Oggi abitanti di Cornigliano e ambientalisti in piazza contro il forno elettrico

La manifestazione dei comitati: «No alla siderurgia sotto casa, sì a un futuro industriale pulito». Intanto Jindal, in corsa per l’ex Ilva, conferma che nel suo piano per Genova non è previsto il forno

Nel pomeriggio di oggi, giovedì 4 settembre, le realtà associative e i cittadini di Cornigliano scendereanno in strada per dire ancora una volta “no” al progetto di un forno elettrico nello stabilimento ex Ilva. La manifestazione, partirà dai Giardini Melis alle 17:00 e proseguirà lungo via Cornigliano. Si riuniranno tutti coloro che sono contrari: cittadini, comitati e associazioni che da mesi chiedono garanzie per la salute e il futuro del quartiere.

«Non vogliamo il ritorno della siderurgia in mezzo alle case – spiegano i promotori – ma un modello di sviluppo industriale che rispetti l’ambiente e le persone». Al centro delle proteste il timore che l’installazione di un forno elettrico riporti a Cornigliano la produzione a caldo, nonostante l’accordo di programma vigente ne vieti il ritorno.
La mobilitazione arriva proprio nelle stesse ore in cui, a Palazzo Tursi, si è svolto un incontro riservato tra la sindaca Silvia Salis e i vertici della multinazionale indiana Jindal Steel, tra i soggetti interessati all’acquisizione degli impianti ex Ilva. Secondo quanto trapelato, il forno elettrico non rientra nel progetto dell’azienda per Genova, che resterebbe destinata esclusivamente alle attività di lavorazione dell’acciaio, con la materia prima proveniente da Piombino, dove Jindal ha già annunciato investimenti per oltre 140 milioni di euro.
Il calendario nazionale per la privatizzazione dell’ex Ilva prosegue serrato: entro il 15 settembre dovranno essere presentate le manifestazioni di interesse, mentre il ministro Adolfo Urso ha fissato per novembre l’aggiudicazione della gara. In corsa ci sono sei gruppi: Jindal, Baku, Bedrock, Marcegaglia, Eusider e Sideralba.
Per i cittadini di Cornigliano, però, la priorità resta la stessa: proteggere la salute e il quartiere. La manifestazione di oggi segna un nuovo capitolo della mobilitazione “no forno”, destinata ad accompagnare ogni passaggio della trattativa sul futuro dell’ex Ilva.
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