Area Facchini, botta e risposta al vetriolo tra l’ex vicesindaco Pietro Piciocchi e l’assessore Davide Patrone

Al centro della polemica, la presunta mancanza di fondi per finalizzare un’operazione di rigenerazione urbana su cui il quartiere di Certosa ripone grandi aspettative


È scontro aperto tra il capogruppo di Vince Genova Pietro Piciocchi e l’assessore alla Casa, Patrimonio ed Edilizia residenziale pubblica Davide Patrone sull’acquisizione dell’area ex Facchini di Rivarolo.

In una nota durissima, Piciocchi accusa l’assessore Patrone di “mentire” quando sostiene che non siano disponibili le risorse necessarie per l’acquisto dell’area:
«Grazie al lavoro svolto dalla precedente Amministrazione – afferma Piciocchi – sono state poste le basi concrete per l’acquisto delle aree ex Facchini. Se la Giunta Salis vuole fare marcia indietro, sarebbe corretto dirlo apertamente, senza cercare alibi».
L’ex vicesindaco ricorda di aver promosso un masterplan di rigenerazione urbana, presentato in varie assemblee pubbliche, e di aver avviato la trattativa con Trenitalia, proprietaria dell’area.
«Era stato ottenuto il valore certificato dell’area da parte dell’Agenzia delle Entrate, passaggio propedeutico all’acquisto, autorizzato da una deliberazione del Consiglio comunale. Le risorse erano già individuate: o tramite fondi dell’Ente, oppure attingendo ai 199 milioni di euro messi a disposizione da Trenitalia, come previsto dalla legge per indennizzi legati al Terzo Valico», chiarisce Piciocchi.
«Dispiace constatare – conclude – che l’assessore Patrone usi affermazioni false per giustificare l’immobilismo dell’attuale Giunta».
A stretto giro, arriva la replica dell’assessore Patrone, che rimanda al mittente ogni accusa:
«Quello che abbiamo trovato al nostro insediamento è una delibera di indirizzo senza copertura finanziaria e dichiarazioni che, ad oggi, rimangono solo parole. Siamo noi a lavorare concretamente per trovare i fondi che la precedente amministrazione non ha saputo garantire».
Patrone assicura che l’attuale Giunta è impegnata nel dialogo con RFI e con il Commissario straordinario per il progetto del Nodo ferroviario di Genova, Calogero Mauceri, proprio per ottenere chiarezza sulla destinazione dei 199 milioni di euro e stipulare una convenzione che garantisca la sostenibilità complessiva degli interventi di rigenerazione urbana.
«L’acquisizione dell’area Facchini – ribadisce – non può compromettere altri interventi di ristoro alla popolazione e deve integrarsi in un progetto organico. È un’operazione strategica che può moltiplicare il valore del territorio come bene comune».
A seguire direttamente la trattativa sarà la sindaca Silvia Salis, che ha già preso contatti con RFI e che domani incontrerà il Commissario Mauceri insieme all’assessore Ferrante.
Nel frattempo, Piciocchi annuncia la richiesta di una commissione consiliare urgente sul tema, dopo che – denuncia – «la Giunta non ha ancora individuato un assessore incaricato di seguire il dossier Certosa».
Lo scontro è appena cominciato, ma è evidente che sull’area ex Facchini si gioca una partita politica e urbanistica di primo piano per il futuro della Valpolcevera.
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