Piciocchi:«Con Salis le corse dei bus saltano». La replica di Terrile: «Spieghi come ha fatto a portare Amt in questa drammatica situazione»

Due corse saltate e un video social: l’ex vicesindaco attacca la nuova giunta, ma la replica dell’attuale vicesindaco sposta il fuoco su ciò che sarebbe stato lasciato in eredità: bilanci in profondo rosso, autisti mancanti e mezzi fermi

Battaglia social sul dramma servizio di trasporto pubblico. La scena, stavolta, non è un’aula istituzionale, ma un feed social. Eppure il tema è quello che sta facendo infuriare migliaia di utenti: autobus che non passano, attese interminabili, linee che saltano e un servizio che, da settimane, sembra camminare sul filo. Il caso dei disservizi Amt è diventato anche uno scontro politico a distanza, con accuse e contro accuse davanti a una crisi che — su questo — tutti concordano: è reale, visibile e quotidiana.
Il video di Piciocchi: “Ho preso il bus e ho fatto un errore. Due corse saltate”
A far scattare la miccia è un video pubblicato dall’ex vicesindaco, per alcuni mesi facente funzioni di sindaco, ed ex assessore al Bilancio per otto anni, Pietro Piciocchi. Racconta un episodio concreto: “Oggi ho deciso di andare a lavoro in autobus e ho fatto un errore perché sono saltate ben due corse”. Poi allarga il caso al quadro generale: dice che non si tratta di un episodio isolato, ma di un problema che “ormai ricorre spessissimo”.
Da qui, la proposta: portare il tema in Consiglio comunale e chiedere una commissione per capire “dove sono i disservizi, quanto ripetuti sono i disservizi e soprattutto quali sono i rimedi”. Ma il passaggio che trasforma il racconto in attacco politico arriva subito dopo: secondo Piciocchi, “la nuova amministrazione non può continuare a dire che era colpa di quelli che c’erano prima”. E aggiunge la frase che più fa discutere: “in otto anni di centrodestra… gli autobus andavano. Da quando ci sono questi signori, tutto un disastro”.

È una narrazione chiara: i disservizi sarebbero peggiorati con il cambio di amministrazione e ora bisogna capire “qual è il problema”.
La replica di Terrile: “Prima il buco, poi le corse: ora spieghi come siamo arrivati qui”
La risposta arriva sempre sui social, ed è altrettanto frontale. Il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile ribalta l’impostazione: non nega i disservizi, anzi li usa come prova di un problema più profondo, che affonderebbe le radici nel lungo periodo in cui Piciocchi teneva i cordoni della borsa di Tursi. “Sono cautamente ottimista”, scrive, sostenendo che Piciocchi avrebbe iniziato a riconoscere “a tappe” la crisi: “Lunedì ha finalmente ammesso che AMT ha un buco di bilancio. Mercoledi si è accorto che il buco incide sulla qualità del servizio. Magari entro venerdì ci spiega come ha fatto a portare AMT in questa drammatica situazione”.
La chiave della replica è tutta qui: se oggi saltano le corse, non sarebbe (solo) un problema “di gestione quotidiana”, ma il risultato di un quadro economico e organizzativo che condiziona la capacità stessa di far uscire i mezzi e coprire le linee.
Il “dietro le quinte” della crisi: autisti che mancano e autobus fermi
Al di là del botta e risposta, il quadro che emerge — e che i passeggeri conoscono fin troppo bene — è quello di un sistema sotto stress. Da una parte, viene indicata la carenza di personale: mancherebbero circa ottanta autisti per coprire il servizio programmato. Dall’altra, c’è il tema della flotta: su circa 620 mezzi, se ne contano circa 250 fermi perché non funzionanti. E per oltre il 30% di questi, il problema sarebbe persino più “banale” e più grave insieme: mancano i pezzi di ricambio.
Qui entra in gioco una parola che spiega più di mille comunicati: cannibalizzazione. Alcuni autobus sarebbero stati usati nel recente passato come “donatori” di componenti per farne circolare altri. Una soluzione tampone che, nel tempo, ha ridotto la flotta realmente disponibile e rende ogni imprevisto (guasto, assenza, picchi di traffico) capace di far saltare l’intera catena.
C’è un’altra conseguenza concreta: molti dei mezzi fermi sarebbero quelli più piccoli, indispensabili per le linee collinari. Ed è anche per questo che proprio sulle alture il servizio appare ancora più fragile: lì basta poco per trasformare un ritardo in un buco, e un buco in un’ora persa.
Il Partito Democratico: “Prima negavano, ora ammettono”
Sul tema, lo scontro si era già allargato. Dopo un intervento di Piciocchi sul “buco” Amt, sono arrivati commenti del Partito Democratico: il segretario provinciale Francesco Tognoni, la capogruppo in Consiglio comunale Martina Caputo e il consigliere regionale Simone D’Angelo.
La linea dem è questa: per mesi, dicono, la narrazione della precedente amministrazione sarebbe stata “nessun problema strutturale”. Oggi, invece, l’ex vicesindaco riconoscerebbe che il buco esiste e che la situazione è seria. Secondo il Partito Democratico, “negare ieri e ammettere oggi” non cancella le responsabilità e non cambia il fatto che la crisi sarebbe stata minimizzata.
A sostegno, viene citato anche un dato sul peggioramento del servizio: ad aprile 2025 le corse saltate sarebbero aumentate dell’814% rispetto ad aprile 2024. È il numero che il PD usa per sostenere che il problema non nasce con la nuova giunta, ma è il prodotto di una deriva precedente.
D’Angelo aggiunge un passaggio più duro: se davvero oggi c’è “nuova consapevolezza”, allora — sostiene — si dovrebbe anche contribuire a ricostruire decisioni e contesto che hanno portato l’azienda alla situazione attuale, richiamando l’esistenza di un’indagine.
Il cuore del “rimpallo”: chi ha detto cosa, e quando
A questo punto la partita non è più soltanto “perché saltano le corse”. È diventata: chi ha ammesso cosa, quando, e chi ha minimizzato. Piciocchi sostiene che non si può scaricare tutto sul passato e che “prima gli autobus andavano”. Terrile e la squadra di Salis rispondono che i disservizi sono l’effetto di un’eredità pesante: bilanci, personale, manutenzioni e flotta.
Nel mezzo, però, c’è la città: chi deve arrivare al lavoro, chi accompagna i figli a scuola, chi vive sulle alture dove le alternative sono poche. Per loro, il rimpallo serve a poco. Serve sapere due cose: quando il servizio tornerà stabile e quale piano reale c’è per rimettere in strada mezzi e autisti. E non lo si potrà sapere fino a quando non sarà chiusa la partita in tribunale.
L’ultima nota: “Mi strumentalizzano”
In un commento sulla nostra pagina, ieri, Piciocchi ha scritto che è “impressionante come si cerchi di strumentalizzare” le sue parole e che basterebbe leggerle “senza malizia”. Era stato da noi invitato a contattarci per chiarire la sua lettura, ma — al momento — non lo ha fatto.
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