Rolli Days 2025, si svela Palazzo Orsini: capolavoro dell’Ottocento genovese

Dal 17 al 19 ottobre Genova dedica l’edizione ai luoghi dell’Ottocento: per la prima volta apre al pubblico Palazzo Orsini in via Roma 8, scrigno di affreschi di Nicolò Barabino e arredi d’epoca perfettamente conservati

Un’edizione speciale dei Rolli Days illuminerà l’Ottocento genovese: dal 17 al 19 ottobre non solo i Palazzi dei Rolli, ma anche dimore e architetture che hanno ridisegnato la città nel XIX secolo accoglieranno visitatori e appassionati. Tra le aperture più attese c’è Palazzo Orsini (via Roma 8), che per la prima volta potrà essere esplorato dal pubblico, grazie alla disponibilità dell’attuale occupante, la Coutot-Roehrig, società specializzata nella ricerca di eredi.

Una dimora-manifesto dell’élite genovese
Edificato tra il 1875 e il 1877 in coincidenza con il nuovo tracciato di via Roma, Palazzo Orsini è considerato uno dei vertici della residenza nobiliare della seconda metà dell’Ottocento a Genova. La facciata neoclassica a sette assi con piano terreno a bugnato e l’imponente portale sormontato dalla lunga balconata del piano nobile annunciano gli interni: atrio riccamente decorato a stucco, scalone monumentale con statua in nicchia (attribuita a Carlo Rubatto) e pianerottoli pavimentati da preziosi intarsi marmorei.
Il piano nobile è un unicum per completezza e stato di conservazione: tappezzerie, tendaggi, lampadari, mobili fissi, consoles, specchiere, vasi e torciere dialogano con pavimenti a mosaico e con le straordinarie pitture di Nicolò Barabino (1832–1891). L’artista lavorò per undici anni alla dimora, facendo di Palazzo Orsini il santuario della sua arte: tra gli ambienti simbolo spicca il Salone della Scienza, dove allegorie del progresso e della conoscenza preannunciano sensibilità decorative che guardano alla futura Art Nouveau. Nonostante i danni bellici del 1943, l’insieme ha mantenuto integrità e coerenza rare.





Tito Orsini, il proprietario che trasformò una casa in un manifesto
Committente della dimora fu Tito Orsini (1815–1896), avvocato tra i massimi esperti di diritto commerciale e marittimo, deputato e poi senatore del Regno dal 1881. Figura di primo piano nella Genova postunitaria e tra i sostenitori di Camillo Cavour, Orsini trasformò la sua residenza in un manifesto culturale: un luogo dove estetica e rappresentanza raccontavano l’ambizione di una borghesia cittadina colta e proiettata in Europa.
Il percorso biografico si completa al Cimitero Monumentale di Staglieno, dove la sua tomba — realizzata nel 1906 da Leonardo Bistolfi, protagonista del Simbolismo italiano — condensa una ricca allegoria civile attorno alla croce: Pensiero, Amore filiale, Giovinezza, Infanzia, Dolore, Maternità, Fede e Lavoro. Un’opera che, con la coeva Tomba Bauer, segnò la scuola scultorea liberty-simbolista ligure dei primi decenni del Novecento.

L’apertura straordinaria e il valore della memoria
L’ingresso di Palazzo Orsini nel circuito dei Rolli Days è il frutto di una collaborazione tra Comune di Genova, Assessorato alla Cultura e Associazione Palazzi dei Rolli, con il sostegno della Coutot-Roehrig, la cui sede genovese occupa oggi gli ambienti storici e che lega la propria partecipazione a un percorso più ampio di valorizzazione della memoria e annuncia un progetto condiviso di digitalizzazione di archivi storici con l’Archivio Storico del Comune e l’Università di Genova.
Che cosa aspettarsi dalla visita
Chi varcherà il portone di via Roma 8 troverà:
- un percorso attraverso sale affrescate e ambienti arredati che documentano la cultura dell’abitare dell’alta borghesia genovese;
- il confronto diretto con i cicli pittorici di Barabino, tra allegorie, ritratti e storie impostate come grandi scene teatrali;
- il racconto della Genova ottocentesca, tra nuove strade, nuovi palazzi e l’affermazione di una classe dirigente che fece della città un crocevia economico e culturale.
Rolli Days 2025: un focus sul XIX secolo
L’edizione di ottobre mette in rete palazzi, musei, residenze private e luoghi della trasformazione urbana ottocentesca. Palazzo Orsini ne è il simbolo: un caso esemplare di continuità tra patrimonio storico-artistico e funzioni contemporanee, che invita a leggere la città non solo nei suoi splendori secenteschi, ma anche nelle stratificazioni di un secolo decisivo per la sua identità moderna.
Tutte le visite sono già prenotate
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