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“Il mio Luca”: al Sipario Strappato il mito di Gianluca Vialli tra memoria, paternità ed eroi

Sabato 15 novembre 2025 alle 21 il teatro Il Sipario Strappato di Arenzano ospita “Il mio Luca. Il mito di Gianluca Vialli raccontato a mio figlio”, monologo di Andrea Carlini tratto dal testo di Christian Poli, con regia di Simone Repetto. Uno spettacolo che, partendo dalla figura di Vialli, intreccia calcio, affetti e il bisogno contemporaneo di modelli positivi

Il mito di Gianluca Vialli torna a vivere sul palco, tra memoria personale, pallone e paternità. Sabato 15 novembre 2025 alle ore 21 il teatro Il Sipario Strappato di Arenzano (via Marconi 165) ospita “Il mio Luca. Il mito di Gianluca Vialli raccontato a mio figlio”, testo di Christian Poli con la regia di Simone Repetto.

Protagonista in scena è Andrea Carlini, che dà corpo e voce a un monologo intenso e confidenziale, accompagnato dalle musiche di Aldo De Scalzi e dalla voce di Armanda De Scalzi. Tutto si svolge in una sala d’aspetto di una maternità: un luogo sospeso, carico di attesa e paura, dove un uomo sta per diventare padre.

È lì che Andrea, sopraffatto da tensione e senso di impotenza, decide di riempire quel tempo raccontando al figlio che sta per nascere la storia del suo eroe: Gianluca Vialli. Un ragazzo diventato uomo, campione e simbolo di un’epoca della città, il mito di tanti nella Genova di “quel tempo che si allontana sempre più”.

Sul palco scorrono così le immagini della vita di Vialli, da Cremona ai grandi stadi: gli inizi sui campi spelacchiati di provincia, l’esplosione nel grande calcio, fino al doloroso epilogo a Londra. Una parabola umana e sportiva raccontata con emozione, avventura e simpatia, sempre filtrata dallo sguardo di chi, da ragazzino, lo ha amato come un eroe in maglia blucerchiata.

Al centro della narrazione, gli anni d’oro della Sampdoria scudettata: i gol, le stagioni irripetibili, quel manipolo di ragazzi che provò – e per un po’ ci riuscì – a “dare un impossibile assalto al cielo”. Ricordi che non sono solo nostalgia sportiva, ma il racconto di un tempo in cui il calcio sapeva farsi racconto collettivo, identità e appartenenza.

Ma “Il mio Luca” non è solo il ritratto di un campione. Raccontare al figlio la storia del grande Luca diventa, per il protagonista, un modo per raccontare sé stesso: la propria infanzia, i sogni, le paure, le sconfitte e le rinascite. È il tentativo di spiegare a un ragazzo che ancora non c’è – ma che già esiste nella mente e nel cuore del padre – che anche oggi abbiamo un bisogno disperato di eroi, di modelli credibili a cui guardare per poi trovare la propria strada.

La storia del piccolo Andrea si intreccia così a quella del giovane Vialli in un continuo rimando, mentre il mondo intorno cambia e scivola verso il presente. Fino all’oggi, fino a quella sala d’attesa dove un uomo sta per diventare padre e, nel momento decisivo, decide di consegnare al figlio un nome che lo accompagnerà per tutta la vita. In quella scelta, misteriosa e fuori dagli schemi, si concentra il senso del mito: un modello da seguire, da tenere nel cuore e da cui, prima o poi, distaccarsi per diventare, semplicemente, sé stessi.

“Il mio Luca” è dunque uno spettacolo per sampdoriani e non, per chi ha amato Vialli sui campi di calcio ma anche per chi cerca a teatro una storia di formazione, di affetti e di passaggi di testimone tra generazioni. Un racconto che parla di calcio, sì, ma soprattutto di crescita, fragilità, coraggio e memoria.

L’ingresso allo spettacolo costa 15 euro (intero) e 12 euro (ridotto). Sono disponibili abbonamenti.


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