Stasera la fiaccolata per la pace e gli aiuti umanitari: da Music for Peace a piazza Matteotti. Pre concentramento degli studenti a Balbi 5

Oggi, sabato 27 settembre corteo serale e momenti di testimonianza: percorso, orari, le parole di Stefano Rebora e l’appello degli studenti di Cambiare Rotta

Una fiaccolata serale, annunciata come pacifica e inclusiva, attraverserà la città sabato 27 settembre per richiamare l’attenzione sulla tutela dei diritti umani e sull’accesso agli aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese. L’iniziativa prende le mosse da Music for Peace (via Balleydier 60), realtà da anni impegnata nella raccolta e nell’invio di beni di prima necessità.

Gli organizzatori sottolineano il carattere apartitico e non violento della mobilitazione e invitano la cittadinanza a partecipare «in modo pacifico, educato ma risoluto». L’invito è rivolto a tutte le generazioni – «dai bambini ai nonni», studenti, lavoratori, insegnanti, artigiani e commercianti – con l’indicazione di portare fiaccole e bandiere della Palestina.
Il programma della serata
- Ore 19:00 – Ritrovo presso la sede di Music for Peace (via Balleydier 60).
- Ore 19:30 – In via Balbi 5 “pre-concentramento” promosso dal collettivo Cambiare Rotta, con preparazione di striscioni, interventi e cori.
- Ore 20:30 – Partenza della fiaccolata da Music for Peace.
- Ore 21:00 – Saluto al Rettorato (via Balbi) in sostegno a studenti e studentesse.
- Ore 21:30 – Arrivo in piazza Matteotti e ricongiungimento con i/le partecipanti alla veglia presso la Cattedrale di San Lorenzo; a seguire, interventi dal palco.
- Dopo il corteo – Momento conviviale con musica.
Gli organizzatori richiamano l’eco del grande corteo di agosto – stimato in 50.000 presenze – come punto di partenza per una nuova mobilitazione “di popolo”.
Focus: gli aiuti umanitari
Nel corso di una conferenza stampa, Stefano Rebora (Music for Peace) ha riferito di restrizioni che, secondo l’organizzazione, inciderebbero sulla composizione dei pacchi umanitari destinati a Gaza: «Ci è stato chiesto di togliere biscotti, miele, marmellata, succhi di frutta e datteri. L’ambasciata conferma che, al momento, questi beni non ricevono l’autorizzazione; i pacchi dovrebbero essere aperti e i prodotti non autorizzati rimossi, con il problema di smaltirli». Secondo l’associazione, tali condizioni sarebbero state «finora accettate da tutti i governi che hanno inviato aiuti», motivo per cui la manifestazione punta anche a sollecitare una presa di posizione pubblica e un impegno più deciso a tutela dei corridoi umanitari.
L’appello degli studenti di Cambiare Rotta
Il collettivo studentesco Cambiare Rotta parteciperà con un proprio pre-concentramento in via Balbi 5 alle 19:30. In un comunicato, gli studenti dichiarano:
«La mobilitazione continua! Dopo più di 15 giorni in presidio permanente, continuiamo a non ottenere risposte da parte della Governance universitaria, se non giochetti e denunce.
In seguito allo sciopero generale del 22 settembre indetto da USB, noi studenti abbiamo deciso di occupare definitivamente il rettorato, per pretendere l’interruzione di qualsiasi accordo accademico e istituzionale con l’industria bellica e con Israele.
Gli attacchi da parte della Governance universitaria non ci fermeranno, le denunce non ci faranno retrocedere, per questo oggi chiamiamo tutti gli studenti a partecipare alla fiaccolata cittadina e a scendere in piazza per pretendere una Palestina libera.
Ci vediamo in preconcentramento studentesco per raggiungere la fiaccolata dal rettorato occupato, alle 19.30.
Se bloccano la Flotilla, siamo pronti a bloccare tutto di nuovo. Siamo l’equipaggio di terra della Global Sumud Flotilla, non un passo indietro!».
I contenuti della mobilitazione
Accanto all’appello alla sicurezza e alla convivenza civile, la fiaccolata esprimerà sostegno alla Global Sumud Flotilla e – nelle parole di alcuni collettivi – una critica verso quelle politiche ritenute d’ostacolo all’ingresso degli aiuti. Il messaggio centrale, ribadito dagli organizzatori, è la richiesta di maggiore protezione per i civili e di condizioni che permettano la consegna dei beni essenziali.
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