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A Pontedecimo torna la “pastasciutta antifascista”: musica, memoria e condivisione

Venerdì 25 luglio alla Fratellanza di via Isocorte l’iniziativa promossa da Cgil, Anpi e La Fratellanza per ricordare la caduta del fascismo. Non è solo un piatto di pasta, ma un simbolo potente di resistenza e libertà

Venerdì 25 luglio 2025, alle ore 19.30, presso il circolo La Fratellanza di Pontedecimo in via Isocorte 13, torna l’appuntamento con la Pastasciutta Antifascista, un evento ormai simbolo della memoria resistente e della condivisione popolare.

L’iniziativa è promossa da Cgil Genova, Anpi Genova e La Fratellanza per celebrare il 25 luglio 1943, giorno della caduta del regime fascista di Benito Mussolini. Una data storica, che i fratelli Cervi, contadini emiliani e antifascisti, festeggiarono offrendo pastasciutta gratuita a tutto il paese di Campegine: un gesto semplice ma fortemente simbolico, che oggi viene ricordato in tutta Italia come espressione di libertà e democrazia.

Alla serata interverranno dal palco:

  • Michele Versace, presidente del Municipio V Valpolcevera,
  • Clelia Cecchin, consigliera de La Fratellanza,
  • Aurelia Buzzo, segretaria Cgil Genova,
  • Massimo Bisca, presidente ANPI Genova.

Dalle 19:30 aprirà lo stand gastronomico con pastasciutta offerta gratuitamente a tutti i partecipanti. A seguire, dalle 20.00, musica dal vivo con i Nero Fluo, che proporranno un repertorio di brani italiani e internazionali in chiave rock.

L’ingresso è libero e l’iniziativa è aperta a tutta la cittadinanza. Un’occasione per unire impegno civile, memoria storica e convivialità, nel segno dell’antifascismo e della solidarietà.

Pastasciutta Antifascista, un piatto semplice per ricordare la libertà: il 25 luglio si celebra la Resistenza dei fratelli Cervi
Dal gesto simbolico del 1943 una tradizione che unisce memoria storica, democrazia e antifascismo in tutta Italia

Non è solo un piatto di pasta, ma un simbolo potente di resistenza e libertà: la pastasciutta antifascista, condita spesso solo con burro e formaggio, rappresenta ancora oggi un gesto collettivo di memoria civile. Il 25 luglio 1943, giorno della caduta del regime fascista e dell’arresto di Benito Mussolini, fu proprio con questo semplice piatto che i fratelli Cervi, contadini antifascisti di Campegine (Reggio Emilia), vollero celebrare la fine della dittatura offrendo pastasciutta a tutta la popolazione del paese.

Quel gesto spontaneo e gioioso – una tavolata pubblica nel cortile di casa – è diventato un rito laico e popolare che ogni anno, in moltissime città italiane, viene ripetuto per ricordare l’importanza della libertà e della democrazia. L’evento centrale rimane a Campegine, nella storica “Pastasciutta Antifascista di Casa Cervi”, che attira migliaia di persone da tutta Italia, unite nel segno dell’antifascismo.

Ma il significato di questa iniziativa va oltre la commemorazione storica: è un’occasione per riflettere sulle conquiste democratiche, trasmettere valori di giustizia e uguaglianza alle nuove generazioni, rafforzare il senso di comunità. La pastasciutta diventa quindi strumento di educazione civile, atto collettivo di memoria e resistenza.

I fratelli Cervi: simboli eterni della Resistenza

I sette fratelli CerviGelindo, Antenore, Aldo, Ferdinando, Agostino, Ovidio ed Ettore – furono contadini, intellettuali autodidatti e partigiani. Cresciuti in una famiglia cattolica e democratica, furono fucilati dai repubblichini il 28 dicembre 1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia, per la loro attività nella Resistenza contro il regime fascista.

I loro nomi sono oggi sinonimo di coraggio e sacrificio, tanto da ricevere la Medaglia d’argento al Valor Militare alla memoria. Il padre Alcide Cervi, figura emblematica della dignità contadina e civile, raccontò la loro vicenda in un’autobiografia diventata celebre in tutto il mondo.

Una memoria che si rinnova ogni anno

Oggi, in tutta Italia, la pastasciutta antifascista viene riproposta ogni 25 luglio come un momento pubblico di unità, impegno e riflessione. La scelta di un gesto così semplice richiama la forza delle piccole azioni collettive capaci di lasciare un segno nella storia. E nel ricordo di quei giovani contadini emiliani, ogni forchettata di pastasciutta è un atto di gratitudine verso chi ha lottato per la libertà.


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