Musei nazionali di Genova, assistenti in agitazione: «Personale al 45%». Mobilitazione il 6 gennaio tra Palazzo Reale e Spinola

Usb annuncia una mobilitazione martedì 6 gennaio con iniziative a Palazzo Reale (ore 13:30) e a Palazzo Spinola (ore 15:00), chiedendo orari compatibili con il personale disponibile, sicurezza, rispetto dei diritti contrattuali e stop a esternalizzazioni e utilizzo improprio di volontari
La protesta non si ferma e torna in piazza nel giorno dell’Epifania. Le lavoratrici e i lavoratori assistenti dei Musei nazionali di Genova (ex assistenti alla fruizione, accoglienza e vigilanza) aderenti a Usb proseguono lo stato di agitazione indetto lo scorso 23 dicembre, denunciando una “gravissima carenza di personale”: in servizio, sostengono, ci sarebbe solo il 45% delle unità rispetto all’organico previsto.


Nel comunicato sindacale, l’Unione sindacale di base pubblico impiego Liguria annuncia una mobilitazione per martedì 6 gennaio, con due momenti di iniziativa davanti a sedi simbolo del sistema museale cittadino: il primo a Palazzo Reale, in via Balbi, a partire dalle ore 13:30; il secondo a Palazzo Spinola, in piazza di Pellicceria, dalle ore 15:00.

Al centro della vertenza c’è la richiesta di riorganizzare il servizio in base alle risorse effettivamente disponibili, a partire dagli orari di apertura: secondo i lavoratori, mantenere programmazioni non commisurate al personale in servizio rischierebbe di scaricare il peso dell’emergenza su turni e carichi di lavoro e di mettere in tensione anche gli aspetti legati alla vigilanza.
Tra le rivendicazioni elencate dal sindacato figurano inoltre la “priorità assoluta alla sicurezza” di personale, visitatori e patrimonio, il rispetto dei diritti contrattuali (turni, ferie e riposi) e una maggiore valorizzazione della professionalità degli assistenti. Nella piattaforma rientrano anche richieste di carattere più generale: la fine delle esternalizzazioni e delle “privatizzazioni striscianti”, lo stop all’uso ritenuto improprio dei volontari e il diritto alla formazione per tutto il personale.
La mobilitazione del 6 gennaio, nelle intenzioni, punta a mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di lavoro e sul funzionamento quotidiano dei musei, chiedendo risposte strutturali alla carenza di organico che, secondo i promotori, da tempo incide sull’organizzazione e sulla qualità del servizio.
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