Facce de Zena 

Addio a Fernanda Contri, giurista e protagonista delle istituzioni

Dal Consiglio superiore della magistratura al governo Ciampi, fino alla Corte costituzionale, dove aprì la strada alle donne ai vertici

Si è spenta Fernanda Contri, avvocata e protagonista delle istituzioni repubblicane, capace di muoversi con autorevolezza tra aule di giustizia e palazzi della politica senza mai rinunciare – secondo chi l’ha conosciuta – a uno sguardo umano sulle fragilità sociali. Una figura che ha segnato più di una “prima volta” nella storia delle cariche pubbliche ricoperte dalle donne, diventando un riferimento per generazioni di giuriste e amministratrici.

 “Esprimo a nome mio e di Regione Liguria profondo cordoglio per la scomparsa di Fernanda Contri, avvocato e giurista genovese di alto profilo, che ha servito lo Stato con competenza come componente del Consiglio Superiore della Magistratura, come ministro nel governo Ciampi e giudice della Corte Costituzionale, di cui è stata inoltre vicepresidente. Con la sua scomparsa, la Liguria e il Paese perdono una figura di grande autorevolezza istituzionale”. Così il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, in seguito alla notizia del decesso dell’avvocata Contri.

La sindaca di Genova, Silvia Salis, esprime profondo cordoglio: «Con la scomparsa di Fernanda Contri, Genova e l’Italia perdono una figura di eccezionale autorevolezza istituzionale e umana – afferma la prima cittadina – Avvocata di straordinaria competenza, donna di grande intelligenza e dedizione, ha servito il Paese con impegno e responsabilità in ruoli di primo piano dal Consiglio Superiore della Magistratura, al ruolo di ministra nel Governo Ciampi, fino alla prestigiosa carica di giudice e poi vicepresidente della Corte Costituzionale. La sua carriera è un esempio di integrità, rigore giuridico e passione civile, che ha lasciato un segno profondo nelle nostre istituzioni e nella società».
«La sua vita, vissuta per tanti anni a Genova – prosegue la sindaca – è stata dedicata alla giustizia, alla tutela dei diritti e alla promozione della partecipazione delle donne nelle istituzioni. A nome dell’intera città di Genova porgo le più sentite condoglianze alla famiglia e a quanti hanno avuto il privilegio di conoscerla e lavorare con lei. La memoria di Fernanda Contri rimarrà viva nei cuori e nella storia della nostra comunità».

A ricordarla, tra i primi, è stata Raffaella Paita, capogruppo di Italia Viva al Senato: “La scomparsa di Fernanda Contri rappresenta una perdita profonda per il mondo del diritto e della cultura italiana e anche un dolore personale, visto il nostro rapporto di amicizia”, ha dichiarato. Nel suo messaggio, Paita ne sottolinea la statura professionale e il profilo istituzionale: una “grande avvocatessa”, dotata di “straordinaria preparazione giuridica”, che per la politica italiana resta legata a passaggi cruciali della seconda metà del Novecento e degli anni successivi.

Il Gruppo del Partito Democratico in Regione Liguria esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Fernanda Contri, «figura di grande valore umano e con un profondo senso delle istituzioni. Oggi il Paese e la Liguria perdono un punto di riferimento importante. Contri ha servito lo Stato con rigore e autorevolezza. Il suo legame con la Liguria e il suo impegno democratico restano un esempio importante per le istituzioni e per le nuove generazione. Una donna che ha saputo interpretare con competenza e dedizione i più alti ruoli dello Stato. In questo momento di dolore ci stringiamo attorno ai familiari. Certi che la sua vita e il suo impegno rimarranno vivi nel ricordo di tutti».

