Oggi a Genova 

Carri armati a bordo, blocco del carico di armi sulla Bahri Yanbu: la Filt-Cgil ferma le operazioni, il Calp annuncia presidio a Ponte Etiopia

Doppia mobilitazione nel porto di Genova contro la nave saudita: i sindacati dichiarano lo stop all’imbarco di materiale bellico, mentre i portuali del Collettivo Autonomo danno appuntamento alle 8 per una protesta davanti al terminal GMT. Le foto pubblicate dal Calp non lascia campo a interpretazioni sul tipo di carico della nave

È scontro aperto nel porto di Genova sul transito della nave saudita Bahri Yanbu, ormeggiata al terminal GMT e al centro di nuove tensioni sindacali e politiche. Nel primo pomeriggio la Filt-Cgil ha annunciato ufficialmente il blocco delle operazioni di imbarco di materiale bellico a bordo dell’imbarcazione, sollevando preoccupazioni circa la destinazione del carico verso aree di conflitto attivo, in particolare il Medio Oriente e la Striscia di Gaza.

Il sindacato ha motivato la decisione con la mancanza di trasparenza nella gestione dell’operazione e con la necessità di tutela dei lavoratori e dei valori etici, pur riconoscendo che, secondo quanto riferito dalla Prefettura, le procedure formali sono state rispettate.

Il CALP: “Nave carica di armi, domani presidio alle 8”

Ma l’annuncio più dirompente è arrivato poco dopo dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali (CALP), che in un post pubblicato sui social ha dichiarato:

«Così davvero non ci siamo. Siamo appena usciti da un incontro utile e chiaro, ma intanto, mentre si parlava con le autorità, i nostri compagni sono saliti sulla Bahri Yanbu e hanno trovato la nave già carica di sistemi d’arma, esplosivi e munizioni, forse anche con un cannone Oto Melara».

Secondo quanto riportato dal collettivo, gli agenti della Digos sarebbero intervenuti per far cancellare le foto e i video scattati a bordo, ma senza successo totale.

«Le parole iniziano a non bastare più. Se volevate farci arrabbiare, ci siete riusciti».

Il CALP ha quindi indetto un presidio per le ore 8 di domani mattina a Ponte Etiopia, luogo di attracco della nave saudita, già in passato oggetto di proteste per carichi simili.

Una nave già nota ai porti italiani

La Bahri Yanbu, battente bandiera dell’Arabia Saudita, è tristemente nota nei porti del Mediterraneo per il trasporto regolare di materiale bellico destinato a teatri di guerra, e negli anni è stata fermata in più occasioni da mobilitazioni sindacali, in particolare a Genova e Le Havre, in Francia. Già nel 2019 il porto ligure fu al centro di un acceso confronto sul passaggio della nave, sempre in relazione a forniture militari italiane.

Pressione sul Governo

Nella sua nota, la Filt-Cgil ha anche dichiarato che alcune delle sue richieste saranno portate all’attenzione del Governo, chiedendo maggiore chiarezza e coinvolgimento dei lavoratori nelle informazioni sulle operazioni sensibili. Il timore condiviso è che il materiale a bordo venga utilizzato in contesti di violazione dei diritti umani, alimentando i conflitti in corso.


La giornata di domani si preannuncia ad alta tensione nel porto genovese, tra il blocco sindacale già in atto e la protesta del CALP pronta a scendere in piazza. Sullo sfondo, il dilemma etico e politico del traffico di armi in partenza dall’Italia.


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