Morta nella tenda in via Fieschi, aperta un’inchiesta per omicidio colposo

La donna, 35 anni, viveva da tempo sotto i portici del centro ed era fuggita dall’ospedale con ancora gli elettrodi addosso. La sindaca Salis parla di tragedia che interroga l’intera città

Una donna di circa 35 anni, senza fissa dimora, è stata trovata morta nella serata di domenica 30 novembre sotto i portici di via Fieschi, all’altezza del Centro dei Liguri, nel cuore di Genova. Da tempo aveva trasformato quel tratto di marciapiede nel proprio riparo, montando una tenda di notte per proteggersi dal freddo e conservare un minimo di privacy. Accanto alla sua tenda dormivano un’altra donna e, poco distante, due uomini in un secondo giaciglio di fortuna.

L’allarme è scattato in serata: sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 con un’ambulanza e l’automedica, che hanno tentato a lungo le manovre di rianimazione, senza però riuscire a salvarle la vita. Quando i soccorsi sono arrivati, la donna era riversa a pochi passi dalla tenda in cui viveva. In via Fieschi sono intervenuti anche i carabinieri, incaricati degli accertamenti di rito e della ricostruzione delle ultime ore della vittima, già conosciuta dai servizi sociali.
Secondo le prime informazioni, la donna era stata ricoverata in ospedale poco prima del decesso, ma sarebbe riuscita ad allontanarsi dalla struttura sanitaria senza autorizzazione, con ancora gli elettrodi per il monitoraggio cardiaco attaccati al torace. Proprio questo passaggio ha spinto la procura di Genova ad aprire un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, per verificare se vi siano eventuali responsabilità o omissioni nella gestione clinica e assistenziale della donna prima della morte.
La clochard conviveva da tempo con fragilità importanti: problemi di tossicodipendenza e difficoltà respiratorie, emersi nelle prime ricostruzioni degli investigatori e dei sanitari. Due le ipotesi al vaglio degli inquirenti: un malore legato alle sue condizioni di salute oppure un’overdose. Sarà l’autopsia, disposta dal pubblico ministero, a chiarire le cause esatte del decesso e a fornire ulteriori elementi sul quadro clinico.
La presenza della tenda in via Fieschi era nota da mesi a residenti, lavoratori della zona e passanti. Alcune persone le portavano da mangiare o le lasciavano qualche moneta, altre invece chiamavano il numero di emergenza 112 o la polizia locale chiedendone l’allontanamento, preoccupate per il degrado percepito o per la sicurezza del tratto di strada. Una convivenza difficile, fatta di gesti di solidarietà e di fastidi, che racconta la linea sottile su cui si muove chi vive in strada.
La morte in pieno centro cittadino della giovane senza dimora ha scosso profondamente Palazzo Tursi. La sindaca di Genova, Silvia Salis, ha definito quanto accaduto una tragedia che colpisce il cuore della comunità, sottolineando come l’episodio ricordi a tutte le istituzioni, a ogni livello, quanto resti ancora da fare per evitare che una vita si spenga nell’isolamento e nella povertà, a pochi passi dalle vetrine e dagli uffici del centro.
La vicenda riapre con forza il dibattito sulle politiche di accoglienza e sulle risposte offerte a chi non ha una casa: dalle strutture di bassa soglia ai percorsi di cura per le persone con dipendenze, passando per i servizi di strada e le soluzioni di emergenza durante l’inverno. Intanto, sotto i portici del centro resta una tenda vuota, diventata simbolo di una solitudine che la città non può più permettersi di ignorare.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.