Oggi a Genova 

I vertici Amiu, nominati da Bucci, smentiscono Piciocchi: sapeva dell’aumento dei costi. Piano approvato nell’ultimo giorno della sua giunta e con lui condiviso

L’ex vicesindaco facente funzioni aveva pubblicato sui social un video dai toni melodrammatici e sbalorditi per i conti, oltre che straripante di critiche e accuse al vetriolo per la nuova giunta, parlando di aumento della Tari, subito smentito da sindaca e vicesindaco e in effetti non contenuto nella manovra approvata martedì. Secondo presidente e direttore generale dell’azienda, l’aumento dei costi e di conseguenza dei ricavi (Salis e Terrile hanno detto di lavorare per evitare che si riversino sui cittadini), contenuti nel documento (peraltro approvato il 26 maggio, a urne per le Comunali ancora aperte) era ben noto al “facente funzioni” perché maturato sotto la sua responsabilità di assessore al Bilancio

Il video, dai toni politicamente molto aggressivi, pubblicato sui social da Pietro Piciocchi, ex candidato sindaco sconfitto, ex vicesindaco facente funzioni della giunta di centrodestra dopo la decadenza di Marco Bucci e per 8 anni assessore al bilancio del Comune di Genova, è datato 20 luglio. «Cari cittadini genovesi – aveva detto Piciocchi nel video pubblicato -. Sono molto rammaricato nel dovervi annunciare che dal prossimo anno aumenta la Tari. Guardate che cosa ho scoperto nei documenti di bilancio presentati dalla Giunta. C’è la relazione previsionale aziendale di Amiu, molto ben nascosta, e qui in una paginetta, la pagina 38, abbiamo riportato il livello della Tari. Guardate, nell’anno 2025 è 165 milioni che diventano 170 milioni nel 2026. Ora guardate lo stesso documento che abbiamo presentato noi l’anno scorso, sul livello della Tari. Nell’anno 2025 era 165 milioni che diventava 160 milioni nel 2026. Quindi dopo poche settimane dal loro insediamento, sono riusciti ad aumentare la Tari per il 2026 di ben 10 milioni, nascondendolo senza dirlo apertamente, con questa manovra dove quindi non solo si aumenta l’Imu, ma anche la Tari. Questo perché in campagna elettorale, questo è il programma di Silvia Salis sindaca, una città più pulita, tante belle parole, dicevano abbiamo l’obiettivo primario di riportare la Tari a un livello degno e sostenibile per famiglie e imprese. Bene, complimenti, state facendo tutto il contrario, lo state facendo di nascosto e questo è molto sleale nei confronti dei genovesi e noi combatteremo con tutte le nostre forze contro questo scempio che la nostra città non merita».

Solo che il piano economico e finanziario non è stato approvato sotto la responsabilità della giunta Salis, ma nell’ultimo giorno della sua giunta, quando era facente funzioni di sindaco prima che il centrodestra genovese venisse travolto nelle urne dal dissenso dei cittadini genovesi e che venisse eletta, il giorno dopo, Silvia Salis. Il piano porta, infatti, la data del 26 maggio 2025.

Ecco la nota congiunta di oggi del presidente Amiu Giovanni Battista Raggi e del direttore generale dell’azienda, Roberto Spera, entrambi nominati dall’ex sindaco e attuale presidente della Regione Marco Bucci e quindi ben al riparo da qualsiasi eventuale accusa di partigianeria nei confronti dei progressisti attualmente al governo della città: «A tutela dell’onorabilità e della professionalità dei dipendenti, dei dirigenti e degli amministratori di Amiu – si legge nel comunicato di questa mattina -, riteniamo doveroso precisare che il piano economico finanziario approvato dal consiglio di amministrazione dell’azienda in data 26 maggio 2025 è frutto di un approfondito lavoro tecnico avviato già nel mese di ottobre 2024. Tale elaborazione si è svolta in costante interlocuzione con l’amministrazione comunale dell’epoca, ivi compreso l’assessore al bilancio e vicesindaco facente funzione (Pietro Piciocchi appunto n. d. r.), e con gli uffici competenti. È dunque fatto noto e condiviso da tutti i soggetti coinvolti — come del resto era necessario — che per l’anno 2026 le previsioni di costo, e conseguentemente quelle di ricavo, avrebbero registrato un incremento rispetto alla relazione previsionale e programmatica redatta l’anno precedente». Insomma, i vertici di Amiu non hanno tirato fuori niente dal cilindro negli ultimi due mesi: sta tutto scritto nero su bianco nel documento che si è formato ed è stato approvato quando ai vertici dell’amministrazione comunale c’era proprio Piciocchi.

