Oggi a Genova 

Puzza misteriosa nei quartieri del centro e del levante, indaga la procura che delega Arpal e polizia locale

Centinaia di segnalazioni su un’area vastissima dalla fine di agosto. Il tanfo si presenterebbe a cadenze orarie e va in crescendo a seconda delle condizioni meteo e del vento

Non si limitano più alla zona del Medio Levante, ma si estendono da tempo anche anche a Carignano, corso Buenos Aires e persino galleria Mazzini le segnalazioni sui forti odori che da settimane disturbano la vita quotidiana dei genovesi. I residenti raccontano di finestre tenute chiuse per giorni e di passeggiate rese difficili da un odore nauseabondo che si diffonde in più zone della città.

Di fronte al crescente malcontento, la procura di Genova ha deciso di intervenire. Il sostituto procuratore Andrea Ranalli, del gruppo Ambiente, ha aperto un fascicolo, al momento senza ancora ipotesi di reato, con l’obiettivo di chiarire l’origine del fenomeno. L’indagine è coordinata dall’aggiunto Federico Manotti.

Gli accertamenti sono stati delegati ad Arpal e alla polizia locale (col nucleo Ambiente del reparto Sicurezza Urbana), chiamate a verificare le possibili fonti degli odori e a misurarne l’impatto su ambiente e salute. Non si esclude che i rilievi possano riguardare più aree della città, vista l’ampiezza della zona interessata dai miasmi.

In attesa dei primi risultati, resta alta la preoccupazione dei cittadini, che da giorni utilizzano social network e segnalazioni dirette alle istituzioni per chiedere spiegazioni e interventi rapidi.

Sui social sono circolate le ipotesi più svariate (che, al momento restano le congetture dei cittadini): un possibile mafunzionamento del depuratore di Punta Vagno (anche se a volte l’odore a Punta Vagno non si sente, ma si percepisce da piazza Rossetti a corso Buenos Aires), carogne di animali portate a valle dalle piogge e a decomporsi sotto la copertura del Bisagno, coi canali fognari responsabili della propagazione del cattivo odore, rottura di un qualche condotto fognario. Il M5S si è chiesto se per caso la puzza non sia causata dai nuovo canali del Waterfront di Levante. L’odore fi fa più forte o più debole anche a seconda delle condizioni climatiche e, naturalmente, da della forza e della direzione del vento. Archiviata l’ipotesi di una nave che potrebbe aver lavato le cisterne (l’odore sarebbe scomparso in pochi giorni) restano quelle, anche in questo caso al momento non suffragate da alcun elemento “scientifico”, di lavorazioni di cantiere o alle riparazioni navali.

Qualche anno fa un problema simile, ma su un territorio molto più ristretto, si era verificato sopra la foce del Bisagno. Fu un “naso elettronico” a indagare sull’origine del lezzo. Pare che in quel caso il problema (che creava enormi fastidi anche a un ristorante, a quei tempi vicino all’ingresso della Fiera) fosse stato il mix di topicida e topi morto che si erano andati a depositare sotto la copertura del torrente.

Per tornare all’attualissima puzza che tormenta mezza città, saranno le indagini a dover stabilire il reale motivo, cosa fondamentale per rimuoverlo.

La Foce e la zona a mare del quartiere di Carignano restano a tutt’oggi le più colpite.


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