Centro storico, sicurezza: cittadini scettici sul “cambio di passo”. Salis: «Servono misure più adeguate e più presenza sul territorio»

Cittadini e comitati giudicano insufficienti i risultati dopo l’abolizione della tripartizione che ha escluso la polizia locale dal controllo del territorio La Sindaca chiede rinforzi immediati, una rimodulazione degli interventi, la Prefetta un piano integrato anche socio-sanitario. In valutazione lo spostamento del drop-in di vico Croce Bianca


I cittadini e i comitati del centro storico non promuovono il “cambio di passo” promesso sul controllo del territorio. Hanno organizzato una raccolta firme per chiedere interventi diversi e tra i primi punti ci sono proprio sicurezza e decoro.
Ieri si è tenuta la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica in Prefettura, convocata su richiesta della sindaca Silvia Salis proprio per affrontare l’emergenza sicurezza tra Prè, Ghetto, Maddalena e le altre zone.
Presieduto dalla prefetta Cinzia Torraco, il tavolo ha riunito Comune (con gli assessori a Welfare Cristina Lodi, Sicurezza Arianna Viscogliosi e Commercio Tiziana Beghin), Questura, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, ASL3, Ser.D. e la presidenza del Municipio Centro Est. In apertura, la Prefetta ha ricordato che il centro storico resta una priorità e che la risposta dev’essere multilivello: repressione dei reati, ma anche presa in carico socio-sanitaria e inclusione. Sul tavolo anche la criticità legata alla sede del drop-in di vico della Croce Bianca: Comune e Asl stanno lavorando a una ricollocazione in altra sede per proseguire i servizi a chi soffre di dipendenze limitando l’impatto sul quartiere.
La sindaca Salis ha ripercorso le segnalazioni dei residenti — degrado, consumo e spaccio di droga, reati predatori ai danni di abitanti, commercianti e turisti — chiedendo un rafforzamento immediato dei controlli, più unità in strada anche con l’aiuto di risorse dal Viminale e una rimodulazione delle competenze operative tra forze dell’ordine e servizi sociali. I cittadini spiegano che da quando la polizia locale è stata esclusa dalla tripartizione del controllo del centro storico la situazione non è migliorata, anzi.
La questora di Genova, Silvia Burdese, ha illustrato un piano straordinario già avviato con l’impiego del Reparto Prevenzione Crimine inviato da fuori regione e ha demandato al Tavolo Tecnico in Questura l’ulteriore ridisegno dei pattugliamenti nei quadranti sensibili. I carabinieri hanno detto che esiste una presenza costante e annunciato a breve rinforzi ai comandi di stazione in varie zone della città; dall’inizio dell’anno. La guardia di finanza ha rivendicato uno sforzo “senza precedenti” con pattugliamenti diurni e notturni, controlli su locazioni e sublocazioni, e una campagna contro abusivismo commerciale e merce contraffatta che negli ultimi mesi ha prodotto sanzioni e sequestri di centinaia di migliaia di articoli. L’impegno della GdF, quello sì, è stato notato e apprezzato dai cittadini.
Nonostante gli annunci, residenti e comitati giudicano il quadro complessivo dei controlli e della presenza insufficiente e chiedono tempi certi, indicatori misurabili sui risultati (arresti, denunce, chiusure di attività irregolari, riduzione delle chiamate per degrado), presidi stabili nei vicoli e una gestione trasparente dello spostamento del drop-in.
In chiusura, la Prefetta ha disposto il monitoraggio continuo e la convocazione a breve di una nuova riunione del Comitato per valutare le proposte di ricollocazione della struttura per le dipendenze e l’efficacia delle misure di controllo annunciate. La partita, per il centro storico, resta aperta: la Sindaca ha chiesto misure più adeguate, i residenti attendono risposte visibili nelle strade.
Intanto per il 20 ottobre prossimo il Municipio Centro Est ha convocato la prima riunione del Forum Permanente per il Centro Storico nel Centro Banchi di piazza De Marini.
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