Insomma, i vertici di Amiu non ci stanno a interpretare la parte di quelli che avrebbero nascosto, quando Piciocchi era alla guida del Comune e quando aveva la responsabilità del bilancio comunale, la polvere sotto il tappeto, per poi, subito dopo, tirare fuori come i prestigiatori fanno col coniglio dal cilindro, aumenti di costi e spese e delle conseguenti necessità economiche. Aumenti per i quali Piciocchi si mostra stupito e ci cui, secondo quanto dichiarato da presidente e direttore di Amiu, era invece completamente a conoscenza.

Alla luce della dichiarazione dei vertici dell’azienda e dei fatti, calendario alla mano, a stupire non è la previsione di aumento (vedremo dopo che è causata dalla mancata realizzazione della chiusura del ciclo dei rifiuti), ma lo stupore di Piciocchi e la veemenza applicata a ogni dichiarazione sul tema, sia in consiglio comunale, dove ha ribadito le dichiarazioni fatte via social e ha mostrato con gli altri consiglieri di minoranza i cartelli con la scritta “più tasse e meno trasparenza”, sia nelle sue ormai frequenti uscite social di critica alla nuova giunta.

Il tema è quello dei costi per lo smaltimento, lievitati soprattutto negli ultimi due anni, perché le giunte Bucci-Piciocchi non hanno portato a termine i progetti, sbandierati per anni e mai conclusi, che sarebbero serviti a chiudere il ciclo dei rifiuti. In sostanza, come ha detto martedì in consiglio comunale un esponente dell’attuale minoranza, il consigliere di Fratelli d’Italia ed ex assessore di centrodestra Francesco Maresca, chiedendo a gran voce la realizzazione di un termovalorizzatore, Genova, con forte aggravio di costi, deve «portare i rifiuti in altre città italiane come Brescia dove c’è uno dei dei termovalorizzatori più importanti in Europa». Sempre durante il consiglio, diversi consiglieri di maggioranza avevano ripetuto che la precedente giunta non ha concluso in 8 anni il ciclo dei rifiuti. Né col termovalorizzatore adesso reclamato dai consiglieri dello stesso schieramento ora all’opposizione, né con altri impianti.

Nel corso dei consiglio comunale Filippo Bruzzone, consigliere della Lista Salis, aveva presentato un’interrogazione alla giunta in corso per chiarire le prospettive sulla tariffa rifiuti per il 2026. «Serve un’operazione verità», aveva dichiarato Bruzzone, sottolineando come i timori di aumento della Tari siano il risultato diretto delle scelte mancate dalle precedenti amministrazioni Bucci. «Negli ultimi otto anni – aveva accusato – non è stato fatto nulla per chiudere il ciclo dei rifiuti. Oggi spendiamo 30 milioni l’anno per smaltirli fuori comune, e questi costi finiscono sulle spalle dei cittadini». Il riferimento era proprio al ritardo accumulato nella realizzazione degli impianti previsti nel piano industriale Amiu del 2018, tra cui il biodigestore e l’impianto di trattamento meccanico-biologico (TMB), quest’ultimo ancora bloccato a Scarpino. A replicare era stato il vicesindaco Alessandro Terrile, titolare della delega alle partecipate, che aveva cercato di ristabilire la verità dei fatti: «Voglio rassicurare – aveva dichiarato – che nei documenti economico-finanziari all’esame del Consiglio non è previsto alcun aumento della Tari per il 2026. La preoccupazione è nata da una previsione contenuta nella relazione previsionale approvata da AMIU a maggio, che, seguendo i criteri imposti da Arera, ha ipotizzato un possibile incremento del fabbisogno in base ai costi storici degli ultimi due anni. Ma si tratta di una simulazione contabile, non di una decisione politica». Terrile aveva poi aggiunto: «È vero che i costi di smaltimento sono cresciuti, e non possiamo ignorarlo. Ma non possiamo nemmeno dimenticare perché sono aumentati: perché negli ultimi anni non si è fatto ciò che andava fatto, ovvero realizzare gli impianti previsti da piani industriali già approvati. Il biodigestore non è mai stato avviato, il TMB è ancora in sospeso, e la discarica di Scarpino non ha ancora completato il proprio percorso di riattivazione. Questo vuoto impiantistico ha generato costi altissimi e oggi, purtroppo, ci troviamo a pagarne le conseguenze».

