Sant’Olcese, salvati due alveari nei cimiteri di Casanova e Comago, le api trovano una nuova casa

Intervento tempestivo su segnalazione dei cittadini al comune di Sant’Olcese: niente pericoli e insetti salvi grazie all’Azienda Agricola Apepita e ai volontari Bruzzone e Bacchin

Due alveari formatisi all’interno dei cimiteri di Casanova e Comago sono stati recuperati in sicurezza grazie a un intervento coordinato e tempestivo, reso possibile dalla collaborazione tra Comune, cittadini e operatori locali. Lo ha reso noto il Comune di Sant’Olcese attraverso un post sulla sua pagina Facebook.

A seguito della segnalazione di alcuni residenti, è stato richiesto l’intervento dell’Azienda Agricola Apepita, specializzata nella gestione delle colonie di api, con due volontari esperti, Nino Bruzzone e Nino Bacchin. Gli apicoltori sono riusciti ad asportare in sicurezza entrambi gli alveari, evitando potenziali rischi per i frequentatori delle due aree cimiteriali e mettendo in salvo gli insetti impollinatori, fondamentali per l’ecosistema.
Le api sono state successivamente trasferite in un nuovo alveare sicuro, dove potranno continuare la loro attività senza arrecare disturbo o correre pericoli.
Il Comune ha ringraziato pubblicamente i protagonisti dell’operazione, sottolineando l’importanza della collaborazione tra istituzioni, cittadini e operatori del territorio: “L’intervento tempestivo ha permesso di scongiurare il pericolo mettendo in salvo le api che hanno trovato una nuova sistemazione. Un ringraziamento a Nino Bruzzone, Nino Bacchin e all’Azienda Agricola Apepita per il pronto intervento e la collaborazione”.
Un esempio virtuoso di tutela ambientale e di attenzione alla convivenza sostenibile tra uomo e natura.
Le api, sentinelle della biodiversità: perché proteggerle è fondamentale per il futuro dell’umanità
Dall’impollinazione delle colture alla salvaguardia degli ecosistemi, questi piccoli insetti svolgono un ruolo vitale per l’ambiente e la nostra sopravvivenza
Le api non sono solo produttrici di miele. Questi piccoli insetti operosi rappresentano un pilastro insostituibile della biodiversità e dell’equilibrio ecologico. Eppure, nonostante la loro importanza, sono sempre più minacciate da inquinamento, pesticidi, cambiamenti climatici e perdita di habitat.
Un ruolo centrale nell’impollinazione
Secondo la FAO, oltre il 75% delle colture alimentari mondiali dipende, almeno in parte, dall’impollinazione animale, e le api sono le protagoniste indiscusse di questo processo. Senza di loro, moltissimi alimenti – dalla frutta ai semi oleosi, dai legumi alle verdure – sarebbero in grave pericolo. Non si tratta solo di un problema agricolo, ma di una questione di sicurezza alimentare globale.
Api come indicatori di salute ambientale
Le api sono particolarmente sensibili all’inquinamento e alla qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. Quando una colonia si indebolisce o scompare, spesso è il segnale di un ambiente contaminato. Per questo vengono definite “sentinelle ecologiche”: la loro presenza o assenza ci racconta lo stato di salute del nostro territorio.
Minacce crescenti
Negli ultimi decenni, la popolazione di api ha subito un drammatico calo in tutto il mondo. Tra le principali cause ci sono:
- Pesticidi neonicotinoidi, tossici per il sistema nervoso degli insetti
- Monocolture agricole che riducono la varietà di fiori disponibili
- Cambiamento climatico, che altera i cicli stagionali e le fioriture
- Parassiti e malattie, come la varroa destructor
Cosa possiamo fare
Ogni cittadino può contribuire alla salvaguardia delle api con piccoli gesti:
- Coltivare fiori melliferi e piante aromatiche nei giardini e sui balconi
- Evitare pesticidi e erbicidi chimici
- Acquistare miele da apicoltura locale e sostenibile
- Supportare associazioni e progetti per la tutela degli impollinatori
Le api come simbolo di un nuovo equilibrio
Proteggere le api significa proteggere il nostro futuro. La loro sopravvivenza è legata alla nostra capacità di immaginare e costruire un mondo più armonioso con la natura. Ogni alveare salvato, ogni fiore piantato, ogni campo coltivato senza veleni rappresenta un passo in più verso un modello di sviluppo sostenibile e rispettoso della vita, anche quella più piccola.
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