Enti Pubblici e Politica 

Bucci ridisegna la giunta della Liguria: entrano Morich e Piana, Ferro vicepresidente. Opposizioni all’attacco: «Pioggia di incarichi, pochi risultati»

Nuove deleghe e nuovi assessori: la Regione ufficializza il rimpasto dopo l’entrata in vigore della legge che amplia la giunta. Il presidente rivendica i passaggi formali e assegna incarichi chiave su bilancio e sviluppo economico, ma Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra parlano di manovra politica e di una maggioranza inquieta

Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha presentato le nuove deleghe e la nuova composizione dell’esecutivo regionale, spiegando che il rimpasto arriva dopo l’entrata in vigore della legge che consente l’ampliamento della giunta. Bucci ha ricostruito i passaggi: “abbiamo fatto una legge approvata in Consiglio regionale verso il 20 settembre”, ricordando poi i tempi tecnici tra attesa per l’eventuale referendum, pubblicazione e decorrenza: “arriviamo a ieri e oggi possiamo fare la conferenza stampa e confermare il decreto”.

I due nuovi ingressi: Morich al Bilancio, Piana allo Sviluppo economico

Con il decreto, Bucci ha annunciato la nomina di due nuovi componenti della giunta e le relative deleghe.

La nuova assessora Claudia Morich riceve la delega a bilancio, risorse finanziarie, gestione finanziaria dei fondi europei, organizzazione e personale regionale.

Il nuovo assessore Alessio Piana viene indicato come responsabile di un pacchetto ampio che include sviluppo economico, industria, blu economy, porti, logistica, commercio, artigianato, caccia e pesca sportiva, ricerca e innovazione tecnologica, oltre a programmazione Fondo Europeo di Sviluppo Regionale e cooperazione territoriale europea.

Nel corso della presentazione, Bucci ha anche rivendicato il proprio ruolo e alcune competenze in capo alla presidenza: “oltre a essere presidente”, accennando con tono ironico alle critiche sull’operatività e citando anche l’immagine del “Don Chisciotte”.

Simona Ferro vicepresidente, Giampedrone guida anche la Fase B della diga

Tra i cambiamenti più evidenti c’è la nomina della assessora Simona Ferro a vicepresidente, con deleghe che includono cultura e spettacolo, sport, scuola, università, formazione, orientamento al lavoro, politiche dell’occupazione, pari opportunità, tutela e valorizzazione dell’infanzia, animali d’affezione, tutela dei consumatori, politiche giovanili e cittadinanza responsabile.

L’assessore Giacomo Raul Giampedrone mantiene le deleghe su difesa del suolo, protezione civile, infrastrutture, viabilità, edilizia ospedaliera, Istituto Regionale per l’Edilizia Sociale, tutela del territorio e difesa della costa, antincendio boschivo ed emergenze, e in più viene indicato come riferimento per la gestione dell’ente attuatore della Fase B della diga foranea del Porto di Genova e per la gestione del ciclo dei rifiuti.

Conferme e spostamenti nelle altre deleghe

Bucci ha poi elencato le conferme e gli aggiustamenti:

  • Luca Lombardi mantiene turismo, marketing territoriale e Agenzia in Liguria, aggiungendo tempo libero, transizione digitale e informatica.
  • Massimo Nicolò conferma sanità, politiche sociosanitarie e sociali, terzo settore.
  • Alessandro Piana mantiene agricoltura, allevamento, acquacultura e pesca professionale, fiere, grandi eventi, entroterra e montagna, parchi e biodiversità, escursionismo, promozione dei prodotti liguri, programmi comunitari di competenza.
  • Paolo Ripamonti conferma sicurezza, energia, immigrazione e migrazione, area di crisi complessa, vertenze aziendali, rapporti con organizzazioni sindacali, programmi comunitari di competenza e patrimonio, e riceve anche ambiente, ciclo delle acque ed ecosistema costiero e associazionismo comunale.
  • Marco Scaiola conferma trasporti, urbanistica, rigenerazione urbana, politica abitativa ed edilizia, tutela del paesaggio, demanio marittimo e costiero, rapporti con i lavoratori frontalieri, rapporti con il consiglio regionale, assemblea legislativa, pianificazione territoriale, attività estrattive e programmazione Fondo Sociale Europeo.