Quindi l’aumento dei costi è un problema ben noto, maturato proprio nella gestione delle giunte Bucci-Piciocchi, causato dal ricorso a impianti di smaltimento di altre città per compensare la mancata realizzazione di impianti a Genova. Impianti che, con ogni probabilità, non saranno il termovalorizzatore. Lo si evince da quanto dichiarato martedì in Consiglio comunale dall’assessora all’Ambiente Silvia Pericu che ha traguardato (illustrando e linee guida per il futuro del sistema rifiuti cittadino in un’ottica coerente con gli obiettivi dell’Agenda 2030), una Genova più sostenibile e protagonista dell’economia circolare. «Per affrontare con serietà la sfida dello sviluppo sostenibile – aveva dichiarato Pericu – è fondamentale che i materiali restino nel ciclo economico il più a lungo possibile, riducendo al minimo la produzione di rifiuti. È questo il cuore dell’economia circolare». Una trasformazione che passa anche attraverso un ripensamento strategico del ruolo di AMIU, la partecipata del Comune che si occupa del servizio di igiene urbana: «Rendere Amiu più efficiente è prioritario – ha aggiunto – ma al tempo stesso va rafforzata la sua funzione come motore di un polo ambientale ed energetico, capace di coinvolgere e incentivare l’intera filiera del riciclo».

Una rete per la sostenibilità

Al centro della strategia, c’è la necessità di “chiudere il ciclo dei rifiuti” attraverso nuovi impianti – sostenibili, localizzati con attenzione, dimensionati in modo corretto – da inserire in un quadro di valutazione ambientale rigoroso: «Saranno privilegiate soluzioni compatibili con l’ambiente e che garantiscano vantaggi concreti – aveva spiegato l’assessora – nel rispetto del principio di prossimità, ovvero trattare i rifiuti il più vicino possibile al luogo di produzione».

Genova al centro della rete regionale

Secondo Pericu, Genova è destinata a svolgere un ruolo centrale nel nuovo assetto del trattamento rifiuti in Liguria, sia per la sua posizione geografica che per i volumi di materiale prodotti: «Vogliamo evidenziare con chiarezza che Genova è un nodo chiave e può diventare il centro propulsivo di questo sistema».

Un ruolo che richiede, però, una forte sinergia istituzionale: «Sarà fondamentale lavorare insieme al Piano regionale dei rifiuti e alle agenzie preposte allo sviluppo delle politiche ambientali. Solo così si potrà costruire una rete integrata ed efficace».

Infine, Pericu aveva sottolineato l’importanza del coinvolgimento di player industriali in grado di garantire solidità economica agli investimenti futuri: «Partenariati pubblico-privati saranno determinanti per sostenere la transizione, portando innovazione e risorse in un settore strategico per la qualità della vita e la tutela dell’ambiente».

In conclusione, per l’amministrazione genovese il futuro si costruisce attraverso una gestione intelligente dei rifiuti, che non li consideri più come uno scarto da eliminare, ma come una risorsa da trasformare.

La Tari aumenterà?

