nella storia della rosa dalla fine del Settecento a oggi, che rende quel giardino un unicum in Italia.

In altre parole: Staglieno racconta, Murta aspetta. E in mezzo c’è una comunità che ha scelto di scommettere sulla bellezza, quando sarebbe stato più facile lasciar perdere.


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