I parlamentari liguri del Partito Democratico esprimono profondo cordoglio e vicinanza ai familiari per la scomparsa di Fernanda Contri: “Protagonista autorevole della vita istituzionale del nostro Paese, la sua scomparsa lascia un grande vuoto. Abbiamo perso un esempio prezioso di impegno civile e democratico. Avvocata, già membro del CSM, ministra nel Governo Ciampi e giudice costituzionale, di cui fu anche vicepresidente, ha servito le istituzioni con rigore, competenza e senso dello Stato”, i parlamentari liguri PD Lorenzo Basso, Valentina Ghio, Alberto Pandolfo e Luca Pastorino.

I consiglieri regionali Campora, Bozzano e Bogliolo di  Vince Liguria – Noi Moderati esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Fernanda Contri, avvocato, giurista e figura di grande pregio nel panorama istituzionale italiano, venuta a mancare a Rapallo. “Contri – ha dichiarato il capogruppo Matteo Campora – ha segnato pagine importanti della nostra storia repubblicana come ministro degli Affari Sociali nel Governo Ciampi, membro del Consiglio Superiore della Magistratura e, soprattutto, come prima donna giudice della Corte Costituzionale, ruolo in cui ha servito lo Stato con impegno, rigore e profonda dedizione. La sua carriera è sempre stata caratterizzata da competenza, autorevolezza ed equità. La Liguria perde una grande personalità”.



Nata a Ivrea il 21 agosto 1935, Contri si trasferì a Genova con la famiglia. Nella sua giovinezza – raccontano le biografie – coltivò una passione non comune per lo sport, praticando diverse discipline e arrivando a risultati agonistici. Poi gli studi: il diploma al liceo “Andrea D’Oria” e la scelta di Giurisprudenza, conclusa con la laurea nel 1961. Avrebbe potuto tentare la strada della magistratura, proprio quando il concorso si apriva per la prima volta alle donne, ma preferì l’avvocatura: un lavoro che la vide impegnata in particolare nel diritto di famiglia e nel confronto quotidiano con le questioni più concrete della vita delle persone.

Nel tempo, l’attività professionale si intrecciò sempre di più con incarichi pubblici e istituzionali. Nel 1986 venne eletta nel Consiglio superiore della magistratura, dove arrivò a presiedere la sezione disciplinare. Negli anni successivi fu segretaria generale della Presidenza del Consiglio dei ministri durante il primo governo Amato, e quindi ministro per gli Affari sociali nel governo Ciampi, incarico nel quale – viene ricordato – si occupò anche di temi legati all’immigrazione e agli interventi di aiuto per la Jugoslavia colpita dalla guerra.

Il passaggio che più di ogni altro ne ha fissato il nome nella storia repubblicana è però quello del 1996, quando venne nominata giudice della Corte costituzionale: una scelta che la rese la prima donna indicata in quel ruolo dal Presidente della Repubblica. Negli anni successivi Contri arrivò a presiedere sedute e udienze della Consulta, segnando tappe simboliche importanti per la presenza femminile ai vertici di una delle istituzioni più delicate del Paese. Terminò l’esperienza in Corte nel 2005, ma continuò a essere una voce ascoltata e un riferimento nel dibattito pubblico.

Il ricordo di Paita si concentra soprattutto sulle qualità personali: “saggezza”, “sensibilità per le tematiche sociali”, un atteggiamento “aperto, allegro e generoso”, in particolare verso le donne e le generazioni più giovani. Un ritratto che restituisce l’immagine di una professionista rigorosa, ma non distante; capace di affiancare alla competenza tecnica un’attenzione costante alle persone e alle conseguenze sociali delle scelte politiche e amministrative.

Negli ultimi anni Contri viveva a Chiavari, mantenendo un legame forte con la Liguria e con il territorio. Con la sua scomparsa se ne va una figura che ha attraversato decenni di trasformazioni istituzionali, lasciando una traccia nella storia del diritto italiano e nel percorso, ancora in evoluzione, della piena presenza delle donne nei luoghi in cui si decidono le regole e i diritti di tutti. Ai familiari e a quanti l’hanno conosciuta e stimata arrivano, in queste ore, messaggi di cordoglio e vicinanza.


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