Il vicesindaco Terrile ha confermato martedì in Consiglio Comunale l’impegno della nuova amministrazione per evitare che l’aumento dei costi si traduca in aumenti in bolletta: «Siamo già al lavoro per individuare soluzioni sostenibili e condivise – aveva detto -, che permettano di contenere l’impatto sulle tariffe. Lo faremo in dialogo con AMIU, con i sindacati e con tutti gli attori coinvolti nella gestione del ciclo dei rifiuti. Il nostro obiettivo è quello di mettere finalmente in campo le azioni strutturali rimaste ferme per troppo tempo, non solo per evitare rincari, ma per costruire un sistema efficiente e moderno, all’altezza di una grande città come Genova».

La stessa sindaca Silvia Salis aveva dichiarato: «Il Comune di Genova non ha approvato alcun aumento della Tari. Lavoreremo in questi mesi per ristrutturare la tariffa ed evitare aumenti, pur a fronte di un evidente incremento dei costi di smaltimento negli ultimi due anni».

Aggiornamento

Per dovere professionale pubblichiamo integralmente la mail che ci è giunta da Pietro Piciocchi. Sempre per dovere professionale (quello di fare giungere ai lettori notizie accertate), però, facciamo notare tre cose cose:
1) non c’è stata alcuna presa di posizione della giunta sulla base della comunicazione dei vertici Amiu e, di conseguenza, non ci può essere stato alcun tentativo di infangare la reputazione di chicchessia da parte dell’amministrazione.
2) aumento dei costi (lo ricordiamo, legati al fatto che negli anni precedenti non è stato chiuso il ciclo dei rifiuti) non significa automaticamente aumento della Tari per il prossimo anno. Peraltro, nel documento di assestamento di bilancio approvato martedì non è scritto alcun aumento della Tari né attuale né futuro.
3) Piciocchi è avvocato e lo sa: parlare di “pressioni” dell’amministrazione comunale sui vertici dell’azienda potrebbe anche adombrare comportamenti di rilevanza penale. Per questo prendiamo energicamente le distanze da questa affermazione e invitiamo a una maggiore serenità nell’espressione politica. I giornalisti hanno la continenza come dovere stabilito dalla legge, insieme a verità dei fatti esposti (noi dobbiamo poter provare ciò che scriviamo) e alla rilevanza per l’opinione pubblica, in questo caso indubbia. È per non contravvenire a questi doveri, pur concedendo il diritto di replica, che prendiamo le distanze.

Detto, questo, ecco il testo firmato da Pietro Piciocchi

«Il metodo ormai quotidiano al quale questa nuova Amministrazione ci ha purtroppo abituati è quello di infangare la reputazione di chi l’ha preceduta alla guida della città, nel tentativo di distrarre l’opinione pubblica dal proprio immobilismo e dalla manifesta incapacità di risolvere i problemi. Oggi è la volta di AMIU: leggiamo che i vertici dell’Azienda – presumibilmente su evidente pressione dell’Amministrazione – accusano il sottoscritto di essere stato a conoscenza, fin dallo scorso ottobre, dell’incremento dei costi che con ogni probabilità porterà a un aumento della TARI per il prossimo anno. È evidente che si tratta di una ritorsione, poiché non hanno gradito che, nei giorni scorsi, sia stato proprio io a scoprire e denunciare ciò che avevano abilmente nascosto tra le pieghe del documento di bilancio: ovvero che, oltre all’IMU, anche la TARI subirà un aumento a partire dal prossimo anno. Poiché non avevano il coraggio di dirlo apertamente ai cittadini, ho svolto il mio dovere di consigliere di opposizione. Fatto sta che, anche oggi, con questo ennesimo comunicato teso a fuggire dalle proprie responsabilità, l’Amministrazione non smentisce l’aumento, anzi lo considera ormai irreversibile. Abbiamo dunque fatto bene ad avvisare per tempo i cittadini genovesi di questa amara prospettiva. Fatto sta che non esiste alcuna prova che io abbia mai avallato incrementi di costo. Anzi, è vero il contrario: la relazione previsionale aziendale contenente tali dati è datata 26 maggio. Fatto sta che sono stati loro – e non certo io – a chiedere al Consiglio comunale di approvare questo documento, dopo aver tentato invano di nasconderlo tra le pieghe della manovra di bilancio. Fatto sta che, come opposizione, abbiamo dovuto reclamare con insistenza la presenza in aula dell’Assessore Pericu, che nemmeno si era presentata in Commissione consiliare e che, una volta intervenuta, si è dimostrata del tutto impreparata sui contenuti della relazione di AMIU. Questi sono i fatti. E chi vi ha assistito lo sa bene. Il resto sono soltanto illazioni gratuite, tese a delegittimare chi ha sempre lavorato con impegno e serietà per il bene della città. E – lo dico una volta per tutte – se questa Giunta pensa di poter zittire, con questi mezzucci, chi è stato eletto dai cittadini per esercitare un’opposizione autentica, si sbaglia di grosso. Anziché sprecare energie in queste meschine cadute di stile, il mio consiglio è di impegnarsi concretamente per evitare ulteriori aumenti delle tasse. Perché, alla fine, è questo che davvero interessa ai cittadini. Non certo la ricerca di colpevoli immaginari».

