Caso Ghio, i legali smentiscono le letture distorte dei fatti e annunciano: «Querele per minacce, istigazione e diffamazione a mezzo social»

L’avvocato Michele Ispodamia chiarisce il senso dell’intervento in aula della consigliera Avs e annuncia la raccolta di testimonianze di consiglieri e lavoratori comunali di quanto accaduto a margine del consiglio comunale. Nel mirino anche gli insulti e le minacce apparsi sui social a seguito di un post pubblicato dalla pagina nazionale di Fratelli d’Italia

Dopo la seduta turbolenta di martedì 7 ottobre, il caso si accende anche online. Al centro del dibattito le parole su Norma Cossetto; il legale di Ghio smentisce letture distorte e annuncia azioni contro minacce e diffamazioni.

Martedì 7 ottobre 2025 la seduta del Consiglio comunale si è interrotta tra urla e accuse dopo l’intervento della capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Francesca Ghio su un ordine del giorno dedicato alla targa per Norma Cossetto. In aula e nei corridoi si è registrata alta tensione, con la sindaca Silvia Salis che ha definito l’episodio «un fatto vergognoso», chiedendo scuse ufficiali e rispetto delle istituzioni. La maggioranza di centrodestra ha contestato duramente le parole di Ghio; più consiglieri hanno riferito di un’aggressione verbale nei corridoi. Giovedì 9 ottobre il consigliere Mauro Avvenente (Vince Genova) ha annunciato su Facebook di voler valutare con i suoi legali azioni per diffamazione e danno d’immagine; Ghio, a sua volta, ha fatto sapere di aver incaricato i propri avvocati di procedere per i reati che ritiene di aver subito. un nuovo confronto è atteso in aula per martedì prossimo.
Le precisazioni del legale di Ghio
“Sulle parole in aula e il loro significato”
«La dottoressa Ghio si è rivolta a me e all’avvocato Gaia Zecchi del mio studio per essere tutelata in questa vicenda – dice l’avvocato Michele Ispodamia -. Lei ha inteso mettere alcuni puntini sulle i su questa vicenda. In primo luogo che non è assolutamente vero che lei abbia detto che Norma Cossetto, siccome era fascista, è giusto che sia stata violentata e uccisa. Nulla del genere. Abbiamo contestualizzato le sue dichiarazioni: nel momento in cui si parlava dell’atto assolutamente condannabile ed esecrabile di coloro che hanno danneggiato la lapide, la targa che ricorda il sacrificio e la figura di Norma Cossetto, Ghio ha dato un’interpretazione del perché succede ciò, ovviamente un’interpretazione e non una giustificazione al fatto che qualcuno danneggi questa targa. Questa è una cosa che abbiamo voluto specificare ossia il fatto che siccome Norma Cossetto era fascista, ed è pacifico perché poi quasi tutti gli italiani in quel periodo erano fascisti, tanto più questa povera ragazza che è nata ed è stata intrisa degli ideali fascisti giacché il padre era un dirigente locale del Partito Nazionale Fascista. Probabilmente qualcuno, sbagliando e ponendo in essere un atto che condanna Francesca Ghio condanna con la massima risolutezza, pensando di colpire il fascismo danneggiano questa targa. In consiglio, Ghio dava una spiegazione del contesto in cui nasce il vandalismo, dell’origine di questi atti assolutamente esecrabili, quindi prima di tutto, vogliamo specificare questo: l’abbinamento Norma Cossetto-fascismo non significava che alla consigliera stia bene che abbiano violentata e uccisa la giovane istriana, ma solo che c’è chi la accostata al fascismo e, sbagliando e non rendendosi conto di quel che fa, pensa di combattere il fascismo vandalizzando la targa. Questa era solo una spiegazione di Francesca sul perché questo succeda, non una giustificazione».
“Sull’episodio nei corridoi e le possibili azioni”
«Secondo argomento: abbiamo parlato dell’aggressione verbale che Francesca ha subito fuori dall’aula del Consiglio comunale, nei corridoi – prosegue il legale -. Chi diceva voler denunciare Ghio, non si capisce in base a quali reati intenda farlo. L’avvocato Zecchi e io stiamo procedendo ad assumere le testimonianze di diverse persone, testimonianze qualificate di consiglieri e dipendenti comunali che erano presenti, per verificare chi ha detto cosa. Quando avremo il quadro completo, Francesca Ghio valuterà se querelare o meno le persone che saranno singolarmente identificate per aver urlato minacce al suo indirizzo, al di là della sgradevolezza di urlarle in faccia. Sappiamo che in Italia le ingiurie non sono reato, però effettivamente, sono state urlate delle minacce, Francesca valuterà se e chi querelare. Nella concitazione sono state urlate diverse minacce e noi stiamo ricostruendo tramite le persone che stiamo sentendo chi ha urlato che cosa tra le persone presenti, tra cui tre consiglieri di centrodestra. Francesca non ricorda la presenza di Pietro Picciocchi tra quei tre. Ci ha parlato dopo, andando verso la riunione dei capigruppo, e lui le avrebbe detto “stavolta l’hai fatta grossa” (che certamente non è una minaccia n. d. r.). Inoltre, Ghio non ha mai detto, come risulta dalla diretta del consiglio comunale, che il consigliere Avvenente le avrebbe sputato addosso, come lui sostiene, ma solo che gridandole in faccia dalla bocca gli sarebbe uscita della saliva che le è arrivata in faccia, come succede se qualcuno ti urla a un palmo dal naso».
Il caso sui social e la risposta del legale
Stamattina la pagina facebook nazionale di Fratelli d’Italia ha condiviso un post che riprende il titolo “A Genova, consigliera di Avs giustifica lo stupro di Norma Cossetto” che sarebbe stato pubblicato da un giornale di area, definito dall’avvocato di Ghio falso e smentibile ascoltando l’audio della diretta del Consiglio. Il post ha generato centinaia di condivisioni e migliaia di commenti con insulti e minacce. «Ghio è spaventata – conclude il legale -. Stiamo facendo gli screenshot di tutti questi commenti e gli autori di tutti quelli che contengono minacce, istigazione e diffamazione aggravata a mezzo social network saranno denunciati».
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