Bimbo caduto a Voltri, gli investigatori: «Ha raggiunto il terrazzo da solo»

Si indaga sulle dinamiche della sorveglianza: la procura attende chiarimenti prima di avviare un fascicolo

La vicenda del bambino di sette anni caduto ieri da un terrazzino della scuola De Amicis di Voltri si arricchisce di nuovi particolari, frutto delle prime verifiche svolte dalla squadra mobile. Secondo quanto ricostruito, il piccolo avrebbe affrontato in autonomia una rampa di scale, raggiungendo il piano superiore dell’edificio. Da lì avrebbe aperto una porta finestra che conduce a un balcone esterno, uno spazio che non dovrebbe essere accessibile agli studenti, soprattutto a quelli con bisogni educativi speciali come nel caso del polo Res.

L’episodio ha aperto interrogativi sul livello di vigilanza. Il bambino, seguito di norma da un insegnante dedicato, quel giorno era stato affidato a un altro docente e a un’operatrice socio-assistenziale, poiché l’insegnante di sostegno era assente per malattia. In quella sezione, che accoglie tredici alunni con esigenze particolari (quelli presenti in quel momento erano 8 a fronte di 11 insegnanti) , ogni studente dispone di una figura di riferimento, ma resta da chiarire per quanto tempo il piccolo sia rimasto senza supervisione diretta e se vi sia stato un fraintendimento sulla responsabilità del controllo.
Gli inquirenti stanno cercando di capire se la porta che dà sul terrazzo fosse effettivamente serrata (e quindi il piccolo sia riuscito ad aprirla) o fosse stata lasciata socchiusa, e chi avrebbe dovuto garantirne la sicurezza. Quello che è certo è che l’edificio è tutt’altro che idoneo ad ospitare una scuola e un asilo. È di proprietà della famiglia Brignole Sale dal 1675. Il Comune (che è, invece, proprietario di gran parte del parco) ha in affitto l’edificio dall’Opera Pia Brignole Sale, che lo ha in rendita perpetua dall’ultima discendente, la Duchessa Maria Brignole Sale De Ferrari, dopo la sua morte nel 1888. Basti pensare che una delle classi dell’asilo è sistemata nella celeberrima “sala delle conchiglie”, un’opera d’arte, aperta solo raramente in occasione di visite guidate. È stata realizzata nel 1785 dall’artigiano Giuseppe Canepa su progetto dell’architetto Gaetano Cantone. Fino a poco tempo fa, il capolavoro era “barricato” dietro a lastre di compensato fisse sistemate a difesa della parete decorata con maioliche, vetri colorati, scaglie di marmo e corallo. Da qualche tempo, invece, grazie a uno sponsor, ci sono nuove le pannellature che si possono smontare in occasione delle visite. Va da sé che l’intero edificio sarebbe decisamente meglio utilizzabile come contenitore culturale, ma occorrerebbe trovare un nuovo spazio per scuola e asilo, uno spazio più adatto ai bambini, ovviamente.
Nelle ultime ore gli agenti delle volanti hanno trasmesso alla procura i primi atti relativi all’accaduto. Al momento non è stato aperto alcun fascicolo, ma il passo successivo dipenderà dalle risultanze delle indagini: l’ipotesi è che il procedimento possa essere avviato per abbandono di minore oppure per lesioni colpose.
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