Pubblichiamo anche la risposta a Piciocchi di Simone D’Angelo (segretario Pd Genova) e Martina Caputo (capogruppo Pd Comune di Genova)

«Da Piciocchi una recita maldestra nel tentativo disperato di riscrivere il passato. La verità fa paura solo a chi ha qualcosa da nascondere. L’era delle narrazioni comode è finita, e si è aperta una fase nuova che non lascia spazio agli alibi: prima il buco da 50 milioni, poi AMT, e ora AMIU. A ogni passo, la versione dell’ex Vicesindaco reggente si sgretola sotto il peso dei fatti. Pietro Piciocchi si è reinventato oppositore indignato, agitando fogli davanti alla telecamera come se avesse scovato un complotto. L’accusa? Un fantomatico aumento della TARI nascosto nella variazione di bilancio. Peccato che sia tutto inventato. Nessun aumento è stato approvato, e i documenti branditi in video sono semplici previsioni, non decisioni. Ma oggi arriva il colpo di scena: sono i vertici di AMIU a sbugiardarlo, nero su bianco. Il Presidente e il Direttore chiariscono che il Piano Economico Finanziario – quello di cui Piciocchi finge di essere all’oscuro – è partito nell’ottobre 2024, sotto la sua stessa guida. Non solo lo conosceva: lo condivideva e lo approvava. I numeri contenuti nel documento si basano sui dati del 2023 e del 2024, proprio gli anni in cui lui era Assessore al Bilancio. E ora recita la parte del paladino della trasparenza? Una recita maldestra, un tentativo disperato di riscrivere il passato. Non possiamo restare in silenzio di fronte alla mistificazione di chi oggi recita la parte dell’oppositore candido, dopo aver lasciato una città piegata da buchi di bilancio e scelte opache. La verità è che la Giunta Bucci-Piciocchi ha creato più di un problema e ora, con una sorprendente amnesia, pretende di dettare soluzioni. Genova merita serietà, non teatrini. Noi non inseguiremo le polemiche da social a cui oramai l’ex Vicesindaco ci ha abituati. Abbiamo ereditato una realtà complessa, e sappiamo che dovremo assumerci le responsabilità che ne conseguono. Con trasparenza, con lavoro concreto, con rispetto verso chi ci ha affidato il mandato per cambiare radicalmente rotta rispetto al passato».

