Campostano, arriva il “Polo Urbano San Siro”: supermercato e centro culturale tra silos e sbancamenti. Cresce la protesta dei cittadini

Il nuovo progetto edilizio prevede quattro livelli e parcheggi su più piani. Il gruppo Facebook “Basta Degrado” denuncia: «Nervi non ha bisogno di altro cemento»

A Nervi prende forma il “Polo Urbano San Siro”, il nuovo progetto per l’area di Campostano che sostituirà l’ipotesi iniziale di una piscina e di un supermercato con un centro culturale – di cui si sa poco – e, ancora, un supermercato di 1.400 metri quadrati. Il tutto articolato su quattro livelli (uno interrato, due seminterrati e uno fuori terra), corredato da parcheggi privati e pubblici, accessi carrabili multipli e spazi pertinenziali.

Il gruppo Facebook “Basta Degrado” ha diffuso un lungo post fortemente critico nei confronti del progetto, denunciando una trasformazione del quartiere che, secondo gli attivisti, andrà a stravolgere la vocazione del territorio. Secondo quanto riportato, l’attenzione della comunicazione ufficiale sarebbe volutamente focalizzata sulle “attività culturali” del nuovo centro, mentre la presenza del supermercato verrebbe menzionata solo quando strettamente necessario.
Il piano prevede:
- Livello -1: parcheggio privato per il supermercato, con 79 posti auto, 15 per moto e 21 per biciclette, accessibile da Viale Franchini.
- Livello 0: punto vendita alimentare di 1.400 mq con magazzino annesso di circa 584 mq.
- Livello +1: parcheggi per 46 auto (di cui uno per disabili), 12 moto e 14 biciclette per la parte commerciale, e 29 posti auto a uso pubblico.
- Livello +2: struttura vetrata adibita a centro culturale con parcheggio sovrastante (4 posti disabili) accessibile da Via Donato Somma.




«Nervi non ha bisogno di un altro supermercato, non ha bisogno di cemento, non ha bisogno di soggetti che aggrediscono l’ambiente, ed anche, in questo caso a modificare il sagrato e la scalinata dell’antica Chiesa di S.Siro, pur di lasciare traccia della loro onnipotenza – scrive l’amministratrice del gruppo “Nervi Basta degrado” , Giovanna Pucci -. Nervi ha bisogno invece di cittadini che difendano i luoghi in cui vivono, ha bisogno di amministratori che tengano testa ai predatori in cerca di affari da compiere e colline da sventrare, perché le risorse che la natura mette a disposizione non sono infinite, o si capisce o si capisce».
Il dibattito è destinato ad accendersi. Da una parte c’è chi vede nel progetto un’occasione di riqualificazione e servizi, dall’altra chi teme una nuova colata di cemento su uno dei quartieri simbolo della città.
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