Confeugo 2025, la tradizione si rinnova: corteo, alloro acceso e auguri a Palazzo Ducale

Oggi pomeriggio il corteo storico ha attraversato il centro con il carro e il Cippo di alloro: in piazza De Ferrari l’accensione dei rametti e l’incontro con la sindaca. Poi a Palazzo Ducale i messaggi augurali e i tradizionali “mogogni” dell’Abate del Popolo

Si è rinnovata oggi, sabato 20 dicembre, la tradizione del Confeugo, appuntamento natalizio realizzato in collaborazione con l’associazione A Compagna. Un pomeriggio scandito da corteo storico, musica e simboli che da secoli accompagnano gli auguri alla città.

Il programma è entrato nel vivo alle 16, con l’esibizione del Gruppo Folcloristico Città di Genova in piazza De Ferrari, dove è arrivato il corteo storico: in testa i gruppi in costume, quindi il carro trainato da cavalli con il Cippo di alloro e l’Abate del Popolo.

Alle 16.40, sempre in piazza De Ferrari, si è svolto uno dei momenti più attesi: l’accensione dei rametti di alloro, accompagnata dall’esibizione degli sbandieratori dei Sestieri di Lavagna. A fare da voce della cerimonia è stato il cintraco Marco Pepè. Subito dopo, l’incontro tra l’Abate e la sindaca con l’offerta del tradizionale Confeugo, gesto simbolico di buon auspicio per l’anno nuovo.
«Ben trovâ madònna ra Duxessa» (Ben ritrovata Signora Doge) e «Benvegnou messe l’Abbou» (Benvenuto Messer Abate). Si è aperto con lo scambio di saluti in genovese tra la sindaca di Genova Silvia Salis e l’abate del popolo, interpretato dal presidente dell’associazione A Compagna Franco Bampi, il “Confeugo”, l’antica cerimonia della Città di Genova culminata con il tradizionale falò del cippo di alloro in piazza De Ferrari.
La fiamma è andata dritta: un segnale di buon auspicio per il futuro.
La sindaca Silvia Salis ha onorato la storica tradizione portando il proprio saluto in genovese, sottolineando che si tratta di «un momento in cui Genova osserva sé stessa e la sua storia, guarda negli occhi chi amministra, fa il punto della situazione senza giri di parole, con franchezza e senso di appartenenza».
«Investiamo sul futuro, le nuove generazioni sono la risorsa più preziosa che abbiamo – ha aggiunto Salis – ma senza uno sguardo attento al passato glorioso della nostra città e alle sue tradizioni non c’è modo di costruire un avvenire all’altezza di ciò che è stato».
Poi ha risposto ai mugugni: «Ogni giorno lavoriamo per rendere la città più pulita, il decoro è responsabilità di chi amministra, ma è anche un impegno collettivo fatto di educazione e di rispetto per gli spazi pubblici. A Genova nessuno deve rimanere indietro, non possiamo voltarci dall’altra parte e ci impegneremo per la tutela del nostro centro storico con una presenza costante, politiche sociali, assistenza e inclusione per garantire sicurezza e solidarietà. E non mancherà l’attenzione alle manutenzioni, a molti interventi che sappiamo essere importanti per la quotidianità di cittadini e cittadine».
LA GIORNATA
La grande festa popolare è partita da piazza Caricamento con il corteo guidato dall’abate del popolo, gli sbandieratori dei sestieri di Lavagna, i gruppi storici e un carro con il cippo di alloro trainato dai cavalli bardati dei Carratê.
Il corteo storico ha attraversato le strade del centro – con sosta in piazza San Lorenzo per le esibizioni degli sbandieratori – fino a piazza De Ferrari dove, dopo lo spettacolo iniziale del Gruppo Folcloristico Città Di Genova in attesa dell’arrivo del corteo, l’abate del popolo ha incontrato la sindaca Salis.
Dopo il rituale scambio di saluti – «Ben trovâ madònna ra Duxessa» (Ben ritrovata Signora Doge) e «Benvegnou messe l’Abbou» (Benvenuto Messer Abate) – l’abate del popolo ha offerto alla sindaca il tradizionale “Confeugo”, il cippo di alloro a cui è stato poi appiccato il fuoco al rintocco del Campanon de Päxo, la campana collocata sulla Torre Grimaldina.
La cerimonia del “Confeugo” si è spostata quindi a Palazzo Ducale. In un’affollatissima Sala del Maggior Consiglio, dopo i saluti del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, il cintraco Marco Pépé ha invitato l’Abate del Popolo a prendere la parola per sciorinare, secondo la tradizione, i “mogogni”, ovvero le lamentele sui problemi quotidiani vissuti dalla cittadinanza che la sindaca si è impegnata a risolvere: tra questi i rifiuti, le persone senza dimora, i semafori degli attraversamenti pedonali, il verde pubblico. Inoltre, la sindaca ha sottolineato la necessità di intitolare più strade e spazi pubblici alle donne.
Dopo avere donato alla sindaca il “biglietto di cartulario”, poi regalato a sua volta all’Abate del Popolo Franco Bampi che ne ha raccontato la storia, il vice presidente dell’associazione A Compagna Maurizio Daccà ha donato alla sindaca “O tondo de Natale”, un piatto artistico in ceramica dedicato quest’anno a Carlo Pescia “Carlin”.
Un personaggio indimenticabile della Genova a cavallo tra ‘800 e ‘900 di cui Daccà ha raccontato la figura di “re” della gastronomia genovese, fervente mazziniano e proprietario di una famosa trattoria sotto i portici del Teatro Carlo Felice di Genova dove si radunavano intellettuali e giornalisti cittadini, nonché artisti di fama mondiale legati al teatro lirico tra i quali il celebre compositore livornese Pietro Mascagni. Appassionato di architettura e in particolare del patrimonio monumentale della Genova medievale, alla sua morte Pescia lasciò al Comune di Genova un’ingente somma da destinare al recupero e restauro di alcuni dei più importanti edifici storici della Città, da Porta Soprana ai portici di Sottoripa.
Dopo l’intervento di Marco Federici del Gruppo Storico Balestrieri del Mandraccio per le “Pillole di storia di Genova”, dedicate quest’anno al “Revival Medievale nel 1800: da Ivanhoe di Walter Scott al Castello D’Albertis di Genova”, sono saliti sul palco il Coro della Montagna e il Gruppo Folcloristico Città di Genova che, insieme alle Autorità, hanno cantato Ma se Ghe pensu.
Tra le altre Autorità presenti alla cerimonia: la prefetta di Genova Cinzia Torraco, il presidente della Regione Marco Bucci, il vicesindaco di Città Metropolitana Simone Franceschi, il vicesindaco Alessandro Terrile, il presidente del consiglio comunale Claudio Villa, le assessore al Welfare Cristina Lodi e alla Sicurezza urbana Arianna Viscogliosi, l’assessore alla Mobilità sostenibile Emilio Robotti, la consigliera delegata Vittoria Canessa Cerchi, la presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso e i presidenti dei Municipi VII Ponente Matteo Frulio, IV Media Val Bisagno Lorenzo Passadore e III Bassa Val Bisagno Fabrizio Ivaldi.
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