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Amt, stipendi garantiti per settembre, ma resta alta la tensione. I sindacati chiedono stabilità e assunzioni

Sbloccati oltre 20 milioni tra Comune e Ministero per pagare salari e scadenze. La giunta annuncia un Piano industriale triennale, ma le sigle sindacali restano critiche

Allarme rientrato, almeno per ora, sugli stipendi di settembre dei lavoratori di AMT. L’incontro urgente di questa mattina a Palazzo Tursi tra Comune e sindacati ha portato alla conferma dello sblocco di oltre 20 milioni di euro, provenienti da fondi comunali e ministeriali, che garantiranno il pagamento delle retribuzioni e delle principali scadenze aziendali.

La sindaca Silvia Salis, affiancata dal vicesindaco Alessandro Terrile e dall’assessore alla mobilità Emilio Robotti, ha illustrato alle organizzazioni sindacali lo stanziamento di 8,5 milioni di euro dal contratto di servizio e di ulteriori 12,5 milioni dal Ministero dell’Ambiente.

I rappresentanti di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Faisa-Cisal hanno accolto positivamente l’impegno del Comune, ma hanno chiesto una stabilizzazione strutturale dei conti aziendali, sottolineando la necessità di nuove assunzioni per evitare disservizi e sovraccarichi di lavoro. La giunta, tuttavia, ha ribadito che non saranno possibili nuovi inserimenti almeno fino all’approvazione del Piano industriale triennale, atteso per la seconda metà di ottobre.

In tarda mattinata le sigle hanno incontrato anche il nuovo presidente di AMT, Federico Berruti, che ha confermato la volontà di mantenere pubblica l’azienda e di mettere in sicurezza i conti, anticipando che il Piano industriale sarà presentato entro ottobre.

Anche la Ugl Fna, che ha incontrato separatamente i vertici dell’azienda e gli assessori comunali, ha espresso soddisfazione per lo sblocco dei fondi ma ha posto con forza l’accento su gestione e sprechi interni.

Il segretario Roberto Piccardo ha ricordato come da mesi il sindacato avesse segnalato criticità economiche, senza però ricevere ascolto: «Oggi ci sorprende lo stupore di chi finge di non sapere». Ugl ha inoltre evidenziato la necessità di garantire il pagamento ai fornitori, molti dei quali non hanno potuto versare gli stipendi ai propri dipendenti per i ritardi di AMT.

Sono stati citati esempi concreti di scelte gestionali ritenute poco responsabili, come i bus che da Torriglia devono spostarsi ogni giorno fino a Gavette per il rifornimento nonostante la presenza di un distributore vicino al deposito, il caso di un furgone per lavori in quota acquistato ma poi rimandato alla casa costruttrice per modifiche a spese di AMT, o i filobus fermi da undici mesi nell’area di Campi.

Secondo Ugl, la gestione delle aree di deposito potrebbe essere ottimizzata utilizzando l’ex Guglielmetti come hub unico per la sosta dei mezzi, evitando così sprechi di tempo e denaro per spostamenti, rifornimenti e guardianaggio.

Il sindacato ha denunciato anche le condizioni di lavoro definite inaccettabili, aggravate dai tagli al servizio che rischiano di ricadere su lavoratori e utenza. Tra le priorità da affrontare vengono indicati la sicurezza sui bus e la modalità di gestione delle ferie del personale viaggiante.

La sindaca, conclude Piccardo, ha ascoltato con attenzione le osservazioni e ha confermato l’invio immediato di 8 milioni di euro ad AMT, ribadendo la volontà di mantenere pubblica l’azienda. Tuttavia, almeno fino a novembre, non sono previste nuove assunzioni, come confermato dal Comune.


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