Amt, l’ex direttrice Gavuglio rompe il silenzio: «Accuse infondate, vicenda strumentalizzata»

Dopo la sospensione e il licenziamento per giusta causa, la manager diffonde un lungo comunicato: critica il CdA, parla di «attacco politico» e annuncia un esposto alla Corte dei conti


A poche settimane dalla sospensione e dal successivo licenziamento da direttrice generale di AMT, Ilaria Gavuglio passa al contrattacco. In un articolato comunicato diffuso oggi, la manager respinge punto per punto le contestazioni disciplinari del Consiglio di amministrazione, parla di «campagna denigratoria senza precedenti» e annuncia battaglia legale, compreso un esposto alla Corte dei conti.
Il caso era esploso il 10 novembre, quando il CdA dell’azienda di trasporto pubblico, guidato da Federico Berruti, le aveva notificato una lettera disciplinare con nove rilievi formali legati alla situazione economico-finanziaria della società: tra gli addebiti venivano indicati presunte perdite non evidenziate, violazioni dei principi contabili e danni alla reputazione aziendale. Contestualmente il board aveva disposto la sospensione cautelare della direttrice generale, affidando l’incarico ad interim al direttore amministrativo Paolo Ravera. Dopo le controdeduzioni presentate dalla dirigente, il 24 novembre era arrivata la decisione più drastica: il rapporto di lavoro veniva risolto per giusta causa, con la motivazione che il legame fiduciario sarebbe stato compromesso.

Oggi Gavuglio replica pubblicamente, spiegando di voler chiarire la propria posizione alla luce delle numerose prese di posizione apparse sui media. Sostiene che le accuse mosse dall’attuale CdA sarebbero «totalmente infondate e non veritiere» e che il procedimento disciplinare avrebbe avuto, fin dall’inizio, una tempistica anomala: i dati alla base degli addebiti, afferma, erano da tempo a disposizione dell’azienda, ma sarebbero stati contestati solo di recente.
Nel documento l’ex direttrice generale ricorda anche l’assemblea dei soci del 23 luglio scorso, quando – sottolinea – il Comune di Genova, per voce della sindaca Silvia Salis, avrebbe ringraziato pubblicamente il Consiglio di amministrazione e la stessa Gavuglio per il lavoro svolto e per le linee guida presentate sulla gestione dell’azienda. Un passaggio che, nella sua lettura, stride con la svolta improvvisa dell’autunno.
L’ex dg ribadisce «totale lealtà all’azienda» e spiega di essere stata messa nel mirino proprio per aver chiesto approfondimenti sulle decisioni procedurali e sulle valutazioni contabili, ritenendo che alcune scelte potessero esporre AMT a rischi significativi, anche in termini di rapporti con il sistema bancario e di utilizzo dei fondi comunitari. Per questo, sostiene, sarebbe stata colpita da licenziamento e da una serie di «attacchi mediatici inauditi».
Gavuglio critica inoltre il modo in cui è stato gestito il procedimento disciplinare: rileva che gli atti sarebbero stati diffusi alla stampa praticamente in contemporanea con la notifica alla diretta interessata, quando l’iter interno non era ancora concluso. A suo giudizio, il fatto che gli addebiti ricadano esclusivamente su di lei, pur in presenza di un CdA, di un revisore e di un collegio sindacale, indicherebbe la volontà di trovare un “capro espiatorio”. Da qui il riferimento a un’operazione «più politica che aziendale».
Nella parte centrale del comunicato, la manager richiama l’analisi economico-patrimoniale su AMT elaborata da una primaria società di consulenza: sottolinea come lo stesso documento, nelle premesse, precisi che i dati sono stati forniti dall’azienda, che non è stata svolta alcuna attività di revisione o validazione indipendente e che i numeri devono essere considerati provvisori e soggetti a possibili variazioni. Secondo Gavuglio, il fatto che il CdA abbia fondato su quelle valutazioni parte del proprio “convincimento”, nonostante le numerose clausole di esclusione di responsabilità, rafforzerebbe il sospetto di una lettura strumentale della situazione.
La manager parla esplicitamente di «scelta del metodo più semplice e rapido» per arrivare al suo allontanamento, al posto di un confronto assembleare e di percorsi più lunghi, e annuncia che tutta la vicenda sarà sottoposta al vaglio di un giudice. Tra gli atti che i suoi legali intendono depositare cita anche un esposto alla Corte dei conti, che dice di voler presentare «da libera cittadina».
Sul piano contabile, l’ex dg contesta la narrazione su presunti “numeri nascosti” e ricorda che il bilancio non è ancora stato approvato. Richiama inoltre i rilievi dei revisori e del collegio sindacale su quello che definisce un piano di tipo “liquidatorio”, criticandone l’impostazione e le possibili ricadute sull’equilibrio dell’azienda. Quanto alla gestione dei crediti, replica alle ipotesi di forti svalutazioni sottolineando che si tratta di scelte aziendali e rivendica di aver coordinato, nel precedente mandato, l’istituzione di un ufficio dedicato al recupero, con internalizzazione del processo e maggiore efficacia delle riscossioni, grazie a dati puntuali sulle notifiche e sui pagamenti delle ordinanze di ingiunzione.
Un altro elemento che, secondo Gavuglio, evidenzierebbe la natura politica della vicenda sarebbe l’averle imputato il piano tariffario, adottato dall’azienda dopo un percorso di condivisione con tutti gli enti coinvolti. La manager insiste sul fatto che AMT sarebbe sempre stata informata di ogni passaggio, come dimostrerebbero le assemblee dei soci e le relazioni previsionali inviate al Comune e agli altri soggetti istituzionali.
In chiusura, l’ex direttrice generale definisce le contestazioni a suo carico «diffamatorie e calunniose» e si dice convinta che saranno smentite nelle sedi giudiziarie e contabili. Nel frattempo, la crisi ai vertici di AMT resta aperta: al momento la guida operativa è affidata a Ravera, mentre sullo sfondo si profila un contenzioso che promette di spostare dal piano aziendale a quello giudiziario la partita sul futuro della società di trasporto pubblico genovese.
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