diritti e sociale 

Le dipendenti di A.Se.F. “ci mettono la faccia”: un video di selfie per dire basta alla violenza sulle donne

Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne le lavoratrici della società partecipata del Comune di Genova si mostrano in una carrellata di selfie pubblicati sui social aziendali. L’amministratore unico Barabino: «La cultura d’impresa nasce dal rispetto e da idee condivise ogni giorno»

Un mosaico di volti, sorrisi, sguardi seri, cartelli e gesti simbolici. Così le dipendenti di A.Se.F. hanno scelto di schierarsi contro la violenza sulle donne, trasformando la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne in un’occasione per lanciare un messaggio forte e visibile.

L’iniziativa è semplice ma d’impatto: una serie di selfie, singoli e di gruppo, scattati dalle lavoratrici della società partecipata del Comune di Genova che si occupa di onoranze e trasporti funebri, montati in un breve video e diffusi sui canali social aziendali, da Facebook a Instagram. Un modo diretto per dire “no” alla violenza di genere e ribadire che in azienda – come nella società – non c’è spazio per discriminazioni e soprusi.

«Un’azienda è fatta prima di tutto di persone, di sensibilità diverse e, soprattutto, di rispetto – sottolinea l’amministratore unico di A.Se.F. Maurizio Barabino –. La cultura aziendale si costruisce giorno per giorno, mettendo in circolo idee e sostenendole, dentro i cancelli e, quando sono condivise coralmente, provando a portarle anche all’esterno».

Per questo, oggi, dalle amministrative ai servizi, dagli uffici alle squadre operative, le donne di A.Se.F. hanno deciso di “metterci la faccia”, offrendo la propria immagine per comporre un unico racconto collettivo: quello di una comunità di lavoro compatta nel denunciare un’emergenza che riempie le cronache e tocca da vicino ogni ambiente, anche quello professionale.

L’adesione all’iniziativa ha coinvolto tutto il personale, senza distinzioni di ruolo o mansione, con il sostegno convinto anche dei colleghi uomini. «Ogni donna e uomo di A.Se.F. oggi sostiene questa battaglia – conclude Barabino –. Non deve essere un gesto isolato legato al 25 novembre, ma un impegno quotidiano che passa dai comportamenti, dal linguaggio, dall’attenzione verso chi ci lavora accanto».

Un video di pochi minuti, dunque, per ricordare che la prevenzione della violenza di genere parte anche dai luoghi di lavoro: da relazioni fondate sul rispetto, da messaggi chiari e condivisi, da scelte che trasformano una ricorrenza in un’occasione concreta di responsabilità collettiva.Ragionamento esteso


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