Prato della Cipolla, con la prima nevicata sta tornando l’ormai famoso “pupazzo vietato ai minori”

Sul comprensorio di Santo Stefano d’Aveto ricompare la sagoma fallica di neve davanti alla webcam Limet: l’opera goliardica, però, al momento non è stata terminata, forse perché la neve è troppo bagnata e non regge la struttura

Con i primi fiocchi della stagione sulle montagne dell’Appennino ligure è tornato anche uno degli “ospiti” più discussi – e fotografati – di Prato della Cipolla: il pupazzo di neve a forma fallica, piazzato con grande cura scenografica proprio nel campo visivo della webcam del Centro meteo ligure.

Quest’anno la scultura è ancora in fase di “lavori in corso” (o forse la neve è troppo bagnata e non tiene la forma o, come suggerisce qualche lettore, non tiene la forma perché, al contrario, troppo asciutta), ma la silhouette è già inconfondibile. Come nelle scorse stagioni, gli autori restano sconosciuti: chi lo modella approfitta del buio, quando la telecamera non riesce a riprendere volti e movimenti in modo riconoscibile. Una goliardata che, nel tempo, è diventata una sorta di rito non scritto dell’inverno ligure, capace di attirare in quota gruppi di giovani e curiosi a caccia del selfie ironico da condividere sui social.
Tra chi ride, chi storce il naso e chi ormai lo considera parte del paesaggio stagionale, il “pupazzo vietato ai minori” è tornato puntuale come la neve: una parentesi di umorismo che accompagna l’avvio della stagione bianca a Santo Stefano d’Aveto.
Sotto: una delle ultime “opere” completate negli scorsi anni

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