Genova saluta Danilo Oliva: oggi l’ultimo abbraccio laico al “leader dei portuali” che unì sindacato, città e antifascismo

Oggi, lunedì 12 gennaio 2026 alle 10, nel Salone del Circolo CAP di via Albertazzi, la città ricorda Danilo Oliva con una celebrazione laica. La presenza è annunciata e certa da parte di più realtà sindacali (Camera del Lavoro, Cgil Genova, Filt Cgil, Spi Cgil) e civico-politiche come ANPI, oltre a delegazioni e persone che in questi anni hanno riconosciuto in Oliva un riferimento del lavoro portuale e delle battaglie per i diritti

Genova si prepara a un saluto che non sarà soltanto un commiato, ma un momento collettivo di memoria civile. Oggi, lunedì 12 gennaio 2026, alle ore 10, nel Salone del Circolo CAP (Circolo Autorità Portuale) di via Albertazzi, è in programma la celebrazione laica in ricordo di Danilo Oliva, scomparso nella notte del 9 gennaio: figura di spicco del lavoro portuale e voce riconosciuta nelle battaglie per i diritti e la difesa dei principi costituzionali.

Un addio che diventa piazza: presenza certa di sindacato e associazionismo
Non sarà una cerimonia qualunque. La partecipazione, già annunciata, racconta quanto Oliva fosse trasversale e centrale nel tessuto cittadino: Camera del Lavoro, Filt Cgil e Spi Cgil hanno espresso cordoglio e vicinanza ai soci del CAP, l’associazione che Oliva aveva immaginato, voluto e sostenuto, diventandone per anni animatore e presidente.
Accanto al mondo sindacale, ANPI Genova ha comunicato la propria presenza al saluto: un gesto che sottolinea un tratto distintivo della sua storia personale e pubblica, definendolo “incrollabile antifascista” e protagonista delle lotte dei lavoratori consortili del porto.
In una città dove il porto è identità, lavoro e destino, il funerale laico di oggi si annuncia come un punto d’incontro “naturale” per molti soggetti sindacali e civico-politici, chiamati non solo a ricordare un uomo, ma una stagione di impegno.
Danilo Oliva, una vita cresciuta tra banchine e diritti
Oliva era nato a Genova il 2 luglio 1937, in una famiglia di portuali: nonni e padre legati al lavoro duro delle rinfuse e degli elevatori. Da consortile, si impegnò presto nel sindacato e il 1° maggio 1973 venne distaccato a tempo pieno nella Filp (Federazione dei lavoratori portuali), di cui sarebbe diventato l’ultimo Segretario Generale, prima dello scioglimento nell’attuale Filt Cgil.
La sua traiettoria si intreccia con le trasformazioni del porto: fu protagonista del passaggio dal Consorzio Autonomo all’Autorità Portuale e della nascita della Società di sistema portuale. E proprio in quell’orizzonte nacque il CAP: un luogo pensato per tenere insieme i lavoratori, prima delle società di sistema e poi anche dei terminal, con un’idea semplice e ambiziosa che Oliva ripeteva nei fatti: unire.
“Una voce critica e autorevole”: il ricordo che resta
Nel ricordo delle organizzazioni sindacali, Oliva viene descritto come compagno di lotte e riferimento riconosciuto da aziende, istituzioni e politica sulle questioni portuali. ANPI aggiunge un ritratto che va oltre i ruoli: l’esempio di apertura e inclusività, capace di fare del CAP un “crocevia” di culture e realtà, fino a diventarne un modello di democrazia culturale e politica.
Oggi, nel Salone di via Albertazzi, quella storia torna tutta insieme: porto, diritti, Costituzione, antifascismo, comunità. E Genova, ancora una volta, si scopre unita nel salutare una delle sue voci più riconoscibili.
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