La procura ferma il taglio dei pini in corso Andrea Podestà: alberi sequestrati dopo l’esposto di residenti e Italia Nostra

Due gli alberi già abbattuti e per altri due la sentenza sarebbe stata bloccata dopo le pressioni delle associazioni. Aperto un fascicolo per distruzione di bellezze naturali e violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio

La procura ha bloccato il taglio dei pini in corso Andrea Podestà, nel quartiere di Carignano, dopo i due esposti presentati da Italia Nostra e da alcuni residenti. L’intervento dei magistrati è arrivato quando i due alberi di cui era previsto oggi il taglio erano già stati abbattuti. Il procuratore aggiunto Federico Manotti e la sostituta Eugenia Menichetti hanno aperto un fascicolo per distruzione di bellezze naturali e violazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio. La delega è stata affidata all’aliquota dei carabinieri di palazzo di giustizia, che ha proceduto al sequestro di tutti gli alberi del viale per garantirne la tutela. Al Comune e al cantiere dell’abbattimento, però, al momento non risulta il sequestro.

Questa mattina in corso Andrea Podestà si erano presentati i tecnici di Aster per procedere con l’abbattimento. Ad attenderli c’erano anche gli ambientalisti del Circolo Nuova Ecologia, i membri di Italia Nostra e alcuni cittadini, riuniti per contestare l’intervento e chiedere ancora una volta trasparenza sugli atti tecnici, sulle verifiche fitostatiche e sul numero effettivo degli alberi destinati al taglio. Il presidio era stato annunciato ieri proprio per chiedere il rinvio dell’intervento fino alla possibilità di verificare la documentazione e, se necessario, svolgere ulteriori controlli sulle piante.
La vicenda era cominciata ufficialmente con la comunicazione del Comune relativa a due alberi considerati a rischio crollo. Secondo quanto era stato spiegato, i pini erano risultati da abbattere dopo il tavolo con la Soprintendenza chiuso il 30 aprile e sarebbero stati sostituiti in autunno con due pini d’Aleppo. L’amministrazione aveva motivato la decisione con valutazioni tecniche condotte attraverso controllo visivo di stabilità degli alberi, prove di trazione e una valutazione quantificata del rischio arboreo, richiesta dall’assessora al Verde e all’Urbanistica Francesca Coppola per definire con maggiore rigore le condizioni delle piante ed evitare abbattimenti non necessari.
Proprio Coppola, nelle ore precedenti il taglio, era intervenuta sui social per rispondere alle critiche. L’assessora aveva sostenuto che gli alberi da abbattere fossero due, e non quattro, precisando che si trattava di pini domestici classificati in classe D, cioè nella fascia di rischio più critica, e che il reimpianto sarebbe avvenuto a ottobre con due pini d’Aleppo, periodo ritenuto più adatto all’attecchimento. Aveva anche rivendicato il lavoro dell’amministrazione sul censimento arboreo, sul piano del verde, sulle nuove procedure e sulla depavimentazione, sostenendo che la gestione del patrimonio verde dovesse tenere insieme tutela degli alberi e sicurezza pubblica.
Il blocco disposto dalla procura riapre però il caso e sposta la vicenda dal piano del confronto politico-amministrativo a quello giudiziario. L’ipotesi di reato per cui è stato aperto il fascicolo riguarda la possibile distruzione di bellezze naturali e la violazione delle norme di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio. Saranno ora gli accertamenti delegati ai carabinieri a chiarire se l’iter seguito per il taglio sia stato corretto, se le autorizzazioni fossero sufficienti, se le valutazioni tecniche giustificassero l’abbattimento e quale fosse esattamente il perimetro degli interventi previsti lungo il viale.
A rendere ancora più acceso il confronto è la nuova presa di posizione del presidente del Circolo Nuova Ecologia, Giorgio Scarfì, che contesta il numero degli alberi interessati. Secondo Scarfì, oltre ai due pini oggetto del cantiere di questa mattina sarebbero previsti altri due tagli in due diverse zone verso piazza Alessi. Per il presidente del Circolo Nuova Ecologia, questo confermerebbe che gli alberi interessati sarebbero quattro, come già sostenuto dalle fonti dell’associazione, e non due come dichiarato pubblicamente dall’assessora Coppola. In realtà il Comune avrebbe bloccato l’abbattimento dei due alberi in classe C e con monitoraggio mensile (quelli abbattuti stamani erano in classe D, cioè a imminente rischio di crollo) a seguito delle insistenze delle associazioni.
«Chiarezza e trasparenza rimangono sempre le questioni fondamentali, al di là delle singole decisioni sulle singole piante», afferma Giorgio Scarfì, che parla di una mancanza di coordinamento tra assessorato e azienda di servizi. Secondo il presidente del Circolo Nuova Ecologia, questa distanza emergerebbe da tempo in diverse questioni legate al verde urbano e produrrebbe conseguenze anche sul rapporto con cittadini e associazioni. Scarfì critica inoltre il silenzio di molti esponenti politici che, nella precedente giunta, avevano sostenuto battaglie per trasparenza, partecipazione e tutela ambientale e che oggi, a suo giudizio, non stanno intervenendo con la stessa forza.
Il sequestro degli alberi segna quindi un passaggio decisivo in una vicenda che era già diventata simbolica per una parte della città. Da una parte ci sono le valutazioni tecniche richiamate dall’amministrazione, la classificazione di rischio e la necessità di intervenire per ragioni di sicurezza, anche dopo il crollo di un pino avvenuto circa un mese e mezzo fa nella stessa area. Dall’altra ci sono l’esposto, la contestazione degli ambientalisti, il dubbio sul numero effettivo degli abbattimenti e la richiesta di rendere accessibili tutti i documenti prima di procedere con interventi irreversibili.
Per ora il risultato è che il taglio si è fermato. Un pino non c’è più, l’altro è ancora in piedi, e tutti gli alberi del viale sono sotto sequestro. La parola passa agli accertamenti della procura, mentre resta aperta la questione politica sulla gestione del verde urbano, sulla comunicazione degli interventi e sul rapporto tra Comune, Aster, Soprintendenza, associazioni e cittadini.
Foto di Giorgio Scarfì
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.