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Ribaltamento a mare, la diffida dell’azienda non spegne la protesta: Fillea Cgil conferma sciopero e presidio lunedì alle 7 a Multedo

L’assessore Robotti: «Notizia licenziamento sindacalista è preoccupante: disponibili in ogni sede a tutela dei diritti del lavoratore». Nonostante la diffida di RCM e la richiesta di revocare la mobilitazione, la Fillea Cgil tira dritto: presidio al cantiere del ribaltamento a mare dalle 7

La diffida non basta a fermare la piazza. Dopo la lettera con cui RCM Costruzioni ha chiesto ai sindacati di rettificare quanto dichiarato e di revocare sciopero e presidio, la Federazione Italiana Lavoratori Legno Edilizia e Affini della Confederazione Generale Italiana del Lavoro conferma le azioni di lotta legate al caso del delegato sindacale licenziato.

Il presidio annunciato per lunedì 19 gennaio si terrà a Multedo, nell’area del cantiere del ribaltamento a mare collegato ai lavori per Fincantieri, con ritrovo a partire dalle ore 7.

Da cosa nasce lo scontro

La vicenda esplode quando il sindacato denuncia il licenziamento del proprio delegato da parte dell’impresa impegnata in appalto sul ribaltamento a mare, definendo l’atto gravissimo e chiedendo il ritiro immediato del provvedimento e il reintegro, annunciando anche l’attivazione dei legali.

Nella ricostruzione sindacale, l’allontanamento sarebbe maturato dopo segnalazioni su criticità legate alla sicurezza in cantiere; viene inoltre richiamata la necessità di tutelare i diritti del lavoratore anche rispetto a condizioni personali e tutele previste dalla normativa.

La risposta dell’azienda: diffida, richiesta di stop e possibili azioni legali

Dopo l’annuncio della mobilitazione arriva la reazione di RCM: una diffida formale con cui l’azienda contesta la versione sindacale e chiede una rettifica immediata, sostenendo che le accuse sarebbero infondate e lesive.

L’azienda ribadisce che il licenziamento sarebbe stato disposto per giusta causa, legato a un comportamento ritenuto grave e tale da far venir meno il rapporto fiduciario, e sostiene che le ragioni sarebbero state già comunicate.

In più, RCM afferma che nella discussione pubblica si sarebbe creata confusione tra cantieri diversi, con committenti differenti, e che il lavoratore non sarebbe stato impiegato nel cantiere indicato come teatro delle criticità, ma in un’altra commessa. Per questo, oltre a chiedere la rettifica, l’azienda ha domandato anche la revoca dello sciopero e del presidio, prospettando il ricorso alle vie legali in caso di mancata correzione.

Il Comune: preoccupazione e impegno per le verifiche

Nel frattempo interviene anche l’amministrazione comunale. L’assessore al Lavoro Emilio Robotti ha commentato così: «Abbiamo appreso con molta preoccupazione la denuncia da parte della Confederazione Generale Italiana del Lavoro del sindacalista licenziato. Denunciare situazioni di pericolo e di insicurezza sul proprio posto di lavoro non solo è un diritto ma è anche un dovere per ciascun lavoratore. Essere eventualmente vessati dai propri datori per questo, fino a venire licenziati, è illegale oltre che inaccettabile. Per quanto di nostra competenza, faremo tutti gli approfondimenti necessari anche attraverso Fincantieri per capire le motivazioni che hanno portato a questa decisione l’azienda che opera in appalto. Come amministrazione, oltre a esprimere solidarietà al lavoratore e ad approfondire gli sviluppi della situazione, siamo disponibili, in tutte le sedi competenti, a svolgere la funzione di facilitatori a tutela dei diritti del lavoratore».

Lunedì la prova di forza

La posizione della Filca Cgil resta quindi invariata: la diffida non cambia la linea e la mobilitazione viene confermata, con presidio dalle 7 di lunedì 19 gennaio a Multedo, nell’area del cantiere.

Sul tavolo restano due versioni contrapposte e una tensione che ormai non è più solo sindacale: tra diffide, avvocati e possibili contenziosi, la vertenza rischia di allargarsi ben oltre i cancelli del ribaltamento a mare.


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