Teatri dell’Esistenza, giornata nel segno di Anna Solaro e del teatro che cura

Al Teatro dell’Ortica proiezioni, libri, incontri sul teatro sociale e cena di autofinanziamento: un’intera giornata dedicata alla memoria di Anna Solaro e ai progetti con donne vittime di violenza e pazienti oncologici

Una giornata intera per ricordare Anna Solaro e per ribadire quanto il teatro possa diventare strumento di cura, relazione e cambiamento. Il Teatro dell’Ortica, insieme a Quarto Pianeta e all’Associazione Centro Sociale Quarto, dedica l’ultima giornata del Festival “Teatri dell’Esistenza” a un percorso fatto di immagini, parole, riflessioni e convivialità, con un programma che intreccia memoria, impegno sociale e sostegno concreto ai progetti in corso.
Omaggio ad Anna Solaro tra video e parole scritte
Il pomeriggio si apre alle 17.00 con l’omaggio ad Anna Solaro: in programma la proiezione del video “(Auto) biografia di un amore”, realizzato da Andrea Foà (regia, riprese e montaggio). Protagonisti Eugenia e Mirco Bonomi, in un dialogo a più livelli con il volto e la voce di Anna, dentro e intorno al palcoscenico che è stato la sua casa artistica, per restituirne l’eredità umana e teatrale.
Alle 17.30 spazio alla parola scritta con la presentazione del libro “Lettere d’amore mai spedite o l’elaborazione del lutto” (Il Canneto Editore), a cura di Mirco Bonomi. Il volume nasce come risposta ideale a “Ho messo gli stivali gialli” di Anna Solaro e intreccia testi inediti dell’artista con pagine autobiografiche di Bonomi. Ne emerge un percorso di attraversamento del lutto, che fa del racconto un passaggio necessario per elaborare la perdita e ritrovare una nuova consapevolezza di sé.
Il teatro sociale: “Il rumore del silenzio” e “Madre nostra”
Dalle 18.30 l’attenzione si sposta sul lavoro sociale del Teatro dell’Ortica con l’incontro “Il rumore del silenzio”, curato da Ilaria Piaggesi (Teatro dell’Ortica) e Romina Soldati (Centro Per non subire violenza).
Il progetto, attivo dal 2014, propone a donne che hanno vissuto violenza uno spazio di laboratorio teatrale in cui rielaborare i propri vissuti attraverso il corpo, la voce e la narrazione condivisa. Un percorso di gruppo che mette al centro la possibilità di riappropriarsi del proprio sguardo e di una nuova identità oltre la violenza.
Nel corso dell’incontro verrà presentata anche “Madre nostra”, ultima produzione del gruppo, che debutterà il 25 novembre al Teatro della Tosse: uno spettacolo che interroga la maternità, le sue ombre, le eredità emotive e le trasmissioni tra generazioni, guardando alle relazioni familiari da prospettive non stereotipate.
Cena di autofinanziamento: polenta, incontro e sostegno ai progetti
Alle 19.30 la giornata prosegue con la cena di autofinanziamento organizzata da Quarto Pianeta e Associazione Centro Sociale Quarto: una polentata con diverse possibilità di condimento (cinghiale, funghi o semplice) e frutta, al costo di 20 euro.
Il ricavato è destinato a sostenere il Festival “Teatri dell’Esistenza” e i progetti di teatro sociale del Teatro dell’Ortica. La partecipazione è solo su prenotazione tramite il form online:
https://forms.gle/KiHRBbcopQJtpMMa7
“Versi di cura”: il teatro accanto ai pazienti oncologici
La chiusura della giornata è affidata, alle 21.00, allo spettacolo “Versi di cura”, con i partecipanti dell’omonimo laboratorio del Teatro dell’Ortica, per la regia di Mirco Bonomi e Giancarlo Mariottini.
Il progetto, ideato da Anna Solaro, coinvolge pazienti oncologici, familiari e personale sanitario in un percorso teatrale che rimette al centro la persona oltre la diagnosi. La performance esplora i luoghi dell’attesa – corridoi, sale d’aspetto, silenzi – come microcosmo in cui si intrecciano pensieri non detti, paure, piccoli gesti quotidiani, alla ricerca dell’umanità che resiste dentro e oltre la malattia.
Info pratiche
- Ingresso: gratuito a tutti gli eventi pomeridiani
- Cena di autofinanziamento: 20 euro, prenotazione obbligatoria
- Contatti:
- Tel. 010 8380120 (lun–ven, ore 10.00–16.00)
- Email: organizzazione@teatrortica.it
Una giornata che tiene insieme memoria, cura e impegno civile, nel segno di un teatro che non si limita a raccontare il reale, ma prova ad abitarlo e trasformarlo.Ragionamento esteso
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