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Crisi Amt, Bucci frena: «Accuse gravi da dimostrare». Il Pd: «La destra ha messo in liquidazione la propria dignità politica»

Scontro frontale tra Regione e Comune sui conti dell’azienda di trasporto pubblico. Dopo le parole della sindaca Salis, Bucci invita alla cautela, ma il Partito Democratico attacca duramente il centrodestra genovese

Lo scontro sulla crisi di Amt si fa sempre più acceso. Dopo le dichiarazioni della sindaca Silvia Salis, che ha parlato di un disavanzo compreso tra i 71 e i 99 milioni e annunciato il ricorso alla Corte dei Conti, il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci, ha invitato alla prudenza.

Secondo il governatore, il 2023 sarebbe stato per Amt un anno positivo e fino ad agosto 2024 non si sarebbero registrati segnali di un buco di bilancio di tali dimensioni. A suo avviso, affermare che 20 milioni di euro del bilancio 2023 siano stati falsati e riportati sull’anno successivo significherebbe avanzare accuse molto gravi nei confronti di chi quel bilancio lo ha redatto e revisionato, comprese Deloitte e i sindaci revisori. Prima di rendere pubbliche contestazioni di questo tipo, ha spiegato, servirebbe una dimostrazione puntuale e documentata.

Bucci ha anche sottolineato il rischio di danneggiare l’immagine dell’azienda, spiegando che definire Amt come una società vicina al fallimento equivale a svalutarne il valore. Ha ribadito infine l’intenzione della Regione di entrare nell’azienda “il prima possibile”, anche a fronte delle difficoltà attuali.

Durissima la replica del Partito Democratico, che ha definito “sconcertanti” le parole provenienti dal centrodestra genovese. In una nota si legge: «Abbiamo letto con stupore e sconcerto le dichiarazioni della destra genovese, capitanata dal duo Piciocchi-Cavo, che ha dimostrato come l’unica vera cosa messa in liquidazione, a Genova, sia la propria dignità politica. Parlano di numeri “aleatori”, “non certificati”, di svalutazioni arbitrarie, ma non hanno nemmeno il coraggio di guardare in faccia la verità chiaramente illustrata dalla sindaca Salis, fondata su analisi documentate e responsabilmente rese pubbliche. Sì, esiste una crisi in Amt, ed è una crisi seria. Ma a differenza di chi oggi urla allo scandalo, la sindaca ha avuto il coraggio e la responsabilità di affrontarla a viso aperto, partendo dai numeri reali, non da fantasie o propaganda. La ricostruzione è chiara, motivata e trasparente. E chi prova oggi a nascondersi dietro formule di comodo come “non certificato” o “non placet” dovrà risponderne davanti ai cittadini, ai revisori, e – se necessario – alla magistratura».

«Colpisce l’arroganza con cui chi ha portato Amt sull’orlo del baratro prova oggi a impartire lezioni – proseguono al Pd -. Chi ha ignorato per anni ogni segnale d’allarme, rifiutando interventi correttivi, oggi si aggrappa a polemiche sterili e meschine solo per sviare l’attenzione dalle proprie responsabilità. Chi ha distrutto i conti non ha il diritto di pontificare. Chi ha affossato la gestione non ha oggi titolo per alzare la voce. Oggi l’obiettivo, per chi ha a cuore Genova e il suo servizio pubblico, è uno solo: rilanciare una Amt pubblica, tutelando lavoratori e utenti, e impedendo che a pagare siano, ancora una volta, i più deboli. La vera fortuna della città è che oggi questa destra non governa più. E può limitarsi soltanto a invettive, calunnie e comunicati rabbiosi. I danni veri li ha già fatti. Ora è il momento di ricostruire, con serietà e responsabilità».


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