Latitante arrestato in vacanza. Condannato per tratta di esseri umani, a Genova costringeva gli uomini a commettere reati predatori e avviava le donne alla prostituzione

A mettergli le manette sono stati i Carabinieri mentre era in ferie in una struttura alberghiera di Cagliari. Era stato in attività anche a Genova sin dai primi anni 2000. Dal 2014 era ricercato a livello internazionale

Dopo oltre dieci anni di latitanza, è finita la fuga di un cittadino romeno di 49 anni, arrestato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Cagliari all’interno di una struttura ricettiva del capoluogo sardo. L’uomo, spiegano i CC in una nota, era ricercato a livello internazionale dal 2014 in base a un mandato di arresto europeo emesso dalle autorità giudiziarie del suo Paese, si trovava in vacanza a Cagliari, ignaro del fatto che la sua copertura fosse ormai saltata.

A mettergli le manette ai polsi è stata la Squadra Catturandi, al termine di una lunga e complessa attività d’indagine che ha permesso di rintracciarlo e identificarlo con certezza. Secondo le autorità romene, il 49enne sarebbe stato a capo di un’organizzazione criminale attiva nei primi anni 2000 tra Romania e Italia, dedita alla tratta di esseri umani, allo sfruttamento della prostituzione e alla commissione di reati predatori.
Molti dei connazionali condotti in Italia venivano impiegati in attività criminali, in particolare a Genova: qui, secondo le indagini, venivano obbligati a commettere furti sistematici all’interno di negozi e centri commerciali. Le donne invece erano avviate alla prostituzione, sottoposte a un controllo costante e vessatorio. Un sistema rodato e spietato, che il latitante avrebbe orchestrato per anni, finché nel 2014 non fu spiccato nei suoi confronti un mandato di arresto europeo.
Dopo l’arresto avvenuto nei giorni scorsi, l’uomo è stato condotto davanti alla Corte d’Appello del Tribunale di Cagliari, che ha convalidato l’arresto disponendo la misura degli arresti domiciliari in attesa della decisione finale sull’estradizione. La sua posizione resta grave: dovrà rispondere di accuse pesantissime legate alla tratta di esseri umani, alla riduzione in schiavitù e allo sfruttamento criminale dei più vulnerabili. La sua presenza a Genova, e i reati contestati nel capoluogo ligure, aggiungono un ulteriore tassello inquietante a una vicenda che ha attraversato anni e frontiere.
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