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Venezuela, oggi tre manifestazioni: due contro l’attacco Usa, una della comunità dei cittadini del paese sudamericano residenti a Genova

I venezuelani esprimono dissenso verso la presa di posizione di Pd e altri partiti di sinistra promotori insieme a molte associazioni cittadine, tra cui Anpi, Cgil, Arci ed Emerency, di un presidio previsto per oggi alle 18 sotto la prefettura e annuncia una contro-manifestazione alle 19:00. Una terza manifestazione (anti Trump), di Potere al Popolo, alle 18:30, in via Dante

Genova si prepara a una serata di mobilitazione sul Venezuela segnata da una netta contrapposizione di messaggi. Oggi, lunedì 5 gennaio 2026, a mezz’ora l’una dall’altra, nel giro di un’ora e mezza, si svolgeranno tre manifestazioni: la prima sotto la Prefettura, promossa da un coordinamento di associazioni e realtà politiche, la seconda in via Dante, sotto il consolato Usa, organizzata da Potere al Popolo, la terza, in via San Vincenzo, organizzata dalla Comunità Venezuelana a Genova, che contesta apertamente l’impostazione del presidio sotto la prefettura.

Il presidio delle 18:00 sotto la Prefettura: “condannare senza se e senza ma” l’intervento USA

Alle 18:00 sotto la Prefettura di Genova. I promotori lo presentano come un presidio pubblico per “condannare senza se e senza ma” l’intervento militare statunitense in Venezuela, denunciando una “grave violazione” del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.

Nel testo di convocazione, l’azione viene definita un “atto criminale” inserito in una strategia più ampia di controllo geopolitico e delle risorse naturali, in particolare petrolifere. Tra i punti centrali della denuncia compare anche il presunto rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro, indicato come ulteriore salto di qualità in un quadro che, secondo l’appello, non sarebbe isolato ma parte di una sequenza di interventi e operazioni militari condotte o sostenute dagli Stati Uniti in varie aree del mondo.

I promotori collegano quanto starebbe accadendo “in queste ore” a oltre vent’anni di pressioni contro il Venezuela: sanzioni, sabotaggi, tentativi di colpo di Stato e azioni di destabilizzazione, descritti come strumenti per colpire un Paese accusato di rivendicare la propria sovranità. Nella stessa cornice, viene criticato anche il ruolo delle campagne mediatiche, ritenute capaci di costruire un “nemico” e preparare l’opinione pubblica ad accettare la guerra e la sospensione delle regole internazionali.

Nel mirino finisce anche la posizione del Governo italiano, che il documento accusa di sostenere di fatto l’intervento, ritenuto “legittimo” in una nota ufficiale come azione difensiva contro il narcotraffico. Una lettura respinta dai promotori, che chiedono invece il ritiro dello schieramento militare statunitense nei Caraibi, la liberazione di Maduro e della moglie Cilia Flores e la fine di quella che definiscono un’aggressione, ribadendo che debba essere il popolo venezuelano a decidere chi eleggere o giudicare.

Le prime adesioni annunciate

Tra le realtà che hanno comunicato l’adesione vengono indicate: ANPI, ARCI, Alleanza Verdi Sinistra, Associazione Italia Cuba, Associazione Senza Paura, Casa dei Popoli, CGIL – Camera del Lavoro, Circolo Calogero-Capitini, Comitato Piazza Carlo Giuliani, Emergency Genova, FGCI, Giovani Comunisti/e, Ora di Silenzio per la pace, Partito Comunista dei Lavoratori, Partito Comunista Italiano, Partito della Rifondazione Comunista, Sinistra Anticapitalista. Gli organizzatori riferiscono inoltre di essere in attesa di risposte da altre associazioni e partiti con l’obiettivo di allargare ulteriormente la partecipazione.

