Nasce a Genova il nuovo “Centro per le Famiglie”: una rete cittadina per sostenere genitori, figli e anziani

Dieci sportelli diffusi nei Municipi, più ascolto e prevenzione, forte alleanza con il terzo settore. Lodi: «Un welfare di comunità, non solo assistenziale»


Un unico grande “hub” cittadino dedicato alle famiglie, capace di mettere insieme servizi sociali, educativi, sanitari e il lavoro del terzo settore. È il nuovo Centro per le Famiglie del Comune di Genova, presentato come evoluzione dell’Agenzia della Famiglia e pensato secondo i più recenti indirizzi nazionali di welfare comunitario.

Il progetto si inserisce nel quadro della Legge 203/2024 e del Piano nazionale per la Famiglia 2025-2027, che individuano proprio nei Centri per le Famiglie i punti di riferimento territoriali per il benessere familiare, con un ruolo distinto ma complementare rispetto ai consultori. La Regione Liguria ha fatto proprio questo modello, promuovendo una rete omogenea sul territorio.
Un centro, dieci sedi e una rete diffusa nei Municipi
Il Centro per le Famiglie avrà una sede centrale a Palazzo Tursi e nove sportelli territoriali, uno per ciascun Municipio, in collegamento stretto con i centri socio-educativi, l’educativa di strada, i centri di aggregazione e gli spazi genitori–figli. L’obiettivo è costruire una rete di prossimità capace di intercettare i bisogni nei quartieri, senza costringere le persone a “inseguire” i servizi.
Le azioni previste coprono un ampio spettro di temi:
- uso consapevole dei social e contrasto a bullismo e body shaming
- prevenzione delle dipendenze, anche non legate a sostanze
- sostegno alla salute mentale e alle relazioni familiari
- percorsi dedicati ai primi 1000 giorni di vita del bambino
- gruppi di Auto Mutuo Aiuto
- promozione dell’affido familiare
- iniziative per sport, cultura, stili di vita sani e invecchiamento attivo
Il modello genovese, sviluppato seguendo le linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia, punta a rendere i servizi più uniformi tra le diverse parti della città, riducendo le disuguaglianze e valorizzando la partecipazione attiva di famiglie, associazioni e realtà locali.
Lodi: «Welfare è costruire comunità, non solo erogare aiuti»
«Il welfare non è solo assistenza, ma costruzione di reti di comunità e di opportunità di autonomia e inclusione» sottolinea Cristina Lodi, assessora ai Servizi sociali del Comune di Genova.
«Con il nuovo Centro per le Famiglie – prosegue – vogliamo creare un luogo di accoglienza e orientamento dove ogni famiglia possa trovare ascolto, percorsi condivisi e occasioni di crescita. Rafforziamo la rete di prossimità, riconosciamo il ruolo fondamentale del terzo settore e sosteniamo chi è più fragile attraverso il lavoro quotidiano degli operatori. Solo così possiamo costruire un welfare moderno, capace di rispondere alle nuove sfide sociali e di promuovere davvero l’inclusione».
Entro fine anno il passaggio al nuovo sistema renderà ancora più stretto il collegamento tra servizi sociali, sanitari ed educativi, con risposte più personalizzate e accessibili ai bisogni reali delle famiglie, in tutte le fasi della vita.
Amministratore di sostegno, concluso il ciclo di incontri informativi
Nel quadro delle nuove politiche familiari si inserisce anche il percorso dedicato alla figura dell’amministratore di sostegno, appena concluso all’Auser – Circolo La Magnolia di Voltri.
Il ciclo di tre incontri, dal titolo “L’amministratore di sostegno – Una risorsa, non solo per la persona anziana”, è stato promosso dal Comune di Genova tramite il Centro per le Famiglie, dal Garante dei Diritti degli Anziani Paolo Tanganelli e dall’Associazione 50&Più.
Gli appuntamenti hanno approfondito l’istituto di protezione previsto dalla legge 6/2004, pensato per tutelare chi, per motivi fisici o psichici, non è in grado di gestire in autonomia i propri interessi. Una figura particolarmente importante in una città come Genova, dove gli anziani rappresentano quasi il 30% della popolazione.
«L’amministratore di sostegno – ricorda Lodi – può essere una risposta preziosa non solo per chi vive una condizione di fragilità, ma anche per chi, in età avanzata e solo, non ha nessuno accanto per essere aiutato nelle scelte economiche e nelle incombenze quotidiane. È possibile anche designarlo in anticipo, proprio per garantire continuità di cura e protezione nel futuro».
Con il nuovo Centro per le Famiglie e con i percorsi di sensibilizzazione sull’amministratore di sostegno, il Comune punta quindi a costruire un welfare più vicino alle persone, capace di prendersi cura delle relazioni, dei legami e delle fragilità che attraversano le diverse generazioni.
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