Vaccarezza “a supporto del presidente”, senza compenso

Un secondo decreto riguarda l’assegnazione di un incarico al consigliere regionale Angelo Vaccarezza, indicato come supporto al presidente per attività su relazioni europee e internazionali ed enti locali. Bucci ha specificato che l’incarico prevede affiancamento, partecipazione a tavoli e raccordo con istituzioni regionali, europee e internazionali, e che Vaccarezza potrà presenziare le sedute di giunta senza diritto di voto quando necessario. L’incarico, viene precisato, è “conferito senza previsioni di compensi”.


Le opposizioni alzano il tiro: “scelte politiche, non risposte ai problemi”

Partito Democratico: “Fine della stagione civica, oggi Bucci esegue”

Il capogruppo del Partito Democratico in Regione, Armando Sanna, legge la presentazione dei nuovi assessori come un punto di non ritorno. Secondo lui, con questo rimpasto Bucci archivierebbe la narrazione dell’amministratore “autonomo” e dell’“uomo che decide”, trasformandosi nel contrario: “la definitiva fine della sua presunta autonomia politica” e la certificazione della trasformazione “da candidato civico… a semplice esecutore delle decisioni dei partiti”.

Sanna insiste sull’idea che non si tratti di una scelta amministrativa dettata da urgenze, ma di un’operazione esclusivamente politica per tenere in piedi equilibri interni, arrivando a dire che “oggi Bucci non decide, esegue” e che eseguirebbe “equilibri interni”, “veti incrociati” e “ordini che arrivano dall’alto”.

Nella sua critica entra anche un elemento di contesto: Sanna collega la mossa alla difficoltà politica del presidente dopo la sconfitta a Genova, sostenendo che il rimpasto serva a rispettare patti e garantire stabilità a una coalizione che altrimenti rischierebbe di sfilacciarsi. Da qui l’affondo: per il Partito Democratico, non c’è un progetto nuovo, ma la gestione di una maggioranza.

Il capogruppo parla poi di una scelta “inutile, costosa e fatta male”. Inutile perché “non risponde ad alcuna urgenza reale della Liguria”, costosa perché aggraverebbe la macchina amministrativa senza generare visione, e fatta male perché non aprirebbe a nessun corpo sociale o sensibilità nuova. L’accusa più pesante è che manchi del tutto il rinnovamento: Sanna sostiene che si tratti di “riciclo di nomi”, con molti assessori già presenti nelle precedenti esperienze e una figura interna alla dirigenza regionale, senza quella “apertura” che spesso viene promessa in avvio di mandato.

E conclude con una frase che è insieme giudizio politico e cornice narrativa: “La stagione civica è finita. Oggi resta solo la politica dei partiti, nella sua forma più stanca e autoreferenziale”.

Alleanza Verdi e Sinistra: “Maggioranza inquieta e problemi reali irrisolti”

Anche Alleanza Verdi e Sinistra Liguria attacca il rimpasto, ma scegliendo un altro bersaglio: il metodo e l’effetto complessivo sulla maggioranza. La segretaria regionale Carla Nattero, insieme a Simon Moeller e Simona Simonetti, sostiene che “la maggioranza Bucci è inquieta nonostante la pioggia di nuovi incarichi” e che la moltiplicazione di ruoli, invece di compattare, avrebbe acceso “nuove e vecchie rivalità”.

Nel loro intervento c’è anche una lettura ironica del rimpasto: parlano del metodo dei “todos caballeros”, cioè dare un titolo a tutti per tenere tutti buoni, e sostengono che non avrebbe funzionato. Per AVS, uno dei pochi fatti davvero “chiari” del rimpasto sarebbe che il centrodestra non avrebbe trovato al proprio interno una figura adeguata per il bilancio, ricorrendo dunque a un profilo tecnico esterno come Morich.

La critica, però, non resta sul piano dei nomi: Nattero, Moeller e Simonetti riportano il confronto ai problemi quotidiani, sostenendo che mentre si distribuiscono deleghe, “i veri problemi come le liste d’attesa in sanità e la mobilità dei cittadini e del personale restano irrisolti”. E aggiungono che la situazione ligure, a loro avviso, non sarebbe migliorata nemmeno dopo la creazione o la nomina di altri organismi già annunciati in passato, rendendo prevedibile che non migliori neppure con ulteriori incarichi, nonostante i costi aggiuntivi.


Il rimpasto, quindi, non chiude la discussione: la maggioranza lo presenta come un assetto necessario per governare, le opposizioni lo leggono come una manovra di equilibrio interno. E la partita vera, ora, si sposterà su un terreno molto concreto: se le nuove deleghe produrranno risultati misurabili su sanità, mobilità, ambiente, lavoro e sviluppo, oppure se resteranno — come sostengono Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra — un cambio e un aumento di caselle senza svolta.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts