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Da ferita del passato a simbolo di rinascita: inaugurato il ponte di Arvigo dedicato a Stefanina Moro

A Sant’Olcese tagliato il nastro del nuovo ponte di Arvigo, intitolato alla staffetta partigiana. L’opera risarcisce la comunità dopo l’alluvione del 2011 e un iter partito nel 2017. La sindaca metropolitana Silvia Salis: «Memoria, servizi e collaborazione tra istituzioni: così si costruisce il futuro dell’entroterra»

Un ponte che unisce rive ma anche memorie. A Sant’Olcese, la Città metropolitana di Genova ha inaugurato il ponte di Arvigo, dedicandolo a Stefanina Moro, giovane staffetta partigiana uccisa nel 1944. L’opera, attesa da anni, risana una ferita aperta dall’alluvione del 2011 e segna il traguardo di un percorso amministrativo avviato nel 2017.

«È un giorno importante, il compimento di un lavoro passato attraverso più amministrazioni», ha sottolineato la sindaca Silvia Salis, parlando di «un risarcimento per un territorio che ha pagato molto». La scelta della intitolazione porta con sé un messaggio esplicito: ricordare la Resistenza come fondamento della Repubblica e il ruolo delle donne nella lotta per la libertà. «Onoreremo Stefanina ogni volta che attraverseremo questo ponte, e lo faranno le ragazze e i ragazzi che qui cresceranno», ha aggiunto.

Salis ha allargato lo sguardo al tema più ampio dell’entrote­rra metropolitano: «È un’area complessa che va presidiata. Lo spopolamento e il dissesto idrogeologico si combattono con infrastrutture, servizi che non arretrano e digitalizzazione». Il ponte diventa così esempio concreto di cooperazione istituzionale, «al di là dei colori politici», tra amministrazioni locali e governo.

Il percorso non è stato breve. Tra progettazione, autorizzazioni e cantiere, l’infrastruttura è arrivata al traguardo grazie al lavoro coordinato degli uffici e alla tenacia delle comunità locali. «Ci piacerebbe accorciare i tempi – ha ammesso la sindaca – ma l’importante è non perdere la determinazione. Oggi festeggiamo un risultato e ci impegniamo a completarne altri».

Intitolare un ponte a una giovane partigiana significa tenere viva una memoria attiva: non solo celebrazione, ma assunzione di responsabilità verso i territori. Il nuovo attraversamento di Arvigo è dunque infrastruttura e racconto: sicurezza e mobilità per chi vive e lavora nella valle, ma anche monito a non dimenticare le radici democratiche e a investire, con continuità, sulla coesione.


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