Proprio in queste ore si è aggiunto il Pd: «Condanniamo con chiarezza l’attacco imperialista statunitense, un atto grave e irresponsabile che viola il diritto internazionale, aumenta l’instabilità globale e colpisce ancora una volta un popolo già duramente provato – spiegano i dem -. L’uso unilaterale della forza non è mai una risposta legittima e non può essere giustificato. Allo stesso tempo ribadiamo una posizione netta: la condanna dell’intervento USA non significa in alcun modo sostegno o assoluzione del regime di Maduro. Le gravi responsabilità del governo venezuelano in termini di compressione delle libertà democratiche, diritti civili e condizioni sociali restano evidenti e non possono essere rimosse o relativizzate. Siamo di fianco al popolo venezuelano, che paga il prezzo più alto di scelte autoritarie e di nuove aggressioni esterne. La nostra posizione è chiara: no all’imperialismo e alla guerra, sì al multilateralismo, alla diplomazia e al rispetto del diritto internazionale. Per queste ragioni saremo presenti al presidio, per affermare un’idea di politica estera fondata sulla pace, sulla cooperazione tra i popoli e sul rifiuto di ogni logica di dominio e di guerra».

Il presidio di Potere al Popolo

Il secondo appuntamento è fissato alle 18:30, organizzato da Potere al Popolo Genova, che ha diffuso un comunicato per denunciare i bombardamenti statunitensi su Caracas e definire l’operazione come un attacco a un Paese sovrano. Nel testo si parla di una lunga fase di pressioni e minacce culminata nell’azione militare diretta, con colpiti anche quartieri popolari, e si accusa la comunità occidentale – Italia compresa – di silenzio e sostanziale assenso.

Secondo Potere al Popolo, l’obiettivo dell’amministrazione statunitense sarebbe il controllo delle risorse strategiche venezuelane, in particolare petrolio e minerali, attraverso un’azione che metterebbe in discussione l’indipendenza politica del Paese. Da qui l’appello alle forze democratiche e progressiste a esprimere da subito una netta opposizione alla nuova escalation e a manifestare solidarietà al popolo venezuelano.

In questo contesto, il movimento ha annunciato il presidio di oggi, nelle immediate vicinanze del Consolato Usa a Genova, come prima tappa di una mobilitazione più ampia che, nelle intenzioni degli organizzatori, coinvolgerà diverse città italiane contro l’intervento militare e a sostegno della pace.

Il presidio della Comunità alle 19:00 in via San Vincenzo: “raccoglimento, testimonianza e unità”

Mezz’ora dopo, alle 19:00, la Comunità Venezuelana a Genova convoca un presidio in via San Vincenzo, angolo via Galata, definendolo un momento di raccoglimento, testimonianza e unità. L’invito è rivolto non solo ai venezuelani residenti in Liguria, ma anche a chiunque voglia esprimere vicinanza e solidarietà.

Nel comunicato, la Comunità Venezuelana esprime però un fermo dissenso nei confronti della presa di posizione di alcune forze politiche liguri e, soprattutto, rispetto all’impostazione del presidio sotto la Prefettura. Pur riconoscendo il valore del dibattito democratico, la Comunità ritiene “inaccettabile” discutere del Venezuela senza aver ascoltato la realtà vissuta da milioni di venezuelani che descrive come colpiti da una crisi umanitaria, economica e sociale profonda.

Il testo richiama inoltre la diaspora venezuelana, stimata in oltre 8 milioni di persone, e contesta la possibilità di parlare di “aggressione” senza menzionare – secondo la loro posizione – le responsabilità del regime che avrebbe contribuito a generare quella fuga di massa. “La solidarietà non può trasformarsi in complicità ideologica”, è il senso dell’appello, che si chiude con una richiesta esplicita: “rispetto, ascolto e verità”.

Una serata di piazza, due letture opposte

La vicinanza temporale dei tre appuntamenti rende evidente la frattura: da un lato i presidi che mettono al centro la condanna dell’intervento statunitense e la difesa della sovranità venezuelana sul piano internazionale; dall’altro una comunità di cittadini venezuelani residenti a Genova che chiede che il racconto pubblico parta dall’esperienza diretta di chi afferma di aver vissuto la crisi e che rifiuta letture considerate parziali o ideologiche.

Tre piazze, dunque, e due narrazioni che si scontrano nello stesso giorno: entrambe rivendicano valori come pace e giustizia, ma indicano responsabilità e priorità completamente diverse.

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