Scolmatore del Bisagno, Ferrante: «Inaugurato l’assemblamento della talpa, ma non sarà operativa almeno fino a dicembre»

È emerso durante la discussione di un’interrogazione in consiglio comunale sul materiale di risulta che dovrebbe servire al ripascimento anche per la spiaggia di Voltri che però, con quel materiale, non potrà essere eseguito fino al 2027

La discussione sul futuro del ripascimento della spiaggia di Voltri è arrivata ieri in consiglio comunale, con un’interrogazione del consigliere del Partito Democratico Claudio Chiarotti e la risposta dell’assessore ai Lavori pubblici e Progetti strategici Massimo Ferrante. Al centro del dibattito: i ritardi dello scolmatore del Bisagno e le conseguenze sull’utilizzo del materiale di scavo, che dovrà alimentare anche gli interventi di difesa a mare del ponente.

Chiarotti ha ricordato come il territorio di Voltri attenda da anni una soluzione strutturale contro le mareggiate, sottolineando che l’attuale sistemazione – il molo realizzato in questi anni – era stata pensata insieme a un ripascimento stabile della spiaggia. Proprio questo ripascimento, però, doveva essere effettuato con il materiale di risulta dello scolmatore del Bisagno, materiale che ancora non c’è a causa dei ritardi della “talpa”. Da qui la sua preoccupazione: nel frattempo il Comune ha avviato la riqualificazione della passeggiata e si è parlato più volte di utilizzare quel materiale anche per altri interventi in Liguria (diga di Genova, Arenzano). Il rischio, ha detto il consigliere, è che “quando toccherà a Voltri, il materiale non ci sarà più”. Da qui la richiesta di un cronoprogramma preciso, anche per proteggere il cantiere della passeggiata.
Nella sua risposta Ferrante ha innanzitutto annunciato che “per la passeggiata di Voltri dovrebbe essere già calendarizzata un’assemblea nel Municipio Ponente”, spiegando che il progetto è stato rimodulato dagli uffici comunali: «Abbiamo presentato una variante che consentirà un maggiore utilizzo della spiaggia, mantenendo comunque i requisiti tecnici necessari per non perdere i finanziamenti». Poi è entrato nel merito del tema più delicato, quello del materiale di riempimento.
«Confermo che ero presente all’inaugurazione dell’assemblaggio della talpa nello scolmatore del Bisagno – ha detto l’assessore – e che anch’io ho ascoltato le parole del presidente della Regione sull’utilizzo del materiale di scavo. Ma è bene precisare alcune cose: la parte dello scolmatore gestita dalla Regione Liguria, tramite il Commissario nominato dal Governo, prevede già che una quota del materiale venga riutilizzata, dopo frantumazione e lavaggio per eliminare la parte pelitica, per un piano di ripascimento che interessa tutta la costa da Capolungo ad Arenzano, compresa la spiaggia di Voltri. Questo piano c’è, ed è in corso di aggiornamento».
L’aggiornamento, ha spiegato Ferrante, si è reso necessario per due motivi: l’introduzione della talpa come nuova modalità di scavo e la mancata disponibilità delle aree di stoccaggio inizialmente previste a piazzale Kennedy. «I tecnici regionali che seguono l’appalto ci hanno riferito che l’intenzione è quella di cominciare i ripascimenti una volta terminato lo scavo della galleria. Secondo il cronoprogramma lo scavo dura un anno, per cui oggi è ipotizzabile che i ripascimenti non possano iniziare prima della seconda metà del 2027».
Ferrante non ha nascosto i rallentamenti: «L’avanzamento dei lavori dello scolmatore è al 25%, con un accumulo di ritardi che vale circa due anni. La talpa è stata inaugurata il 1° ottobre, ma non è ancora operativa: entrerà in funzione – ci è stato detto – da dicembre. Solo quando lo scavo sarà effettivamente in corso si produrrà il materiale. Finché lo scavo non parte, il materiale semplicemente non esiste».
Da qui la conclusione dell’assessore: «Capisco le preoccupazioni del territorio, ma al di là delle dichiarazioni pubbliche esistono accordi scritti che vincolano una parte di quel materiale ai ripascimenti. Se non si mette mano agli accordi, quel materiale dovrà essere destinato anche alla spiaggia di Voltri. Quello che oggi possiamo dire con chiarezza è che il ripascimento strutturale non potrà essere fatto prima del 2027».
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