Cronaca 

Ritrovati frammenti di teschio alla foce dell’Entella, possibile svolta nel caso Mahmoud

Il giovane barbiere egiziano venne decapitato nel 2023 dai suoi datori di lavoro. Il cranio forse riaffiora dopo due anni, saranno gli esami del DNA a stabilirlo

Potrebbero appartenere a Mahmoud Abdallah, il giovane barbiere egiziano ucciso e decapitato nell’agosto del 2023, i frammenti di teschio umano rinvenuti sulla spiaggia alla foce del torrente Entella, a Chiavari. A fare la macabra scoperta, dopo una violenta mareggiata, sono stati alcuni passanti. Subito allertata, la polizia ha recuperato e preso in custodia la porzione di calotta cranica, inviata immediatamente agli esperti di medicina legale per le analisi del DNA.

L’identificazione sarà affidata ai RIS, su disposizione del PM Alberto Landolfi, che nelle prossime ore si confronterà con la collega Daniela Pischetola, titolare dell’inchiesta sull’omicidio insieme ai carabinieri del nucleo investigativo di Genova.

Mahmoud, all’epoca 26enne, era stato ucciso e poi decapitato a Sestri Ponente, dove lavorava nel “Barber Shop Ali”. Il suo corpo senza testa era stato ritrovato mentre della testa si erano perse le tracce. A novembre 2024, la Corte d’Assise di Genova ha condannato all’ergastolo i suoi due datori di lavoro, connazionali, Ali Mohamed Ali Abdelghani (alias Bob) e Ahmed Gamal Kamel Abdelwahab (alias Tito), ritenuti colpevoli dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere. Secondo la ricostruzione dei giudici, furono proprio loro a gettare la testa del ragazzo nel mare, alla foce dell’Entella.

Gli inquirenti non escludono completamente un’altra ipotesi, ritenuta però molto meno probabile: quella che i resti ritrovati possano appartenere a una delle salme disperse durante il crollo della falesia del cimitero di Camogli nel febbraio 2022. Ma a rendere poco credibile questa pista sarebbe la direzione opposta delle correnti marine.

Nelle prossime settimane, gli esiti degli accertamenti scientifici potrebbero chiudere definitivamente il cerchio su uno degli omicidi più efferati degli ultimi anni a Genova, restituendo alla famiglia di Mahmoud un frammento di verità.


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