viabilità 

Il Gruppo Automobilisti e Motociclisti chiede stop al piano dei 4 assi, revisione delle piste ciclabili, più parcheggi e corsie bus aperte alle due ruote

Il gruppo nato contro le piste ciclabili, apre alla sindaca Salis: incontro chiesto e una lista di priorità—manutenzione dell’asfalto, no al piano “4 assi”, ripristino della terza corsia in uscita sulla Sopraelevata, più parcheggi e corsie bus accessibili alle due ruote. Sullo sfondo la domanda: perché rinunciare allo Skymetro per la Val Bisagno?

Il “Gruppo Automobilisti e Motociclisti Genovesi”, evoluzione della comunità social nata come “No alle piste ciclabili”, torna a farsi sentire con un’agenda in cinque punti e una richiesta di confronto diretto con la nuova amministrazione. I promotori rivendicano un profilo “apolitico” e orientato al dialogo, ricordando l’incontro avuto a suo tempo con l’ex sindaco Bucci e proponendo la stessa disponibilità alla sindaca Silvia Salis.

Al centro del documento le criticità quotidiane di chi usa l’auto o la moto per lavoro e spostamenti:

  • Manutenzione delle strade e dell’asfalto, con attenzione particolare alla sicurezza dei motociclisti, in una città che conta una delle flotte di due ruote più numerose d’Europa.
  • Stop al piano “4 assi”, indicato come intervento capace di “mortificare” il buon scorrimento di alcune arterie, via Cantore in primis.
  • Ripristino della terza corsia in uscita, direzione levante, sulla Sopraelevata: “un’aiuola curata non può valere una coda perenne su un asse strategico”.
  • Revisione delle bike line e delle corsie ciclabili provvisorie giudicate “deserte”, con ritorno alla carreggiata originaria dove non si registrano flussi coerenti.
  • Più parcheggi e corsie bus aperte alle moto, per fluidificare i picchi e ridurre sorpassi e conflitti di traffico.

La parte più politica del messaggio riguarda però la Val Bisagno: il gruppo chiede perché l’amministrazione abbia rinunciato allo Skymetro, infrastruttura considerata “già finanziata” e ritenuta decisiva per alleggerire l’imbuto mattutino verso il centro. Il riferimento, anche simbolico, è all’incidente notturno a Staglieno e al blocco che ne è seguito: per gli automobilisti e i motociclisti, la vicenda dimostrerebbe quanto sia necessario un collegamento rapido e non interferente con la viabilità di superficie.

Secondo i promotori, la “coerenza di partito” non dovrebbe prevalere su valutazioni tecniche e di interesse pubblico: meglio correggere la rotta – dicono – piuttosto che ripartire da zero con nuovi progetti, nuovi iter e anni persi “in stile Gronda”. Da qui l’invito alla giunta a spiegare pubblicamente le ragioni del no allo Skymetro e a valutare soluzioni immediate su manutenzioni, assetti di corsia e sosta.

Il gruppo chiude chiedendo un tavolo di lavoro permanente con Comune e Municipi: l’obiettivo, dichiarano, è contribuire con la conoscenza “dal basso” dei nodi di traffico – senza pregiudizi ideologici – per una città più scorrevole e, soprattutto, più sicura per chi ogni giorno si muove su quattro e due ruote.


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