Operazione antidroga della PL, la figlia della donna ai vertici dell’organizzazione con la madre nel carcere di Pontedecimo

Business illecito da 15mila euro al mese e 32 indagati, di cui 20 sottoposti a misure cautelari. Tra questi, la madre della bimba di 18 mesi che l’ha seguita nel carcere femminile secondo le procedure previste per le detenute con figli. La venticinquenne gestiva il traffico insieme al marito

Nell’inchiesta della polizia locale – che ha colpito il traffico di crack e cocaina tra via Prè e Darsena con base logistica in un ristorante etnico di Sampierdarena – il quadro dei 20 arrestati (su 32 indagati) evidenzia ruoli distinti e provenienze in prevalenza senegalesi e nigeriane. Il giro, battezzato dagli inquirenti “Not Dom” (da un’espressione in wolof che significa “non qui”), faceva capo – secondo l’accusa – a una coppia di cittadini senegalesi che avrebbe rifornito i pusher attivi tra via Prè e Darsena. La base era un ristorante/shisha bar in piazza Barabino (Sampierdarena) e un appartamento usato per “cucinare” il crack.

I profili principali
- Coppia al vertice: due coniugi di origine senegalese, domiciliati nel centro storico. Si tratta del 47enne Bathie Thioun e della moglie 25enne Soda. Secondo l’accusa gestivano rifornimenti, contabilità e “cottura” del crack tra l’abitazione e il locale di Sampierdarena, dove – documentano le intercettazioni – avvenivano consegne ai pusher e indicazioni su occultamento delle dosi (anche nel cavo orale per eludere i controlli).
- Lei è stata tradotta a Pontedecimo e ammessa al nido penitenziario con la figlia di circa 18 mesi.
- Lui in custodia in istituto ordinario.
- Organizzazione di supporto: almeno un familiare “risolutore” chiamato a intervenire nelle fasi critiche; addetti alla cottura e al confezionamento nel retro del locale e in un appartamento di appoggio.
- Distribuzione e piazze di smercio: pusher di strada attivi tra via Prè, Darsena e aree limitrofe del centro storico; alcuni impiegati anche nel Ponente. Le vendite avvenivano a turni, con vedette e rapidi spostamenti a piedi tra i caruggi.
- Provenienze ed età: per la maggior parte cittadini di origine senegalese e nigeriana, con età prevalentemente fra i 20 e i 40 anni; presenti anche altri profili stranieri e alcuni italiani legati alla rete di distribuzione.
- Misure adottate: 10 arrestati a Marassi, 6 ad Alessandria, 1 donna a Pontedecimo (con minore al nido); per altri, obbligo di firma e divieto di dimora. Contestati oltre 150 episodi di detenzione e spaccio.
- Volumi e denaro: affari stimati in circa 15 mila euro al mese; sequestrate dosi pronte, contanti e materiale per il confezionamento.
Perché la madre è con la figlia in istituto
Nel nostro ordinamento, le detenute con figli molto piccoli possono accedere alle sezioni nido degli istituti (fino a 3 anni del minore) o a misure alternative come gli Istituti a custodia attenuata per madri (ICAM) o la detenzione domiciliare speciale, secondo la valutazione del giudice sulle esigenze cautelari e sull’idoneità delle alternative al carcere. In questo caso, la bimba di un anno e mezzo è stata immediatamente collocata nel nido con la madre, in attesa delle decisioni sull’eventuale trasferimento.
L’indagine – coordinata dalla procura e firmata dal giudice per le indagini preliminari e cominciata nel 2023 – è stata condotta dal Gruppo operativo contrasto stupefacenti del Nucleo Centro Storico della polizia locale (voluto dall’ex comandante Gianluca Giurato proprio per contrastare l’esponenziale aumento dello spaccio), con pedinamenti, appostamenti e intercettazioni che hanno documentato i passaggi chiave: consegne nel locale, cucina del crack, scambi denaro-droga e la successiva distribuzione verso le piazze del centro.


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