Ambiente 

Cinghialotto intrappolato a San Desiderio: salvato dai cittadini, poi abbattuto dagli agenti regionali

Gli Animalisti Genovesi: «Poteva essere curato, invece è stato giustiziato. Servono alternative al fucile»

Una storia di solidarietà, speranza e, alla fine, delusione: è quella del giovane cinghiale caduto in un rio cementificato nel quartiere verde di San Desiderio. L’animale, spaventato e incapace di uscire da solo dal laghetto in cui era finito, ha ricevuto l’attenzione e il supporto di diversi abitanti e volontari. Ma la vicenda si è conclusa nel modo peggiore: con l’abbattimento da parte degli agenti del Nucleo di Vigilanza faunistico-ambientale della Regione Liguria.

A raccontare l’episodio sono gli Animalisti Genovesi in un post molto condiviso sui social: «Il cinghialotto cercava di risalire ma non riusciva, mangiava il cibo che gli veniva gettato ed era vigile. Alcuni residenti si sono mossi per aiutarlo: qualcuno ha proposto di mettere una tavola per permettergli di uscire, altri hanno contattato i pompieri, che però hanno spiegato che il salvataggio dei cinghiali non è di loro competenza. Anche le chiamate a veterinari sono rimaste senza risposta».

Nel frattempo, alcune volontarie avevano iniziato a somministrare farmaci all’animale, nascosti nel cibo, seguendo il consiglio di esperti. La situazione sembrava stabilizzarsi. Poi, ieri a mezzogiorno, sono arrivati gli agenti regionali. «Una signora credeva fossero veterinari – prosegue il racconto – ma le è stato detto che loro sono obbligati a uccidere. E così è stato. Nessuna diagnosi, nessun tentativo di salvataggio. Solo uno sparo».

Gli animalisti non usano mezzi termini e accusano apertamente la Regione Liguria: «Questi agenti sono i sicari al soldo dell’amministrazione. Non si fanno scrupoli, non chiedono di cambiare mansione. Dormono tranquilli la notte nonostante abbattano madri, cuccioli e animali sani. Per quelli come il piccolo cinghiale di San Desiderio, non esiste anestesia né compassione: solo una condanna automatica».

La vicenda riaccende il dibattito sull’approccio della Regione Liguria alla gestione della fauna selvatica, in particolare degli ungulati. Gli Animalisti Genovesi chiedono «un sistema che metta al primo posto la cura, la competenza veterinaria e l’umanità, e non la scorciatoia del fucile».

Nel quartiere resta l’amarezza. «Molti di noi volevano solo aiutarlo», raccontano alcuni residenti. «È stato trattato come un problema da eliminare, non come una vita da salvare».

Qui il link col video degli Animalisti Genovesi


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts