Amt, Salis accusa la giunta precedente di aver ignorato i segnali di allarme. «Ora serve trasparenza, rigore e responsabilità. L’azienda resterà pubblica, ma va salvata con i numeri, non con gli slogan»

Battibecco a distanza, negli interventi in consiglio, tra l’ex vicesindaco e assessore al Bilancio Pietro Piciocchi («Se questa amministrazione intende screditare la precedente e di accreditarsi come salvatrice della patria, vi diciamo chiaramente che lo riteniamo inaccettabile». La Sindaca: «Dopo anni di favole sui conti Amt, è il momento della trasparenza e della verità»

A seguito della richiesta della consigliera Pd Martina Caputo, la sindaca Silvia Salis ha illustrato in consiglio comunale la situazione di Amt.

«Vi leggo la segnalazione del Collegio sindacale di AMT, poi passo alla mia relazione – ha detto Silvia Salis nella Sala Rossa di Palazzo Tursi -. In apertura si legge testualmente: “Si evidenziano le criticità alla base della rilevazione della crisi aziendale e il contesto in cui viene redatta la presente segnalazione”. Questi non sono termini scelti da me. Parliamo di dati, non di slogan. La campagna elettorale è finita: ora governiamo noi e ci assumiamo la responsabilità di ciò che troviamo. È il momento di affrontare l’oggi, non di commentare chi ha amministrato dieci o quindici anni fa. Il 23 giugno 2025 il Collegio sindacale di AMT, nell’ambito dell’attività di vigilanza, ha rilevato “elementi sintomatici di una situazione di crisi d’impresa” ai sensi dell’articolo 2 del D.lgs. 14/2019 e ha diffidato il CdA a presentare, entro 30 giorni, un piano per affrontare tempestivamente la crisi. Già il 14 marzo 2025 la Direzione Partecipate del Comune aveva definito “irricevibile” la relazione previsionale aziendale 2025-2027, fondata su entrate solo ipotizzabili e su fondi pubblici inesistenti nei bilanci degli enti. La precedente giunta ha ignorato quell’allarme, aggravando la crisi. La relazione previsionale 2024-2026 di AMT stimava ricavi da bigliettazione-abbonamenti per 70 milioni nel 2024 e 73,5 milioni nel 2025, confidando sulla nuova politica tariffaria. Il consuntivo 2024 si è fermato a 56,2 milioni: -13,8 milioni rispetto al previsto. A gennaio 2025 era già chiaro il fallimento di quella scelta. Nei primi quattro mesi del 2025 i ricavi da titoli di viaggio sono stati appena 16,7 milioni: proiettando il dato, a fine anno arriveremmo a 50,7 milioni, cioè -22,8 milioni rispetto al preventivo 2025. In due anni lo scarto tra ricavi stimati e incassati ammonterebbe a 36,6 milioni. Oggi spetta a questa giunta rimettere in sesto AMT. Lo faremo seguendo tre principi: l’azienda resterà pubblica; i lavoratori non pagheranno il conto; il servizio nei bacini urbano ed extraurbano dovrà mantenere standard di qualità. Abbiamo già calendarizzato incontri con azienda e sindacati. Affideremo a una società di revisione indipendente una due-diligence per definire con esattezza l’entità dello squilibrio. Dopo anni di favole sui conti AMT, è il momento della trasparenza e della verità. Chi ha portato l’azienda sull’orlo della crisi non venga ora a farci la lezione: noi non ci sottrarremo al compito di trovare una soluzione, insieme a tutte le istituzioni e ai soggetti coinvolti».
L’ex vicesindaco ed ex assessore al bilancio Pietro Piciocchi prima che parlasse Salis, aveva respinto con fermezza ogni tentativo della nuova amministrazione di attribuire colpe alla giunta Bucci per la situazione finanziaria di AMT. Aveva rivendicato l’impegno del centrodestra nella tutela dell’azienda e delle relazioni sindacali, evidenziando l’assenza di scioperi in otto anni. Piciocchi aveva invitato l’attuale giunta a evitare toni allarmistici e dichiarazioni imprecise sulla “crisi” (termine che la Sindaco ha precisato essere stato usato per iscritto dal collegio sindacale), che potrebbero danneggiare l’azienda anche sul piano creditizio, e ha chiesto maggiore responsabilità istituzionale. Ha ribadito la disponibilità del gruppo Vince Genova a contribuire a un confronto costruttivo sul futuro dell’azienda, a partire dal tema dell’”in house”.
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