Enti Pubblici e Politica 

Walter Massa: «A Genova è in atto una strategia della tensione»

Il presidente nazionale di Arci, genovese, denuncia il clima politico tossico sui social contro la nuova amministrazione e smonta le narrazioni della destra: «Confondono percezione e realtà, ma la città sa da dove viene»

L’OPINIONE – “Una strategia della tensione è in atto a Genova”. A dirlo è Walter Massa, presidente nazionale di Arci e figura storica del mondo associativo genovese, in un lungo post su Facebook in cui interviene sul clima politico che si respira in città a meno di due mesi dalle elezioni comunali. Dalla sua “lontananza fisica ma non affettiva”, Massa osserva con preoccupazione la crescente ostilità nei confronti della neoeletta sindaca Silvia Salis, denunciando una vera e propria campagna di delegittimazione alimentata dai social e da settori del centrodestra uscente.

Pur non essendo intervenuto nella recente campagna elettorale, Massa ribadisce che i risultati parlano chiaro: “nelle ultime tre tornate elettorali il centrodestra ha perso”. Eppure, aggiunge, “c’è chi riesce ad accusare la nuova sindaca di tutte le nefandezze possibili, nonostante sia in carica da appena due mesi e si trovi a governare con Regione e Governo contro”.

Nel mirino del dirigente Arci ci sono le reazioni “scomposte” e “a tratti grottesche” di esponenti del centrodestra locale, alcuni dei quali – sottolinea – “rosicano perché non hanno più la poltrona e devono tornare a lavorare”. Massa si dice colpito dai toni esasperati con cui viene attaccata la nuova amministrazione e individua in questa dinamica un disegno più ampio: “Una strategia della tensione, soprattutto nei social, per distorcere la realtà, distrarre e impaurire”.

Nel suo intervento, Massa smonta alcune delle narrazioni diffuse in rete, come quella secondo cui la giunta Doria avrebbe lasciato un “buco” da un miliardo di euro. “Un noto politico non rieletto lo ha scritto solo ora, guarda caso. Se lo sapeva prima avrebbe dovuto andare alla Corte dei Conti. E io con lui, nonostante l’amicizia che mi lega a Doria”.

Il presidente di Arci va oltre la dimensione locale, affermando che questa “strategia della tensione” si basa su un metodo già rodato a livello nazionale, che confonde volutamente percezione e realtà: dalla “percezione dell’insicurezza” a quella dell’“invasione migratoria” o della “sanità che funziona”. Tutti esempi, scrive, “non casuali”.

Con tono ironico e disilluso, Massa chiude il suo post guardando idealmente Genova “con un cannocchiale dallo spazio” e auspicando che questo meccanismo si inceppi, “di fronte all’inettitudine della classe politica del centrodestra, che in otto anni ci ha portato fin qui a suon di fuochi d’artificio, pesto e focaccia. Che amavamo già da prima del ritorno dei Dogi”.

Un intervento che riaccende il dibattito su chi detenga oggi il racconto della città e su come la politica digitale contribuisca a formare, o deformare, l’opinione pubblica.


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