Ex ostello di via Costanzi, scontro in Sala Rossa tra Patrone a Piciocchi. L’assessore: «Ora ci chiedete di risolvere ciò che voi non avete fatto»

Il consigliere di opposizione ed ex vicesindaco Piciocchi chiede il ritorno dell’ostello della gioventù: «Imminente scadenza del comodato d’uso alla Misericordia per il centro di accoglienza». L’assessore Patrone: «Non ci date lezioni su problemi che avete creato voi»

Si è acceso il confronto in Consiglio comunale tra l’ex vicesindaco facente funzione Pietro Piciocchi (Vince Genova) e il nuovo assessore al Patrimonio Davide Patrone, sul futuro dell’immobile comunale di via Costanzi 120, noto come ex ostello della gioventù. L’edificio, da tempo adibito a Centro di Accoglienza Straordinaria (CAS) per famiglie su richiesta della Prefettura, ospita anche la scuola dell’infanzia comunale Maria Bondi, con cui in passato si sono verificate tensioni e problemi di convivenza.

Piciocchi ha sollevato la questione in aula, sottolineando l’imminente scadenza del comodato d’uso gratuito (in realtà prevista per gennaio 2026) e chiedendo all’amministrazione di esprimersi chiaramente sul futuro dell’immobile. L’ex vicesindaco ha ribadito la necessità di restituire la struttura alla sua vocazione originaria di ostello, anche in funzione della valorizzazione del Parco delle Mura, a cui l’edificio è strategicamente collegato. “A Genova manca un ostello della gioventù – ha detto – e la città ha bisogno di strutture ricettive per studenti e turisti”.
Piciocchi ha inoltre proposto una commissione itinerante presso l’immobile per ascoltare le esigenze della scuola e dei residenti, lodando il lavoro svolto in questi anni da insegnanti e genitori nonostante le difficoltà.
La risposta di Patrone è stata altrettanto articolata quanto severa: l’assessore ha ricordato che l’utilizzo attuale dell’edificio come centro di accoglienza è frutto di una decisione dell’amministrazione precedente, guidata proprio da Piciocchi nei suoi ultimi mesi. “Voi avete stipulato quella convenzione con la Misericordia – ha affermato – ora ci chiedete di risolvere in dieci giorni quello che non avete fatto in otto anni”.
Secondo Patrone, ogni valutazione sul futuro dell’immobile deve passare attraverso una nuova interlocuzione con la Prefettura e con gli assessorati competenti, per capire se permangono le condizioni che giustificavano la destinazione emergenziale. Ha inoltre criticato la proposta turistica dell’ex amministrazione, definendola “dannosa e insostenibile”, in particolare nel collegamento al discusso progetto della funivia per Forte Begato.
L’assessore ha chiarito la posizione della nuova giunta: niente rigenerazione urbana senza coinvolgimento dei cittadini. “Per noi – ha detto – la vocazione dell’immobile deve essere sociale, ma serve un approccio strutturale e partecipato, non l’imposizione calata dall’alto come è avvenuto in passato”.
Piciocchi ha ribattuto, rimarcando la responsabilità del Comune nella gestione dell’immobile e ricordando che la Prefettura non ha mai imposto requisizioni, ma si è limitata a richiedere disponibilità. “Oggi forse quella situazione di emergenza è cessata – ha osservato – e sarebbe il momento giusto per una riflessione diversa, a partire dal rispetto della scuola e di chi popola quel quartiere”.
Il consigliere ha infine auspicato un dialogo costruttivo con la nuova amministrazione, “senza speculazioni politiche ma con spirito di continuità e rispetto per il lavoro già avviato”.
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