Commentano anche i consiglieri comunali di Alleanza Verdi Sinistra

«Piciocchi non si rassegna alla sconfitta, basta attacchi strumentali»: Il gruppo consiliare Alleanza Verdi Sinistra prende posizione contro «l’ennesimo tentativo dell’ex vicesindaco Pietro Piciocchi di riscrivere la realtà. Dopo aver perso le elezioni, anziché accettare il verdetto delle urne, non si dà pace e continua a strumentalizzare ogni occasione pur di attaccare la sindaca Salis e l’attuale maggioranza. Lo fa oggi con il Piano Economico Finanziario di AMIU, un documento approvato dal Consiglio di Amministrazione il 26 maggio 2025, ma la cui elaborazione è partita già nell’ottobre 2024, durante il suo mandato, e con la sua piena partecipazione come assessore al Bilancio e vicesindaco facente funzione».
«A ricordarlo non siamo solo noi: è AMIU stessa, che nel suo comunicato ha chiarito come il PEF 2026 sia frutto di un lungo lavoro tecnico, svolto in costante interlocuzione con l’amministrazione comunale dell’epoca, incluso lo stesso Piciocchi» afferma Francesca Ghio. «Le previsioni di aumento dei costi erano note, condivise e verbalizzate. Far finta di nulla oggi è non solo scorretto, ma anche ridicolo», aggiunge Massimo Romeo. «In questo mese stiamo assistendo a un vero e proprio teatrino da parte della minoranza, capitanata dall’ex vicesindaco, in cui si tenta ogni giorno di addossare responsabilità alla maggioranza appena insediata. Ma così facendo non si fa che dimostrare l’incapacità — politica e amministrativa — di chi ha avuto anni per governare e non ha saputo trovare soluzioni ai problemi reali dei cittadini» dice Lorenzo Garzarelli. «Strumentalizzare un atto tecnico condiviso solo per gettare fango sulla sindaca Salis è un’operazione politica meschina, che squalifica chi la mette in campo. Non si può governare per otto anni e poi non assumersi la responsabilità delle scelte compiute. Se l’ex Assessore Piciocchi pensa di costruirsi un’opposizione sulle bugie e sulle omissioni, sappia che troverà in noi un argine saldo. Genova ha bisogno di verità, responsabilità e rispetto istituzionale. Non di teatrini post-elettorali di chi non ha ancora accettato la sconfitta» concludono i consiglieri.

Il commento del capogruppo a Tursi del M5S, Marco Mesmaeker

«In soli due mesi, giorno dopo giorno, abbiamo smantellato la fuffa del duo Bucci-Piciocchi. L’ultima bugia è stata data in pasto ai social dall’ex facente funzione, che ha accusato la nuova amministrazione di voler aumentare la TARI di nascosto. Falso! I fogli che Piciocchi sventola in video sono semplicemente una relazione previsionale, non un atto politico. E la cosa grave è che lui lo sa benissimo”. Lo dichiara il capogruppo comunale del M5S Genova Marco Mesmaeker. “A confermare quanto diciamo è una nota ufficiale dei vertici AMIU diramata oggi stesso: il Piano Economico Finanziario su cui l’ex vicesindaco ora finge indignazione era già in lavorazione da ottobre 2024, con lui stesso al governo della città. Quel documento – che oggi finge di scoprire – lo ha visto, discusso, condiviso. Perché? Perché è farina del suo sacco. Il documento elenca il fabbisogno AMIU sulla base dei dati 2023-2024, gli anni in cui era assessore al bilancio. Ed è lo stesso Piciocchi che oggi grida allo scandalo per “aumenti” e “piani nascosti”, puntando il dito contro una situazione che ha contribuito a creare. Fa sorridere che queste accuse arrivino da chi per anni ha prediletto l’opacità al posto della trasparenza, il clientelismo al posto dell’interesse collettivo”. “Mentre noi ci assumiamo la responsabilità di rimettere ordine nei conti pubblici dopo anni di malagestione, loro fanno finta di non ricordare scelte avallate quando erano alla guida della città. La vicenda AMIU è forse l’ennesimo eccezionale caso di amnesia selettiva? Temiamo di sì. E allora a maggior ragione ci conforta vederli all’opposizione, dove non potranno più giocare a poker con i soldi dei genovesi. Genova merita verità, trasparenza e rispetto. E noi siamo qui per garantirli».

In copertina: combo di un’immagine di stock e di un frame del video di Piciocchi


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