Quartieri 

Certosa allagata, il comitato attacca i cantieri: «Servono fondi subito. Bene la diffida di Salis ad Autostrade per i danni del Morandi»

Dopo l’ennesima ondata di maltempo in Valpolcevera, il comitato “Liberi cittadini di Certosa” punta il dito contro i cantieri delle grandi infrastrutture e chiede risorse immediate per la messa in sicurezza del territorio. La sindaca Silvia Salis ha inviato una diffida formale ad Autostrade, Anas e Spea per ottenere i risarcimenti legati al crollo del ponte Morandi, da destinare alla riqualificazione urbana

Via Rossini trasformata in un torrente, piazza Pallavicini ridotta a un lago, il sottopasso di Brin ancora una volta in crisi insieme a via Mansueto, via Zella e via Ariosto. È l’immagine di Certosa e della Valpolcevera dopo l’ultima ondata di maltempo, che ha spinto il comitato “Liberi cittadini di Certosa” a intervenire con un duro comunicato.

«Chi aveva mai visto via Rossini trasformata in un torrente? Allagata sì, ma non un torrente, e piazza Pallavicini in un lago?» scrivono i residenti, sottolineando come la situazione stia peggiorando di evento in evento.

Nel mirino del comitato finiscono i cantieri delle grandi infrastrutture che attraversano la vallata: «I cantieri delle infrastrutture di certo hanno le loro responsabilità perché modificano continuamente l’assetto del territorio, intasano le caditoie, le canalette di scolo. Devono essere sorvegliate, devono rispondere dei loro danni».

Per Certosa e per l’intera Valpolcevera, il messaggio è chiaro: «Servono finanziamenti subito. Di tutto questo la Valpolcevera non ha avuto nulla, servono subito – lo grido, anzi lo urlo con fermezza – per mettere in sicurezza il nostro territorio. Non si tratta di compensazioni, ma di conservazione del territorio. Prima e assoluta priorità».

Il comitato esprime sostegno alla linea tenuta dall’amministrazione comunale: «La sindaca Silvia Salis fa bene a chiedere ad Autostrade i risarcimenti per i danni causati alla città dal ponte Morandi. Faceva bene l’allora consigliere Gianni Crivello a denunciare che i soldi di Autostrade dovevano servire per la Valpolcevera e non finire in opere che nulla avevano a che fare con il nostro territorio».

E annuncia che l’iniziativa non si fermerà sui social: «Questo scritto non rimarrà come tanti post ma lo porteremo, come Comitato, all’attenzione della prossima riunione della Cabina di Regia coordinata dall’assessore Massimo Ferrante e lo stesso faremo quando sarà convocata la Commissione Comunale sui problemi legati ai cantieri in Valpolcevera come più volte richiesta. Non molliamo e andiamo avanti».

La diffida della sindaca: 60 giorni per i risarcimenti

Sul fronte istituzionale, la sindaca Silvia Salis ha inviato nei giorni scorsi una diffida formale ad Autostrade per l’Italia, Anas e Spea per sollecitare il pagamento dei risarcimenti dovuti alla città in seguito al crollo del ponte Morandi.

Il provvedimento concede 60 giorni di tempo alle società interessate per versare i milioni di euro previsti dall’accordo di risarcimento siglato nel 2021, somme che il Comune intende destinare alla riqualificazione delle infrastrutture urbane e alla messa in sicurezza dei quartieri più esposti, a partire proprio dalla Valpolcevera.

L’iniziativa della sindaca si inserisce in un quadro più ampio di rapporti tesi tra le concessionarie autostradali e il Ministero delle Infrastrutture, che sta effettuando verifiche sugli impegni di manutenzione e sulle partite economiche ancora aperte.

Per il comitato di Certosa e per molti residenti della vallata, la priorità è che queste risorse, una volta sbloccate, arrivino davvero dove il territorio è più fragile. E che, dopo anni di cantieri e promesse, la Valpolcevera possa finalmente vedere interventi concreti di sicurezza idrogeologica e manutenzione ordinaria, non solo come “compensazione”, ma come elemento essenziale di giustizia verso un quartiere che ha pagato un prezzo altissimo.


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