Colpisce il padre sulle scale di casa a Rivarolo: 37enne in carcere. Grave il genitore

L’uomo è indagato per tentato omicidio e maltrattamenti in famiglia: il padre ferito all’addome è stato operato, il figlio sostiene che il fendente sia stato “accidentale”

È finito in carcere il 37enne che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, una settimana fa avrebbe colpito il padre con una coltellata alla pancia sulle scale del palazzo di famiglia, in via Celesia a Rivarolo. L’uomo, di origine albanese, è stato arrestato due giorni fa dalla squadra mobile con l’accusa di tentato omicidio, oltre che di maltrattamenti ai genitori e minacce al fratello.

L’episodio risale a una sera di fine novembre. Padre e figlio si sarebbero incrociati sulle scale e, dopo l’ennesimo litigio, il 37enne avrebbe estratto un coltello colpendo il genitore all’addome. Secondo gli investigatori avrebbe tentato di sferrare un secondo fendente, evitato solo perché l’uomo sarebbe riuscito a divincolarsi. All’arrivo delle volanti il padre era già gravemente ferito, mentre il figlio si era rifugiato nel proprio appartamento, al piano superiore.
Il ferito è stato portato d’urgenza all’ospedale Villa Scassi e successivamente trasferito al San Martino, dove è stato operato. Le sue condizioni sono serie, ma stabili. Il figlio, già destinatario di un avviso orale del questore per precedenti episodi di violenza domestica, è stato fermato in un secondo momento: la misura di prevenzione ha consentito agli inquirenti di procedere con l’arresto anche fuori dalla flagranza.
Ieri mattina il 37enne è comparso davanti alla gip Martina Tosetti per l’udienza di convalida. Assistito dall’avvocato Paolo Frank, ha respinto tutte le accuse: ha negato di aver maltrattato i genitori e ha sostenuto che la coltellata sia stata «accidentale» e che non intendesse colpire il padre. La giudice, ritenendo gravi gli indizi e concreto il rischio di reiterazione dei fatti, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere.
A delineare un quadro di violenze ripetute sono state invece le deposizioni dei familiari: padre, madre e fratello hanno raccontato agli investigatori di litigi e minacce frequenti, attribuendone in gran parte la causa all’abuso di alcol da parte del 37enne. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e verificare tutti gli episodi denunciati.
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