viabilità 

Liguria, in Consiglio regionale approda l’ipotesi MoVe-In: «Deroghe chilometriche per chi è colpito dai blocchi Euro 4». A pagamento

Il consigliere Federico Bogliolo (capogruppo di Vince Liguria – Noi Moderati) annuncia un’interrogazione sulle possibili tutele per i proprietari di diesel Euro 4 dopo l’ordinanza del 1° luglio 2025. «l 41,4% dei veicoli liguri è Euro 4 o inferiore: servono strumenti concreti»

Domani in Consiglio regionale si discuterà di MoVe-In – Monitoraggio Veicoli Inquinanti, il sistema che consente ai mezzi soggetti a limitazioni ambientali di circolare entro un tetto di chilometri annuali anziché subire blocchi orari o giornalieri. A portare il tema in aula è Federico Bogliolo, consigliere regionale di Vince Liguria – Noi Moderati, che ha depositato un’interrogazione per valutare l’adozione dello strumento anche in Liguria.

L’iniziativa arriva a valle dell’ordinanza in vigore dal 1° luglio 2025, che ha esteso le restrizioni alla circolazione anche ai diesel Euro 4. «In Liguria il 41,4% dei veicoli è Euro 4 o inferiore: parliamo di decine di migliaia di cittadini che rischiano limitazioni pesanti alla mobilità quotidiana», osserva Bogliolo, sottolineando la necessità di «soluzioni che diano respiro a chi usa l’auto sporadicamente o non può permettersi un mezzo nuovo».

Che cos’è MoVe-In e come funziona

MoVe-In si basa su una scatola nera installata a bordo, che traccia i chilometri percorsi nel rispetto della privacy e comunica i dati a un operatore tecnico (Telematics Service Provider). In cambio, al proprietario viene concessa una quota chilometrica annuale commisurata a tipo e classe ambientale del veicolo. Se adottato, il modello permetterebbe di circolare senza blocchi orari o giornalieri, purché non si superi il tetto assegnato.

Il servizio è già operativo in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto. In Lombardia, per esempio, l’utente sceglie un fornitore tra quelli accreditati (Air s.r.l., LoJack Italia s.r.l., OCTO S.p.A., Viasat S.p.A., Vodafone Automotive Italia S.p.A., UnipolTech S.p.A.), che si occupa di installazione, raccolta ed elaborazione dei dati e trasmissione alla Regione.

Costi indicativi (modello Lombardia)

  • Fino al 30 settembre 2025:
    • 50 € il primo anno (30 € installazione + 20 € servizio);
    • 20 €/anno dal secondo anno;
    • se si possiede già un dispositivo compatibile: 20 € per la sola fornitura annuale.
  • Dal 1° ottobre 2025:
    • 60 € il primo anno (35 € installazione + 25 € servizio);
    • 25 €/anno dagli anni successivi;
    • se dispositivo già compatibile: 20 € per la sola fornitura annuale.

Ogni fornitore può proporre tariffe promozionali (ad es. pacchetti pluriennali), fermo restando il tetto massimo fissato dalla Regione e la possibilità di acquistare il solo servizio MoVe-In senza vincoli accessori. L’adesione va rinnovata ogni anno sulla piattaforma regionale dedicata.

Perché se ne parla in Liguria

Secondo Bogliolo, con una quota così ampia di parco circolante datato, MoVe-In potrebbe ridurre l’impatto sociale dei divieti, indirizzando i chilometri disponibili verso gli spostamenti essenziali (lavoro, cure, esigenze familiari) e incoraggiando nel frattempo scelte più sostenibili (trasporto pubblico, car pooling, mezzi a minori emissioni). L’interrogazione chiede alla Giunta di valutare tempistiche, modalità di attuazione, platea interessata e coperture per un’eventuale estensione del modello, anche in forma di progetto pilota nelle aree più esposte alle restrizioni.

Il dibattito in aula dovrà chiarire pro e contro: da un lato la flessibilità concessa a chi usa poco l’auto e non inquina in modo sistematico; dall’altro la necessità di garantire che il meccanismo non indebolisca gli obiettivi ambientali e sia integrato con controlli efficaci, informazione agli utenti e politiche di accompagnamento (incentivi alla rottamazione, potenziamento del trasporto pubblico, parcheggi di interscambio, micro-mobilità).

Bogliolo conclude richiamando il punto politico: «Serve equilibrio tra tutela della salute e diritto alla mobilità. MoVe-In può essere uno strumento, se ben calibrato, per non lasciare indietro fasce di popolazione che oggi rischiano di pagare il prezzo più alto della transizione».


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