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Scompare bimbo di cinque anni. Due giorni di ricerche, ma nessuna traccia. Sequestrata l’auto dell’ultima persona che lo ha visto – VIDEO

AGGIORNAMENTO Dopo due giorni di angoscia, il piccolo di cinque anni, affetto da autismo, è stato trovato vivo in un casolare abbandonato. Era disidratato e infreddolito, ma in buone condizioni. Commozione e sollievo per i genitori e i soccorritori

Il piccolo si è allontanato dal campeggio “Por la mar”, nella frazione di Latte, a Ventimiglia, venerdì sera. Non parla a causa dell’autismo e potrebbe non rispondere ai richiami dei soccorritori che lo cercano senza sosta. Una telecamera di sorveglianza lo ha ripreso mentre usciva dal camping

Una vocina che non risponde. Una maglietta bianca, un paio di pantaloncini verdi e il sorriso di un bimbo che è scomparso nel nulla. Da più di 48 ore, la Liguria trattiene il respiro per il bimbo di 5 anni scomparso venerdì sera da un campeggio nella frazione di Latte, a Ventimiglia, dove si trovava con la sua famiglia per una breve vacanza.

Erano da poco passate le 19 di venerdì. Il padre stava montando la tenda. Il piccolo – affetto da disturbi dello spettro autistico – si è allontanato in silenzio, saltellando verso la strada. Da allora, di lui nessuna traccia.

Una task force imponente si è subito messa in moto: vigili del fuoco, protezione civile, carabinieri, unità cinofile, elicotteri e droni dotati di termocamere e visori notturni hanno perlustrato senza sosta boschi, anfratti, corsi d’acqua, scogliere. Una mappatura puntuale dell’area sta segnando metro dopo metro ogni zona già battuta. Gli operatori del soccorso alpino presidiano i rilievi, mentre i sommozzatori cercano nei torrenti e lungo la costa. Anche la voce della madre, diffusa dagli altoparlanti delle auto della polizia, chiama senza sosta il suo nome.

La preoccupazione è altissima. Il bambino non parla, potrebbe non reagire in alcun modo alle chiamate. Venerdì notte un testimone ha riferito di averlo incontrato mentre diceva “papà, papà”, e di averlo accompagnato fino a un bivio. Ma il racconto è confuso, pieno di contraddizioni, e la sua abitazione è stata perquisita. L’uomo non risulta indagato, ma le forze dell’ordine lo tengono sotto osservazione e hanno sequestrato la sua auto, una Fiat Uno bianca. Le telecamere di zona sono state acquisite e analizzate, finora senza svolte. Le ultime immagini del bambino sono contenute in un filmato di una videocamera di sorveglianza montata vicino al camping: il piccolo è sorridente, allegro, salta su un piede solo mentre si allontana. Poi svolta dietro un muretto, risale la strada saltellando. L’ultima immagine lo mostra mentre scompare dietro ad alcuni alberi. Da quel momento, più nulla.

Le speranze, ora, si giocano sul filo del tempo. In mattinata si è ipotizzato che Alain potesse aver trovato rifugio in un punto riparato, ma i cani molecolari hanno escluso la pista. Il territorio, selvaggio e irregolare, nasconde insidie: dirupi, rovi, buche naturali.

La procura di Imperia ha aperto un fascicolo, pur senza elementi concreti che facciano pensare a un rapimento o a un sequestro. “Stiamo impiegando tutte le risorse possibili e immaginabili”, ha assicurato il procuratore Alberto Lari.

Intanto, oltre 80 persone battono metro per metro la zona. Nessuno molla. Ogni passo è una preghiera. Ogni voce, una speranza. L’Italia guarda e spera: che il piccolo torni ad abbracciare la sua mamma.


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