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Monte Penna, escursione si trasforma in tragedia. Giovane escursionista cade in un crepaccio profondo: inutili i soccorsi

L’amico, sotto shock, affidato alle cure del 118. Complesse le operazioni di recupero del corpo. È intervenuto anche il Drago Vvf

Una giornata all’aria aperta tra i boschi del monte Penna, al confine tra Liguria ed Emilia, si è conclusa nel peggiore dei modi. Due giovani, entrambi sui venticinque anni, avevano intrapreso un’escursione sul versante emiliano del massiccio, nei pressi del Comune di Tornolo. Stavano camminando lungo un sentiero in una zona particolarmente rocciosa, quando uno di loro ha perso l’equilibrio precipitando in un crepaccio profondo decine di metri.

L’amico, che ha assistito alla scena senza poter intervenire, ha immediatamente dato l’allarme. Nonostante la difficoltà di ricezione telefonica, è riuscito a contattare i soccorsi. In breve sono state attivate le squadre del Soccorso alpino di Piacenza, i vigili del fuoco di Chiavari con il nucleo specializzato “Neve e Ghiaccio”, e i sanitari del 118 di Lavagna, che hanno fatto decollare anche l’elicottero Drago.

Le operazioni di recupero si sono rivelate molto complesse: il terreno accidentato e la profondità del crepaccio hanno costretto i tecnici a calarsi con manovre su corda. Dopo oltre due ore di intervento, i soccorritori hanno raggiunto il giovane, che purtroppo era già privo di vita. Il corpo è stato issato su una barella e riportato in superficie per poi essere trasportato a valle.

Il compagno di escursione, illeso ma profondamente scosso, è stato invece recuperato dall’elicottero e trasferito al rifugio di Pratomollo, da dove è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.

La dinamica esatta dell’incidente resta da chiarire, ma non si esclude che i due ragazzi fossero alla ricerca di funghi, come spesso accade in questo periodo dell’anno.

Il monte Penna, con i suoi paesaggi suggestivi e le pareti scoscese, richiama ogni anno centinaia di appassionati di trekking e natura, ma proprio le caratteristiche morfologiche della zona rendono le escursioni particolarmente delicate, soprattutto lontano dai sentieri segnalati.

In copertina: foto di repertorio di Antonio De Marco


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