Colombiane, tra memoria e futuro: «Genova sia città in cui tornare»

Salis: «Parliamo a chi è partito e non è riuscito a rientrare: vogliamo una città che offra opportunità, soprattutto ai giovani». Bucci: «Colombo rivoluzionò la storia, preservarne la memoria e guardare oltre i confini»; premi e cortei hanno animato centro e Porto Antico

La giornata delle Celebrazioni Colombiane ha riportato Genova al centro del suo mito fondativo, intrecciando la memoria di Cristoforo Colombo con un messaggio politico rivolto al presente: fermare l’esodo dei talenti e trasformare il capoluogo in un luogo dove si sceglie di restare o tornare.

Nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale, durante la Cerimonia Colombiana, la sindaca Silvia Salis ha aperto i lavori indicando la rotta: «Oggi vogliamo ricordare tutte le persone che sono partite e che hanno fatto del viaggio la loro missione, che ricordano con affetto e malinconia. Ma vogliamo, soprattutto, parlare a chi dalla nostra città è partito e non è riuscito a tornare. A tutti gli studenti e le studentesse che si sono specializzati in un’altra città, a tutti i lavoratori e le lavoratrici che hanno cercato fortuna altrove e non possono tornare spesso per motivi economici, agli atleti che hanno dovuto cercare il loro sogno olimpico in altre città. E ai cervelli in fuga. A loro vogliamo dire: vi pensiamo, vogliamo lavorare con voi, vogliamo lavorare perché Genova è una città dalla quale partire ma deve diventare anche una città alla quale tornare, alla quale pensare come un porto sicuro, un porto di opportunità».
L’appello si è fatto personale: «Lo dico da mamma di un bambino di due anni: spero che giri il mondo, che lo conosca, ma spero che partire sia una scelta e non un obbligo, come tornare. Colombo ha aperto nuove rotte, ora tocca a noi. La nostra storia deve partire dal mare, attraversare il mondo e tornare qua. Io credo che questo sia l’impegno della nostra amministrazione: creare una città che non solo ti spinga a esplorare il mondo, ma che ti faccia venire la voglia di costruire il tuo futuro qui. Una città di opportunità che diventi più accessibile, che sappia parlare ai giovani».























La cerimonia a Palazzo Ducale
Alla presenza di Mario Menini (Associazione Liguri nel Mondo), sono intervenuti Marco Bucci, Giacomo Montanari (assessore alla Cultura), Piero Campodonico (direttore del Galata Museo del Mare) e, per il Governo, il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo.
Bucci ha ribadito il valore identitario del 12 ottobre: «Il 12 ottobre è una giornata speciale per Genova e per tutta la Liguria, un momento per celebrare insieme l’orgoglio di essere liguri e per ricordare uno dei più importanti protagonisti della nostra storia – Cristoforo Colombo, con il suo coraggio e la sua capacità di vedere oltre le convenzioni, ha davvero rivoluzionato dalla storia del mondo. È quindi necessario preservare la sua memoria, come hanno recentemente fatto gli Stati Uniti ripristinando il Columbus Day: un gesto molto significativo che ha confermato il profondo legame tra Italia e Usa e l’importanza dell’heritage delle persone di origini italiane all’interno della società americana. Prendendo spunto dalla figura di Colombo, noi liguri di oggi dobbiamo avere la stessa capacità di guardare oltre ai nostri confini ed essere protagonisti a livello internazionale, valorizzando le nostre radici e, allo stesso tempo, proiettandoci verso il futuro».
Dopo la relazione del ricercatore Roberto Santamaria (Università per Stranieri di Siena) su “Non solo Colombo: i genovesi dominatori del commercio del marmo nel Mar Mediterraneo”, sono stati consegnati i riconoscimenti annuali: la Medaglia Colombiana al professore Antonio Musarra; il Premio Internazionale delle Comunicazioni “Cristoforo Colombo” al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera (ritirato dall’ammiraglio Sergio Liardo); il Premio Internazionale dello Sport a Giovanni Malagò.
Momento altamente simbolico, la presentazione dell’olio offerto dal Comune di Riomaggiore, destinato alla lampada votiva che arde presso le ceneri di Colombo al Faro di Santo Domingo, con gli interventi della sindaca Fabrizia Pecunia e del console della Repubblica Dominicana a Genova Adolfo Pineda Espinoza.
Il “Grifo Città di Genova” a Mirella Alloisio
La commemorazione si è chiusa con il conferimento del Grifo Città di Genova alla partigiana Mirella Alloisio (Rossella), consegnato dalla sindaca Salis e dal presidente Anpi Genova Massimo Bisca; ha ritirato il figlio Donatello Pieracci. Parole di gratitudine e memoria dalla prima cittadina: «Mirella Alloisio, la partigiana Rossella, una ragazza antifascista di Sestri Ponente. È anche grazie a lei che Genova ha respinto i fascisti. È anche grazie a lei che la mappa di tutte le mine nel porto, rubata in capitaneria dalle squadre di azione patriottica, arrivò al comando regionale del Comitato di Liberazione Nazionale. Mirella ha continuato a servire la nostra città anche dopo la Liberazione e l’ha sempre tenuta nel cuore: anche quando viveva da anni a Perugia è sempre tornata qui con piacere nella nostra, nella sua città. Grazie Mirella, Genova ti ringrazia e ti vuole bene. Che il tuo esempio possa essere un punto di riferimento per i tanti giovani genovesi che amano la nostra città. Conto di venire a salutarti presto a Perugia».
Cortei, rievocazioni e Casa di Colombo
Fuori da Palazzo Ducale, genovesi e turisti hanno seguito tre cortei storici. Il Corteo Storico del Comune di Genova ha raggiunto la Casa di Colombo (presso Porta Soprana) passando per piazza Matteotti, piano di Sant’Andrea e vico Dritto Ponticello; qui la deposizione di corone e l’intervento dell’assessora alle Tradizioni, Turismo e Marketing territoriale Tiziana Beghin, insieme a gruppi storici, A Compagna e al Consolato degli Stati Uniti a Genova.
In parallelo, due cortei del “Nuovo Mondo” nell’ambito de “I Chiostri del Tempo di Colombo” (Comitato Nazionale per Colombo di Bruno Aloi, con il patrocinio del Comune) hanno portato in strada circa 350 figuranti e l’assessora al Welfare Cristina Lodi. Confluenza in piazza De Ferrari, discesa lungo via San Lorenzo e finale al Porto Antico, a Calata Falcone e Borsellino, per la rievocazione dello sbarco nelle Americhe.
Nel segno di Colombo, la città ha unito orgoglio e progettualità. Dalla tribuna istituzionale è arrivato un messaggio chiaro: Genova deve essere “città da cui partire”, ma soprattutto “città in cui tornare”, capace di parlare ai giovani con opportunità reali — una rotta che passa per cultura, lavoro, attrattività internazionale e per la custodia intelligente della propria eredità storica.
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